L’asino di Gerona

Il falegname che batte il legno
nulla sa di ciò che duole e non duole
e ha cura della sua mano
quando forte percuote.
Nessun legno ha mai detto:
ahi! falegname, mi fai male!
La pietra si lascia rompere
dal tagliapietre,
l’asino del padrone.
Questo povero animale
poggiato come un arnese
l’asino è di Gerona.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on settembre 26, 2019 at 07:33  Lascia un commento  

Un angelo mi guarda

Ho un angelo che mi guarda
dietro la spalla stanca,
un angelo senza bilancia
che non pesa la mia giornata.
Un angelo che non mi condanna
quando la rosa ferisco
quando fuggo la speranza
quando batto la fronte
sulla pietra del disinganno
quando inganno la morte
con rondini di carta.
Ho un angelo che mi salva
dietro la spalla stanca.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on giugno 13, 2019 at 06:53  Lascia un commento  

Pietà cuori duri

.
Pietà, pietà cuori duri
pietà per l’uccello migratore
che ha perduto un’ala in volo.
Pietà per l’orfano gitano
che s’è giocato a carte
sella e cavallo
suicida in una prigione.
Pietà per il giovane Nessuno
ucciso in Cina
o un qualsiasi altro luogo
clima razza condizione.
Pietà per chi muore all’impiedi
dentro una camera d’affitto.
Pietà per chi cade
pietà per chi si lascia cadere.
Pietà, pietà cuori duri
voi che siete sempre seduti
e apprendete dai giornali
la morte degli altri.
.
RAFFAELE CARRIERI
Published in: on febbraio 27, 2019 at 07:02  Comments (2)  

Notte del gabelliere

La notte il gabelliere
è più povero di Giobbe:

la lepre ha la tana
la pecora la lana
la foglia è compagnaInserisci da URL
di un’altra foglia.
Non c’è formica
senza formicaio
né cuculo senz’abete.
Il nespolo fa il frutto
l’ape il miele
l’inverno porta neve.
In ogni stagione
il gabelliere sconta
il peggio della notte.
Travaglio di vento
tormento di sonno.
Chi rimuove lo stagno,
chi passa nel trifoglio?
All’erta gabelliere
è la Signora Morte.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on dicembre 26, 2017 at 07:21  Comments (2)  

Per non udire

Alle trombe, a tutte le trombe
Dissi fate più rumore.
E anche ai violini
Al tamburo e agli ottoni.

Per non udire amore,
Per non riudirlo
Fino all’orlo
Versai vino
E col vento mi coprii.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on marzo 22, 2017 at 07:31  Comments (3)  

Ragazze del Livenza

Sotto la tettoia d’una scuola all’aperto
C’erano appese le biciclette,
Altre, più piccole, eran ferme.
Le ragazze del secondo corso
Curve sul manubrio
Sembravano scherzare nell’andare
Incontro al fiume
Che splendeva come un ramarro
Inseguito da una trota.

Senza fretta andava l’acqua
Sui capelli dell’alga
Nella fluttuante distesa.
Di te la bicicletta più leggiera
In sella ti portava;
Eri tanto chiusa e fiera
Che il fiume si mise a guardare
Dalla parte dove facevi più luce
E lusingato ti trattenne.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on ottobre 8, 2016 at 07:08  Lascia un commento  

Il venditore di ventagli

Ventagli chi vuole ventagli?
Vendo il vento in ritagli:
Chi vuole ventagli d’aria?
Mia giuliva pazzia,
Zèfiro sono al mattino
E a vespro Ponentino.
Chi vuole ventole-stornelli?
Intreccio piumette e piume
Per scacciar le brume
Dai tuoi capelli.

RAFFAELE CARRIERI
Published in: on novembre 4, 2015 at 07:24  Comments (1)  

Addio addio mi dicevi

Alla madre

Addio addio mi dicevi senza parlare.
Fra me e te
il silenzio si faceva greve
per l’ansioso tacere
di quell’addio tenace
che le distanze
scioglieva alle pene.
A palpebre socchiuse
con gli sguardi e le mani
negli angoli cercavi
quel che ti era caro.
Saliva il braccio
come un ramo scarno
e la poca tua vita
tutta era nell’addio.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on settembre 6, 2015 at 07:39  Comments (2)  

Compianto per Garcia Lorca

Al muro, il poeta al muro
dicevano i giornali,
Lorca fucilato al muro.
Per telegrafo un muro
è uguale a un altro muro.
Gli angeli non hanno pianto
non hanno rivolto domande
perché in paradiso è proibito.
Hanno guardato il muro
Hanno guardato il sangue
Come si guarda una rosa
Sopra un muro di calce.
Hai colto la rosa
E ti sei messo a giuocare:
era come alla fiera di Cordova
era come alla corrida,
era come alla porta del sole
il giorno di Sant’Isidoro.
Era bello vedere gli angeli
Incantati di te, Garcia.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E ti apprezzavano.
All’improvviso furono tristi,
la rosa era più bianca
e tu più fioco.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E sapevano che un muro
È diverso da un altro muro.
In cielo te lo sei portato
Perché ce ne fosse uno meno.
Gli altri portano cavalli,
portano cigni e colombe:
Tu, Garcia, un muro
Un muro che non si scavalca.
Lasciate che gli angeli piangano.
RAFFAELE CARRIERI

Poeti delle Puglie

IO CHE SONO CICALA

Io che sono cicala
per te canto.
Per te canto
che stai zitta,
sola in ombra
nella casa grande.
Si addice al mio verso

Si addice al mio verso
l’andamento leggiero
e l’odore bruciato
del fuggiasco.

Si addice il vento caldo
che fa spuntare
astri all’aglio
nella fornace di sabbia.

Nasce per la rabbia
lo spinoso cardo
e la capra consola
col suo fiore.

RAFFAELE CARRIERI

LA CAMERA DA LETTO

Nella luce grigia
tra le stecche della persiana
il comò con le foto dei giorni felici
ed un giacinto in fiore
l’ètagére di tua madre
il cuscino ricamato dalla mia
la collezione di acquasantiere
che veglia sul nostro sonno
il tuo tavolino
con la lampada scelta insieme
e sul muro
il quadro profetico
che un giorno ho comprato senza conoscerti
una giovane sposa seduta
ed accanto il suo sposo
che magicamente ha il tuo viso

Maria Cristina Latronico