L’uomo di neve

THE SNOW MAN

One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;
And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter
Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,
Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place
For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.

§

Bisogna avere una mente da inverno
Per guardare il gelo e i rami
Dei pini incrostati di neve;
Ed aver avuto freddo a lungo
Per osservare i ginepri sfiniti dal ghiaccio,
Gli abeti spogliati dal barbaglio distante
Del sole di gennaio; e non pensare
Ad una infelicità nel suono del vento,
Nel suono delle poche foglie,
Che è il suono della terra
Piena dello stesso vento
Che soffia nello stesso luogo spoglio
Per chi ascolta, ascolta nella neve,
E, niente in sé, osserva
Il niente che non è qui e il niente che è.

WALLACE STEVENS

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Published in: on settembre 9, 2015 at 07:45  Comments (8)  

L’Angelo della realtà

I am the angel of reality,
Seen for the moment standing in the door.

I have neither ashen wing nor wear of ore
And live without a tepid aureole,

Or stars that follow me, not to attend,
But, of my being and its knowing, part.

I am one of you and being one of you
Is being and knowing what I am and know.

Yet I am the necessary angel of earth,
Since, in my sight, you see the earth again,

Cleared of its stiff and stubborn, man-locked set,
And, in my hearing, you hear its tragic drone

Rise liquidly in liquid lingerings
Like watery words awash; like meanings said

By repetitions of half meanings. Am I not,
Myself, only half of a figure of a sort,

A figure half seen, or seen for a moment, a man
Of the mind, an apparition apparelled in

Apparels of such lightest look that a turn
Of my shoulder and quickly, too quickly, I am gone?

§

Io sono l’Angelo della realtà,
intravisto un istante sulla soglia.
Non ho ala di cenere, né di oro stinto,
né tepore d’aureola mi riscalda.
Non mi seguono stelle in corteo,
in me racchiudo l’essere e il conoscere.
Sono uno come voi, e ciò che sono e so
per me come per voi, è la stessa cosa.
Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e afferrare
in sillabe d’acqua; come un significato
che si cerchi per ripetizioni approssimando.
O forse io sono soltanto una figura a metà,
intravista un istante, un’invenzione della mente,
un’apparizione tanto lieve all’apparenza
che basta che io volga le spalle,
ed eccomi presto, troppo presto, scomparso.

WALLACE STEVENS           

Published in: on gennaio 12, 2014 at 06:51  Comments (11)