Non di questo presente

Non di questo presente ora bisogna
vivere – ma in esso sì: non c’è modo,
pare, d’averne un altro, non c’è chiodo
che scacci questo chiodo. Nè a chi sogna

va meglio, che le più volte si infogna
a figurarlo, e fà più groppi al nodo
se cerca di disfarlo (sta nel todo
che si crede nel nada, sempre) o agogna,

ma con che lama? troncarlo. La mente
infortunata non ha altra fortuna,
dunque, che nel pensiero? Certo a niente

più la mia si consola che se in una
deposizione o un offertorio gente
dispersa solennemente s’aduna.

GIOVANNI RABONI

Published in: on febbraio 10, 2016 at 07:34  Comments (2)  

O cari infinitamente, spariti

O cari infinitamente, spariti
dal tempo, non dai sogni, precursori
nostri nelle tenebre, voi se fuori
del buio c’è ancora buio o a più miti
consigli lo riducono I bagliori
senza gloria, gli stenti, intirizziti
aculei d’un’alba (e, ascoltando, arditi
bisbigli) voi soli potreste, a onore
d’un altro vero, dirci, amate teste,
torsi venerati, e non dite mai,
mai! perché sia intera la libertà
del nostro arbitrio, perché non celeste
ma cieca e folle e sanguinosa sia
intanto, nell’orto, qui, l’agonia.
 .
GIOVANNI RABONI
Published in: on marzo 21, 2015 at 07:48  Comments (4)  

Supina

Se ti metti supina
diventa, calmandosi, solo dolcezza
il peso del tuo seno. Di colpo non c’è
bisogno di nasconderlo, non si può più giocare perchè
è tenero e spento
e innocente e basta.

GIOVANNI RABONI

Published in: on giugno 29, 2012 at 07:11  Comments (4)  
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