Il quadro

Nell’ombra calda del mio salotto
segretamente mi abbandonavo:
dalla poltrona di fiamma e d’oro
trepida entravo nel grande quadro.
Una parete tutta occupava:
era la stanza per me quel bosco
di luce estiva chiara soffuso,
prossimo annunzio già dell’autunno.
E gioia entrava nel cuore mio
nel rapimento tutto sereno
di quel paesaggio meraviglioso,
e solitario, sempre in letizia.
A lungo stavo sotto quegli alberi
e contemplavo pallido il cielo,
in un riflesso mi rispecchiavo
di bianca luce nella corrente.
Tempo è passato, ma adesso ancora
trovo rifugio nel quadro antico,
nella parvenza di una natura
che il pittor cinse del suo mistero.
Mi affido al vento coi suoi sospiri,
allo stormire di piante amate
ed alle nubi vaganti in cielo,
alla mia terra, nell’acque fresche.
Ma non ritrovo più I’allegria
di andar fra i sassi del mio ruscello,
della morente stagione ignara,
spruzzata tutta di fresca gioia.

LEA LUZZATI SEGRE

Published in: on aprile 25, 2020 at 07:24  Lascia un commento  

Il pesce

Le reti tirano i pescatori
con moto lento, con voci strane:
or su la riva mucchio d’argento
palpita e guizza con mosse vane.
Or nella rete pur si dibatte
geme e s’attorce questo mio cuore.
Non vuol morire, non può fuggire.
Qualcuno piange. Forse è l’addio.

LEA LUZZATI SEGRE

Published in: on gennaio 31, 2020 at 07:41  Comments (1)