Il pane della bontà

I tetti fumigavano
dalle scandule brune, tra il nevisco,
e tre donne sfornavano e infornavano
al lume del lentisco.
Venne uno stormo di fanciulli. – O zia,
un pane. – Va in malora!
O zia, zietta mia,
un pane. – Va in malora!
O zia, mammina mia,
un pane … – Va in malora!
Ah che dopo l’avaro
diniego, ingrato e amaro
si fece il pane! … E allora
passò Gesù bambino;
Gesù bambino venne
al borgo di Barbagia:
Donne, un pane!  Per te, vieni, piccino.
E una donna distese
un po’ di pasta d’orzo sulla bragia:
ed ecco che quel poco
divenne molto, e sì divenne grande
quel pane che a sfornarlo
ci vollero tre pale.
Ché sempre cresce e crescerà più sempre
il pan della Bontà.

SEBASTIANO SATTA

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Published in: on maggio 14, 2019 at 07:18  Lascia un commento  

Sardegna

Dolce, o capanna, quando agli uragani
la selva si querela e si dispoglia,
riparar nel tuo nido, sulla spoglia
d’un montone, e parlar di caccia e cani.
Ma più dolce, se ridano i lontani
fuochi dai poggi, e palpiti ogni foglia,
alla sera indugiar sulla tua soglia
erbosa, tra il brusio largo dei piani.
Sulla giogaia  pendono ghirlande
di stelle: van le greggi per profonde
serenità, fra luccicar di fonti.
Poi nell’ombra un nitrito! Ché già grande
tra mormorii di rivoli e di fronde,
s’alza la luna a benedire i monti.

SEBASTIANO SATTA

Published in: on marzo 18, 2018 at 06:58  Comments (1)