Il duello

Achille

Il vecchio Priamo fu il primo a vederlo mentre avanzava nella pianura splendido come l’astro che sorge in autunno, Sirio che brilla di fulgida luce nel cuore della notte in mezzo a miriadi di stelle; lo chiamano il cane di Orione ed è il più luminoso ma la sua luce è segno funesto, presagio di febbri violente per gli infelici mortali; così brillavano le armi di bronzo sul petto dell’eroe mentre correva. Con un gemito il vecchio re alzò le braccia al cielo e con le mani si percosse il capo mentre, tra alti singhiozzi, supplicava il figlio…..

…..Come nel cuore della notte s’avanza fra le altre stelle la stella di Espero, la più bella nel cielo, così risplendeva dalla punta acuta la lancia che Achille brandiva nella destra, meditando la morte di Ettore, e guardando il bel corpo, dove meglio avrebbe ceduto. Era tutto coperto dalle armi di bronzo, le bellissime armi che, uccidendolo, aveva tolto a Patroclo, tranne che si vedeva il punto dove la clavicola divide il collo dalle spalle, la gola, il punto dove la morte è più rapida. Là, mentre attaccava, lo colpì con la lancia il nobile Achille, e la punta gli attraversò il collo morbido.

OMERO (Iliade, libri XXI-XXII)

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Published in: on novembre 7, 2009 at 07:47  Comments (1)  
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