La terra dei sogni

THE LAND OF NOD

From breakfast on through all the day
At home among my friends I stay,
But every night I go abroad
Afar into the land of Nod.

All by myself I have to go,
With none to tell me what to do —
All alone beside the streams
And up the mountain-sides of dreams.

The strangest things are there for me,
Both things to eat and things to see,
And many frightening sights abroad
Till morning in the land of Nod.

Try as I like to find the way,
I never can get back by day,
Nor can remember plain and clear
The curious music that I hear.

§

A me succede che per tutto il giorno
in casa resto con la famiglia intorno;
ma ogni notte lontano posso andare,
nel paese dei sogni per sognare.

Esploro quella terra sconosciuta
dove nessuno mi vede o m’aiuta.
Il sogno mi porta in riva ai torrenti
o tra le montagne percosse dai venti.

Ho tante cose strane da guardare
e tante cose buone da mangiare.
E quante volte mi sono spaventato!
Ma poi mi sono sempre risvegliato.

Di giorno invece è proprio impossibile
trovare quel paese invisibile.
E nessuno mi fa riascoltare
la musica che mi ha fatto sognare.

ROBERT LOUIS STEVENSON
Published in: on settembre 9, 2014 at 07:38  Comments (4)  

Temporale

STORM

The narrow lanes are vacant and wet ;
The rough wind bullies and blusters about
The township.
And spins the vane on the tower
And chases the scurrying leaves,
And the straw in the damp innyard.
Seee-a girl passes
Tripping gingerly over the pools,
And under her lifted dress
I catch the gleam of a comely, stockinged leg.
Pah! The room stifles me,
Reeking of stale tabacco-
With the four black mealy horrible prints
After Landseer’s pictures.
I will go out.

Here the free wind comes with a fuller circle,
Sings, like an angry wasp, in the straining grass
Sings and whistles;
And the hurried flow of rain
Scourges my face and passes.
Behind me, clustered together, the rain-wet roofs
of the town
Shine, and the light vane shines as it veers
In the long pale finger of sun that hurries across
them to me.
The Fresh salt air is keen in my nostrils,
And far down the shining sand
Foam and thunder
And take the shape of the bay in eager mirth
The white-head hungry billows.
The hearth shakes
As the semicircle of waters
Stoops and casts itself sunshine
Show us the ordered horde that hurries to follow.

Ei! Merry companions,
Your madness infects me.
My whole soul rises and falls and leaps and
tumbles with you!
I shout aloud and incite you. O white-headed
merry companions.
The sight of you alone is better than drinking.
My breast and my brain are moistened and cool;
And still I yell in answer
To your Hoarse inarticulate voices,
O big, strong, bullying, boisterous waves,
That are of all thing in nature the nearest
thoughts to human,
Because you are wicked and foolish,
Mad and and destructive.

§

I vicoli stretti sono vuoti e fradici,
infuria il vento rabbioso e tiranneggia sulla città,
e muove la banderuola sulla torre
e mette in fuga la folata di foglie,
e i fili di paglia nell’umido cortile.
Guarda, una ragazza passa
saltando cauta sopra le pozze
e sotto il vestito sollevato
colgo il riflesso di una gamba bella nella sua
calza.
Mi soffoca la stanza
Che odora di tabacco stantio
Con le quattro stampe nere melense
Orribili alla maniera di Landseer.
Voglio uscire.

Qui il vento libero compie un giro più ampio,
canta, come una vespa infuriata tra l’erba tesa
canta e fischia
e il flusso precipitoso della pioggia
mi sferza la faccia e passa.
Dietro di me, tutti ammassati
i tetti della città bagnati di pioggia
scintillano, e la banderuola girando scintilla
nel lungo dito pallido di sole
che lungo i tetti s’affretta verso me.
L’aria fresca di sale mi punge le narici
E lontano, lungo la sabbia scintillante,
i cavalloni infuriati dai capelli bianchi
schiumano e rimbombano e assumono la forma
della baita nel mirto ardente.
La terra trema,
il semicerchio delle acque s’incurva e si abbatte
e fuori all’aperto, lontano,
sprazzi di sole senza meta
ci mostrano l’orda ordinata che incalza.

Allegre compagne,
la vostra follia mi contagia.
Tutta l’anima mia sorge e cade e salta e precipita
con voi!
Grido forte e vi incito, allegre compagne con la
testa bianca.
E la vostra sola vista è più che bere.
La benda di bronzo si è sciolta dalla mia fronte,
ho il petto e il cervello umidi e freschi
e ancora urlo nel rispondere
alle vostre voci inarticolate rauche,
onde grandi forti tiranne rumorose
che siete di tutte le cose della natura
i pensieri più prossimi all’umano,
perché malvagie e folli
pazze e distruttrici.

ROBERT LOUIS STEVENSON

Published in: on novembre 20, 2013 at 07:47  Comments (4)  

Mater Triumphans

Son of my woman’s body, you go, to the drum
and fife,
To taste the colour of love and the other side of
life-
From out of the dainty the rude,the strong from
out of the frail,
Eternally through the ages from the female
comes the male

The ten fingers and toes, and the shell-like nail
on each;
The eyes blind as gems and tongue attempting
speech;
Impotent hands in my bosom, and yet they shall
wield the sword!
Drugged with slumber and milk, you wait the
day of the Lord.
Infant bridegroom, uncrowned king, unanointed
priest,
Soldier, lover, explorer, I see you nuzzle the
breast.

You, that grope in my bosom shall load the
ladies with rings,
You, that came forth trough the doors, shall burst
the dooors of kings.

§

Figlio del mio corpo di donna, tu vai coi tamburi
e le trombe
a gustare il colore dell’amore e l’altro lato della
vita;
dal tenero rude, dal fragile forte,
di secolo in secolo, eternamente dalla femmina
viene il maschio

Le dieci dita delle mani e dei piedi e su ogni dito
le unghie come piccole conchiglie,
gli occhi ciechi come gemme e la lingua che
cerca di parlare;
e queste mani impotenti sul mio seno
impugneranno la spada,
drogato di sonni d’oro e latte attendi il giorno
del Signore.
Sposo bambino, re senza corona, sacerdote
senza unzione,
soldato, amante, esploratore, io ti vedo
strofinare il viso sul seno.

Tu che brancoli nel mio petto colmerai di anelli
le signore,
tu che sei uscito per queste porte, squarcerai le
porte dei re.

ROBERT LOUIS STEVENSON

Published in: on luglio 28, 2012 at 07:43  Comments (2)  

Il mio letto

MY BED IS A BOAT

My bed is like a little boat;
Nurse helps me in when I embark;
She girds me in my sailor’s coat
And starts me in the dark.

At night I go on board and say
Good-night to all my friends on shore;
I shut my eyes and sail away
And see and hear no more.

And sometimes things to bed I take,
As prudent sailors have to do;
Perhaps a slice of wedding-cake,
Perhaps a toy or two.

All night across the dark we steer;
But when the day returns at last,
Safe in my room beside the pier,

I find my vessel fast.

§

Il mio letto è come un veliero:
Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
mi veste con panni da nocchiero
e poi nel buio mi vede salpare.

Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono al molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto
non vedo e sento più, navigo solo.

E a volte mi porto a letto qualcosa,
come ogni buon marinaio deve fare,
a volte una fetta di torta cremosa,
a volte balocchi per giocare.

Navigo tutta la notte come in volo,
ma quando infine il giorno è ritornato
salvo nella mia stanza, accanto al molo
il mio veliero è di nuovo attraccato.

ROBERT LOUIS STEVENSON