Per non udire

Alle trombe, a tutte le trombe
Dissi fate più rumore.
E anche ai violini
Al tamburo e agli ottoni.

Per non udire amore,
Per non riudirlo
Fino all’orlo
Versai vino
E col vento mi coprii.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on marzo 22, 2017 at 07:31  Comments (3)  

Ragazze del Livenza

Sotto la tettoia d’una scuola all’aperto
C’erano appese le biciclette,
Altre, più piccole, eran ferme.
Le ragazze del secondo corso
Curve sul manubrio
Sembravano scherzare nell’andare
Incontro al fiume
Che splendeva come un ramarro
Inseguito da una trota.

Senza fretta andava l’acqua
Sui capelli dell’alga
Nella fluttuante distesa.
Di te la bicicletta più leggiera
In sella ti portava;
Eri tanto chiusa e fiera
Che il fiume si mise a guardare
Dalla parte dove facevi più luce
E lusingato ti trattenne.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on ottobre 8, 2016 at 07:08  Lascia un commento  

Il venditore di ventagli

Ventagli chi vuole ventagli?
Vendo il vento in ritagli:
Chi vuole ventagli d’aria?
Mia giuliva pazzia,
Zèfiro sono al mattino
E a vespro Ponentino.
Chi vuole ventole-stornelli?
Intreccio piumette e piume
Per scacciar le brume
Dai tuoi capelli.

RAFFAELE CARRIERI
Published in: on novembre 4, 2015 at 07:24  Comments (1)  

Addio addio mi dicevi

Alla madre

Addio addio mi dicevi senza parlare.
Fra me e te
il silenzio si faceva greve
per l’ansioso tacere
di quell’addio tenace
che le distanze
scioglieva alle pene.
A palpebre socchiuse
con gli sguardi e le mani
negli angoli cercavi
quel che ti era caro.
Saliva il braccio
come un ramo scarno
e la poca tua vita
tutta era nell’addio.

RAFFAELE CARRIERI

Published in: on settembre 6, 2015 at 07:39  Comments (2)  

Compianto per Garcia Lorca

Al muro, il poeta al muro
dicevano i giornali,
Lorca fucilato al muro.
Per telegrafo un muro
è uguale a un altro muro.
Gli angeli non hanno pianto
non hanno rivolto domande
perché in paradiso è proibito.
Hanno guardato il muro
Hanno guardato il sangue
Come si guarda una rosa
Sopra un muro di calce.
Hai colto la rosa
E ti sei messo a giuocare:
era come alla fiera di Cordova
era come alla corrida,
era come alla porta del sole
il giorno di Sant’Isidoro.
Era bello vedere gli angeli
Incantati di te, Garcia.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E ti apprezzavano.
All’improvviso furono tristi,
la rosa era più bianca
e tu più fioco.
Erano stati ragazzi a Siviglia
E sapevano che un muro
È diverso da un altro muro.
In cielo te lo sei portato
Perché ce ne fosse uno meno.
Gli altri portano cavalli,
portano cigni e colombe:
Tu, Garcia, un muro
Un muro che non si scavalca.
Lasciate che gli angeli piangano.
RAFFAELE CARRIERI

Poeti delle Puglie

IO CHE SONO CICALA

Io che sono cicala
per te canto.
Per te canto
che stai zitta,
sola in ombra
nella casa grande.
Si addice al mio verso

Si addice al mio verso
l’andamento leggiero
e l’odore bruciato
del fuggiasco.

Si addice il vento caldo
che fa spuntare
astri all’aglio
nella fornace di sabbia.

Nasce per la rabbia
lo spinoso cardo
e la capra consola
col suo fiore.

RAFFAELE CARRIERI

LA CAMERA DA LETTO

Nella luce grigia
tra le stecche della persiana
il comò con le foto dei giorni felici
ed un giacinto in fiore
l’ètagére di tua madre
il cuscino ricamato dalla mia
la collezione di acquasantiere
che veglia sul nostro sonno
il tuo tavolino
con la lampada scelta insieme
e sul muro
il quadro profetico
che un giorno ho comprato senza conoscerti
una giovane sposa seduta
ed accanto il suo sposo
che magicamente ha il tuo viso

Maria Cristina Latronico