Una rossa, rossa rosa

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A RED, RED ROSE
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O my Luve is like a red, red rose
   That’s newly sprung in June;
O my Luve is like the melody
   That’s sweetly played in tune.
So fair art thou, my bonnie lass,
   So deep in luve am I;
And I will luve thee still, my dear,
   Till a’ the seas gang dry.
Till a’ the seas gang dry, my dear,
   And the rocks melt wi’ the sun;
I will love thee still, my dear,
   While the sands o’ life shall run.
And fare thee weel, my only luve!
   And fare thee weel awhile!
And I will come again, my luve,
   Though it were ten thousand mile.
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Il mio amore è come una rosa rossa rossa, ch’è da poco sbocciata in giugno:
il mio amore è come una melodia che è dolcemente e armoniosamente suonata.
Sì bella tu sei, mia leggiadra fanciulla, che pazzamente innamorato io sono;
e sempre io t’amerò, mia cara, finché non s’asciugheran tutti i mari;
finché non s’asciugheranno tutti i mari, mia cara, e non si fonderanno le rocce al sole:
e sempre io t’amerò, mia cara, finché scorrerà la sabbia della vita.
Addio, mio unico amore!
Addio per un poco!
Io ritornerò, mio amore, anche se a dieci mila miglia.
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ROBERT BURNS
Published in: on agosto 29, 2015 at 07:49  Comments (5)  

Mary Morison

 
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O Mary, at thy window be,
It is the wish’d, the trysted hour!
Those smiles and glances let me see,
That makes the miser’s treasure poor:
How blythely wad I bide the stoure,
A weary slave frae sun to sun,
Could I the rich reward secure,
The lovely Mary Morison.
Yestreen when to the trembling string
The dance gaed thro’ the lighted ha’
To thee my fancy took its wing,
I sat, but neither heard nor saw:
Tho’ this was fair, and that was braw,
And yon the toast of a’ the town,
I sigh’d, and said amang them a’,
“Ye are na Mary Morison.”
O Mary, canst thou wreck his peace,
Wha for thy sake wad gladly die?
Or canst thou break that heart of his,
Whase only faut is loving thee?
If love for love thou wilt na gie
At least be pity to me shown:
A thought ungentle canna be
The thought o’ Mary Morison.
 
§
 
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O Mary, affacciati alla finestra:
è l’ora desiderata, è l’ora stabilita!

Fa ch’io veda quei sorrisi e quegli sguardi
che rendon povero il tesoro dell’avaro:
come felicemente sopporterei la polvere,
costretto a faticare da un giorno all’altro,
se potessi assicurarmi questa ricca ricompensa:
l’amabile Mary Morison.
Ieri sera, quando al suono della tremolante corda
le danze attraversavano la sala illuminata,
a te è volato il mio pensiero:
lì io sedevo, ma non sentivo niente, niente vedevo.
Sebbene una fosse graziosa, un’altra bella
e l’altra la più bella di tutto il paese,
io sospiravo e dicevo in mezzo a loro:
“Voi non siete Mary Morison “.
O Mary, puoi tu distruggere la pace
di chi morirebbe volentieri per te?
Puoi tu spezzare quel cuore,
la cui sola colpa è quella d’amarti?
Se non vuoi rendere amore per amore,
almeno mostrami un po’ di pietà!
Non può essere un pensiero scortese
il pensiero di Mary Morison.
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ROBERT BURNS
Published in: on dicembre 29, 2013 at 07:04  Comments (3)  

I solchi dell’orzo

CORN RIGS

It was upon a Lammas night,
When corn rigs are bonie,
Beneath the moon’s unclouded light,
I held awa to Annie:
The time flew by, wi’ tentless heed,
Till ‘tween the late and early;
Wi’ sma’ persuasion she agreed,
To see me thro’ the barley.

Corn rigs, an’ barley rigs,
An’ corn rigs are bonie:
I’ll ne’er forget that happy night,
Amang the rigs wi’ Annie.

The sky was blue, the wind was still,
The moon was shining clearly;
I set her down, wi’ right good will,
Amang the rigs o’ barley:
I ken’t her heart was a’ my ain;
I lov’d her most sincerely;
I kiss’d her owre and owre again,
Amang the rigs o’ barley.

I lock’d her in my fond embrace;
Her heart was beating rarely:
My blessings on that happy place,
Amang the rigs o’ barley!
But by the moon and stars so bright,
That shone that hour so clearly!
She ay shall bless that happy night
Amang the rigs o’ barley.

I hae been blythe wi’ Comrades dear;
I hae been merry drinking;
I hae been joyfu’ gath’rin gear;
I hae been happy thinking:
But a’ the pleasures e’er I saw,
Tho’ three times doubl’d fairly,
That happy night was worth them a’,
Amang the rigs o’ barley.

Corn rigs, an’ barley rigs,
An’ corn rigs are bonie:
I’ll ne’er forget that happy night,
Amang the rigs wi’ Annie.

§

Una notte d’agosto,

quando son belli i solchi del grano,
alla luce limpida della luna,
me ne andai da Annie:
il tempo volò – non ce ne accorgemmo! –
finché tra il tardi e il presto,
senza farsi pregar troppo, acconsentì
d’accompagnarmi in mezzo all’orzo.
Il cielo era azzurro, il vento tranquillo,
chiara la luna brillava;
l’adagiai di voglia assai buona
fra i solchi dell’orzo;
sapevo che il suo cuore era mio;
l’amai del tutto sincero;
la baciai e ribaciai
fra i solchi dell’orzo.
La serrai nel mio abbraccio amoroso;
il cuor le batteva ben forte;
benedetto quel luogo felice
fra i solchi dell’orzo!
Ma per la luna e le stelle lucenti,
che in quell’ora brillaron sì chiare,
ella sempre benedirà quella notte felice
trascorsa fra i solchi dell’orzo.
Sono stato gaio con amici cari;
son stato allegro bevendo;
son stato contento accumulando ricchezze,
son stato felice pensando:
ma tutti i piaceri che ho provati,
sebbene raddoppiati tre volte,
tutti li valse quella notte felice
trascorsa fra i solchi dell’orzo.
Solchi di grano e solchi d’orzo
e solchi di grano son belli:
mai scorderò quella notte felice
trascorsa fra i solchi con Annie.
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ROBERT BURNS
Published in: on settembre 1, 2013 at 07:03  Comments (2)