Di questo corpo

Di questo corpo che m’è dato, che ne farò
Che ne farò di questo dono unico ed intimo?

Ditemi chi devo ringraziare
A chi devo essere grato
della tacita gioia di respirare ed esistere?
Sono un giardiniere ed anche un fiore
In questo mondo-prigione non sono solo.
Sui vetri dell’eternità si è posato
il mio caldo respiro, suggello di me
Come ricamo inconosciuto
Trascorre il sedimento dell’istante
Il caro segno non si cancellerà.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM

Published in: on luglio 1, 2013 at 07:16  Comments (1)  

Privandomi del mare

Privandomi del mare, dello spazio per la corsa e il volo,
dando alla mia orma il supporto di una terra forzata,
cosa avete ottenuto? Calcolo brillante:
non siete riusciti ad estirpare le labbra che si muovono.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM


Published in: on marzo 26, 2012 at 07:36  Comments (3)  
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Un vento nero

Un vento nero fa frusciare le foglie
che respirano confuse
e una rondine, tremando,
nel cielo oscuro traccia un cerchio.

Il crepuscolo che avanza
discutendo in silenzio
nel mio cuore tenero e morente
con il raggio che per ultimo sparisce.

E sopra il bosco quando fa sera
s’alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,
perché mai un tale silenzio?

 

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM


Published in: on novembre 19, 2009 at 08:30  Comments (1)  
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