Fiori segreti

SECRET FLOWERS

Is love a light for me? A steady light,
A lamp within whose pallid pool I dream
Over old love-books? Or is it a gleam,
A lantern coming towards me from afar
Down a dark mountain? Is my love a star?
Ah me!- so high above so coldly bright!
The fire dances. Is my love a fire
Leaping down the twilight muddy and bold?
Nay, I’d be frightened of him. I’m too cold
For quick and eager loving. There’s a gold
Sheen on these flower petals as they fold
More truly mine, more like to my desire.
The flower petals fold. They are by the sun
Forgotten. In a shadowy wood they grow
Where the dark trees keep up a to-and-fro
Shadowy waving. Who will watch them shine
When I have dreamed my dream? Ah, darling mine,
Find them, gather them for me one by one.

§

È per me luce l’amore? Una luce tranquilla,
una lampada nel cui pallido cerchio io possa sognare
su vecchi libri d’amore? O è il suo splendore
un lume che vien verso me da lontano,
giù da una buia montagna? È il mio amore una stella?
Ahimè, così alta e remota, così freddamente lucente!

Il fuoco danza. È il mio amore una fiamma
che rossa e ardita passi attraverso il crepuscolo?
No, mi farebbe paura. Io son troppo fredda
per amare con impeto e furia. Una patina d’oro
brilla su questi petali che mollemente s’incurvano,
più veramente mia, più affine al mio desiderio.

S’incurvano i petali. Sono dal sole
dimenticati. Crescono nell’ombra d’un bosco
dove i cupi alberi vanno movendosi in folto
ondeggiamento. Chi li guarderà splendere
quand’io abbia tutto sognato il mio sogno? Ah, caro,
trovali, coglili ad uno ad uno per me.

KATHERINE MANSFIELD

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Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:09  Comments (1)  

L’incontro

THE MEETING

We started speaking,
Looked at each other, then turned away.
The tears kept rising to my eyes.
But I could not weep.
I wanted to take your hand
But my hand trembled.
You kept counting the days
Before we should meet again.
But both of us felt in our hearts
That we parted for ever and ever.
The ticking of the little clock filled the quiet room.
“Listen,” I said. “It is so loud,
Like a horse galloping on a lonely road,
As loud as a horse galloping past in the night.”
You shut me up in your arms.
But the sound of the clock stifled our hearts’ beating.
You said, “I cannot go: all that is living of me
Is here for ever and ever.”
Then you went.
The world changed. The sound of the clock grew fainter,
Dwindled away, became a minute thing.
I whispered in the darkness. “If it stops, I shall die.”

§

E iniziammo a parlare,
guardandoci un attimo, schivi, con imbarazzo.
La tristezza chiamava lacrime,
ma non piangevo; desideravo
prenderti la mano, ma un tremito diffuso
me lo impediva.
Contavi i giorni che mancavano
a un altro appuntamento,
ma entrambi sentivamo nel cuore,
che soli ce ne andavamo per sempre.
Il suono acuto di una campana riempì la stanza.
“Ascolta” dissi ” batte forte come un cavallo
che galoppa su una strada deserta
e che si perde nella notte scura.”
Tacqui stretta tra le tue braccia
finché il rintocco vinse anche il battito dei nostri cuori.
“Non posso andarmene” dicesti,
“la mia vita è qui, in eterno.”
Ma te ne andasti.
Tutto era cambiato. Il rintocco giunse sopito,
debole, sempre più fioco.
Dissi alla notte: “Se smette devo morire”.

KATHERINE MANSFIELD

Published in: on dicembre 7, 2017 at 07:27  Comments (1)  

Voci dell’aria

VOICES OF THE AIR

But then there comes that moment rare
When, for no cause that I can find,
The little voices of the air
Sound above all the sea and wind.

The sea and wind do then obey
And sighing, sighing double notes
Of double basses, content to play
A droning chord for the little throats—

The little throats that sing and rise
Up into the light with lovely ease
And a kind of magical, sweet surprise
To hear and know themselves for these—

For these little voices: the bee, the fly,
The leaf that taps, the pod that breaks,
The breeze on the grass-tops bending by,
The shrill quick sound that the insect makes.

§

E poi arriva quel momento raro

quando per un misterioso motivo

piccole voci dell’aria

vincono sul mare ed il vento.

Il mare ed il vento devono obbedire

sospirando e sussurrando due note

basse e prolungate, paghi di suonare

un accordo ronzante per piccole gole –

Piccole gole che cantano e salgono

verso la luce con sorprendente facilità

e una specie di magico, dolce stupore

di ascoltarsi e riconoscersi l’una con l’altra –

Per queste piccole voci: l’ape, la mosca,

la foglia che vibra, il guscio che s’incrina,

la brezza che incurva l’erba del prato

il ronzio improvviso che fanno gli insetti.

KATHERINE MANSFIELD

Published in: on aprile 15, 2014 at 07:21  Comments (2)