Fili

WIRES

The widest prairies have electric fences,
For though old cattle know they must not stray
Young steers are always scenting purer water
Not here but anywhere. Beyond the wires

Leads them to blunder up against the wires
Whose muscle-shredding violence gives no quarter.
Young steers become old cattle from that day,
Electric limits to their widest senses.

§

I grandi pascoli hanno recinti elettrici
perché le bestie vecchie stanno buone,
ma i manzi giovani fiutano sempre acqua più pura
da qualche parte altrove. Ciò che sta oltre i fili

li manda a massacrarsi contro i fili,
contro la scossa che gli strappa i muscoli.
I manzi giovani invecchiano da quel giorno
barriere elettriche ai loro sensi immensi.

PHILIP LARKIN

Published in: on maggio 2, 2020 at 07:19  Lascia un commento  

Lontano da qui

FAR OUT

Beyond the dark cartoons
Are darker spaces where
Small cloudy nests of stars
Seem to float on air.

These have no proper names:
Men out alone at night
Never look up at them
For guidance or delight,

For such evasive dust
Can make so little clear:
Much less is known than not,
More far than near.

§

Al di là delle luminose insegne
ci sono spazi più oscuri: lassù
piccoli nidi brumosi di stelle
sembra ondeggino in aria.

Non hanno specifici nomi:
nessun uomo che vaghi nella notte
volge a loro il suo sguardo
per orientarsi, o per puro piacere;

una polvere tanto evanescente
può dar ben poca luce:
è molto meno il noto che l’ignoto,
è molto più il lontano che il vicino.

PHILIP LARKIN

Published in: on settembre 13, 2018 at 07:15  Comments (2)  

La falciatrice

THE MOVER

The mower stalled, twice; kneeling, I found
A hedgehog jammed up against the blades,
Killed. It had been in the long grass.
I had seen it before, and even fed it, once.
Now I had mauled its unobtrusive world
Unmendably. Burial was no help:
Next morning I got up and it did not.
The first day after a death, the new absence
Is always the same; we should be careful
Of each other, we should be kind
While there is still time.
.
§
.

La falciatrice si è fermata due volte: inginocchiandomi ho visto

un porcospino imprigionato tra le lame,

ucciso: aveva vissuto tra l’erba alta.

L’avevo già visto prima, gli avevo anche dato da mangiare.

Adesso avevo distrutto senza nessun motivo

il suo piccolo mondo inoffensivo senza rimedio

e seppellirlo non avrebbe migliorato le cose.

Il giorno dopo mi sono svegliato, ma lui non lo ha fatto

Il giorno dopo una morte l’assenza appare sempre

allo stesso modo, forse è il caso di prestarci attenzione.

Dovremmo comportarci gentilmente, uno con l’altro

finché c’è ancora tempo.

 

PHILIP LARKIN

Published in: on giugno 22, 2018 at 07:26  Comments (1)  

Posare un mattone su un altro

TO PUT ONE BRICK UPON ANOTHER

To put one brick upon another,
Add a third and then a forth,
Leaves no time to wonder whether
What you do has any worth.

But to sit with bricks around you
While the winds of heaven bawl
Weighing what you should or can do
Leaves no doubt of it at all.

§

Posare un mattone su un altro,
aggiungerne un terzo ed un quarto,
non lascia il tempo di chiedersi
se ha un senso quello che fai.

Ma star seduto con mattoni intorno
coi venti che imperversano dal cielo
meditando su quello che dovesti
fare o sul quel che puoi – toglie ogni dubbio.

PHILIP LARKIN

Published in: on novembre 28, 2017 at 07:12  Comments (2)