Il pascolo

THE PASTURE

 

I’m going out to clean the pasture spring;

I’ll only stop to rake the leaves away

(And wait to watch the water clear, I may):

I shan’t be gone long. – You come too.

I’m going out to fetch the little calf

That’s standing by the mother. It’s so young,

It totters when she licks it with her tongue.

I shan’t be gone long. – You come too.

 

§

Esco a pulire la fonte nel pascolo;

Mi fermerò appena per toglier via le foglie

(E forse aspetterò che l’acqua ritorni chiara):

Non rimarrò gran che. Vieni anche tu.

Esco per ricondurre indietro il vitellino

Che sta accanto alla madre. È così giovane,

Trema se lei con la lingua lo lambisce.

Non starò molto. Vieni anche tu.

 

ROBERT FROST

Published in: on aprile 6, 2020 at 07:12  Lascia un commento  

Stringendosi alla terra

TO EARTHWARD

Love at the lips was touch
As sweet as I could bear;
And once that seemed too much;
I lived on air

That crossed me from sweet things,
The flow of was it musk
From hidden grapevine springs
Downhill at dusk?

I had the swirl and ache
From sprays of honeysuckle
That when they’re gathered shake
Dew on the knuckle.

I craved strong sweets, but those
Seemed strong when I was young;
The petal of the rose
It was that stung.

Now no joy but lacks salt,
That is not dashed with pain
And weariness and fault;
I crave the stain

Of tears, the aftermark
Of almost too much love,
The sweet of bitter bark
And burning clove.

When stiff and sore and scarred
I take away my hand
From leaning on it hard
In grass and sand,

The hurt is not enough:
I long for weight and strength
To feel the earth as rough
To all my length.

 

§

Amore alle labbra era un tocco
Dolce quanto reggevo;
E parve una volta troppo;
Io dell’aria vivevo

Che a fiotti da dolci cose
M’investiva… profumo di muschio
Da giovani vigne nascoste
In fondo a un poggio al crepuscolo?

Dolente io ero e stordito
Da fiori di caprifogli
Che scuotono quando li cogli
Una rugiada alle dita.

Bramai forti dolcezze, ma solo
Da giovane parvero forti;
Il petalo della rosa
Fu quello che punse e morse.

Nessuna gioia adesso che mi piaccia
Se non mischiata a dolore,
A sfinimento e ad errore:
Per questo io amo la traccia

Di lacrime, il marchio che resta
D’un quasi troppo amore,
Il dolce d’amara corteccia
E delle spezie il bruciore.

Se morta, dolente e segnata
Ritiro via la mano
Dopo averla premuta, schiacciata
Nell’erba e nella sabbia,

Quel poco male non basta:
Io voglio più forza e più peso
Perché la terra ancor più rude prema
Tutto il mio corpo steso.

ROBERT FROST

Published in: on febbraio 14, 2020 at 07:36  Lascia un commento  

Qualcosa per una volta

FOR ONCE, THEN, SOMETHING

Others taught me with having knelt at well-curbs
Always wrong to the light, so never seeing
Deeper down in the well than where the water
Gives me back in a shining surface picture
Me myself in the summer heaven godlike
Looking out of a wreath of fern and cloud puffs.
Once, when trying with chin against a well-curb,
I discerned, as I thought, beyond the picture,
Through the picture, a something white, uncertain,
Something more of the depths–and then I lost it.
Water came to rebuke the too clear water.
One drop fell from a fern, and lo, a ripple
Shook whatever it was lay there at bottom,
Blurred it, blotted it out. What was that whiteness?
Truth? A pebble of quartz? For once, then, something.

§

Gli altri ridono che sempre sul pozzo
Mi inginocchiassi contro luce, mai
Vedendo più a fondo di dove l’acqua
Mi rimandava in un limpido quadro me
Me stesso nel cielo estivo, divino,
Sporto in un serto di felci e di cirri.
Una volta, puntando il mento sul bordo,
Distinsi – mi parve – al di là dell’immagine,
Sotto l’immagine, un biancore, incerto,
Una più fonda profondità – e lo persi.
L’acqua rinnegò la sua trasparenza.
Gocciò la felce ed ecco un’onda
Scosse la cosa posata sul fondo,
La confuse, la cancellò. Quel bianco che cos’era?
La verità? Un quarzo? Qualcosa, per una volta.

ROBERT FROST

Published in: on ottobre 9, 2018 at 07:19  Comments (1)  

Fuoco e ghiaccio

FIRE AND ICE

Some say the world will end in fire,
Some say in ice.
From what I’ve tasted of desire
I hold with those who favor fire.
But if it had to perish twice,
I think I know enough of hate
To say that for destruction ice
Is also great
And would suffice.
.
§
.

Alcuni dicono che il mondo finirà nel fuoco,
Alcuni dicono finirà nel ghiaccio.
Da quello che ho provato di desiderio
Approvo coloro che sono per il fuoco.
Ma se dovessi perire due volte,
Credo di conoscere abbastanza il male
Per ammettere che per la distruzione
Il ghiaccio è pure forte e sarebbe sufficiente.

ROBERT FROST
Published in: on marzo 17, 2018 at 06:54  Lascia un commento  

Polvere di neve

DUST OF SNOW

The way a crow
shook down on me
the dust of snow
from a hemlock tree

Has given my heart
a change of mood
and saved some part
of a day I had rued.

§

Il modo in cui un corvo
di sopra una cicuta
scrollò sopra di me
una neve minuta

diede al mio cuore un tale
Mutamento di umore
da salvare un mio giorno
ormai senza valore.

ROBERT FROST

Published in: on febbraio 25, 2013 at 07:35  Comments (3)  

Fermarsi tra i boschi in una sera di neve

STOPPING BY WOODS ON A SNOWY EVENING

Whose woods these are I think I know.
His house is in the village though;
He will not see me stopping here
To watch his woods fill up with snow.

My little horse must think it queer
To stop without a farmhouse near
Between the woods and frozen lake
The darkest evening of the year.

He gives his harness bells a shake
To ask if there is some mistake.
The only other sound’s the sweep
Of easy wind and downy flake.

The woods are lovely, dark and deep.
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

§

Penso di sapere di chi siano questi boschi.
La sua casa è nel villaggio, comunque.
Lui non mi vedrà fermarmi qui
a guardare i suoi boschi riempirsi di neve.

Il mio piccolo cavallo deve pensare che è strano
fermarci qui senza una fattoria vicino
tra i boschi e un lago ghiacciato
nella sera più buia dell’anno.

Dà una scossa ai sonagli della sua bardatura
per domandare se c’è qualche errore.
Il solo altro suono è lo scorrere
del lieve vento e dei soffici fiocchi.

I boschi sono belli, scuri e profondi,
Ma ho promesse da non tradire,
e miglia da percorrere prima di dormire,
e miglia da percorrere prima di dormire.

ROBERT FROST

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:12  Comments (3)