Poesia per una cicala

Io non so cantare lo zelo
della formica immortale.
Più vicino alla mia sorte
E’ lo stridore della cicala
Che trema fino alla morte.
Nel tempo mio diletto
Mi confidavo a quell’ira
Insistente che mi assopiva
Con la cicala nel petto.
Ora nello sfacelo
Della mia giornata mi resta
Un po’ di polvere in pugno,
Ma tanto vale la tua spoglia
Che ancora risento quel melo
Stormire e nell’aria di giugno
La tua allegria funesta
Nascere dietro una foglia.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on aprile 19, 2020 at 06:50  Lascia un commento  

Passiflora

È nostro ancora questo fioco
lume della sera, un barbaglio
sulle cime dei lecci. Il fuoco
nella stanza si consuma;
(un sommesso
brusìo disperde la tua vigilanza)
e appena ti lambisce svampa
la veste: un ardore
ti difende dalla fiamma come la foglia
sempreverde. Tremi
ora che gli orti
devasta la tramontana
e ne patisce dietro i lividi vetri
la pigra passiflora.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on dicembre 14, 2019 at 06:59  Comments (1)  

Grattacielo

Quando rincasavo la sera
c’erano due lumi rossi
agli angoli dello sterrato,
In quel fosso è nato
il grattacielo di Milano,
un piccolo segno di vittoria
per noi apostoli di cànoni nuovi
del nuovo vangelo,
Me lo trovo impagliato
di fronte all’Albergo Doria
come se.io l’avessi innaffiato.
Mi fa ombra sul viso
all’angolo del marciapiede,
dove la fioraia contadina
portava un tempo edelweiss
e narcisi.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on settembre 22, 2019 at 07:14  Lascia un commento  

Rosei del rosa dolce delle case

Rosei del rosa dolce delle case
D’autunno i muratori sopra i tetti
All’aria cantano stretti sull’anca
Docile il piede bianco alle cimase.
Stanno nel cielo in bilico e la voce
Resta sospesa  sopra le grondaie
Leggera, ché la voce resta in aria.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on maggio 5, 2019 at 07:50  Lascia un commento  

Sera di San Lorenzo

Mi rialzo alle colline
(Così lustre di pula lenta nel soffio d’agosto).
Silvestro, dolce amico, mi rassegni
D’ogni cosa trascorsa, dell’usura
Che fa liscia la pietra sopra il grano,
E una foglia mi porgi sulla mano
Generosa. Nel torpido alone
Della giovane luna ti chiudi
E parli tante allegrie.
Fresco il vento sugli occhi si avviva
E rintoccano i sonagli alle vette.
Sono luci di San Lorenzo
Le fole che vidi ardere: tu ridi
Se penso la fila lunga
Di formiche che bruci.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on febbraio 6, 2019 at 06:55  Lascia un commento  

La civetta della neve

Vengono anch’essi a scaldarsi
accanto al camino i vecchi Dei.
Viene intirizzita a chiederci asilo
la civetta della neve.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on aprile 30, 2018 at 07:08  Lascia un commento  

I tuoi segni

Riguardo quando tu non ci sei
gli scartafacci toccati dalle tue dita,
i fogli con le impronte dei giorni
bui, delle ferite dolenti.
Guardo le carte miracolosamente
riavute (gli editori sono a caccia
di farfalle sui lungotevere),
draghi gioiosi, tronchi
capelluti, meteore fiammanti, e
mi esalto e mi dispero
perché è morta la tua mano.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on marzo 12, 2017 at 07:14  Comments (2)  

Tu cercavi un compagno

Tu cercavi un compagno. Ti duoli
ancora d’avermi creduto.
A notte, tardi, tu resti sola,
mi gridi un saluto, mi guardi
sparire con dolore sulla strada antica.
Pesto gli acini di mica sul pietrisco
della collina (e le siepi sono folte di baci
sulle dita)

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on dicembre 18, 2016 at 07:48  Comments (1)  

Lapide

Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro.
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l’effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l’amore è perduto.
Qui la festa è finita.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on aprile 26, 2015 at 07:48  Comments (5)  

Dicembre a Porta Nuova

Mi raccoglie nel suo gomito
inerte la fredda sera d’autunno.
Scorre deserta sulle foglie

e mi ridesta a ogni tonfo
dei castagni. Tutto il bene
che mi resta forse è in quest’ora
calma che si accerta
a questa svolta che si gonfia
d’acque perchè la ripa si fa stretta.
Poi rotta la dolcezza dell’indugio

ogni cosa decade con più fretta
e non mi duole l’alito d’ombra
che mi gela la fronte.
Sopra la spalletta curvo m’assale
il vento dalla buca del ponte.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on dicembre 1, 2014 at 07:44  Comments (2)