Talvolta con uno che amo

SOMETIMES WITH ONE I  LOVE

Sometimes with one I  love I fill myself with rage for fear
I  effuse unreturn’ d love,
But now I  think there is no unretum’d lave, the pay is
certain one way or another,
(I  loved a certain person ardently and my lave was not
return’d,
Yet out of that I  have written these songs.)

§

Talvolta con uno che amo mi riempio di rabbia perché
temo di effondere un amore non corrisposto,
ma ora io credo che non ci sia amore non corrisposto,
il compenso è certo in un modo o nell’altro
(amai una certa persona ardentemente e il mio amore non
fu corrisposto,
eppure per esso ho scritto questi canti).

WALT WHITMAN
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Published in: on novembre 6, 2016 at 07:18  Lascia un commento  

Ora che il tempo è vicino

AS THE TIME DRAWS NIGH

As the time draws nigh, glooming, a cloud,

A dread beyond, of I know not what, darkens me.

I shall go forth, I shall traverse The States awhile—but I cannot tell whither or how long;

Perhaps soon, some day or night while I am singing, my voice will suddenly cease.

O book, O chants! must all then amount to but this?

Must we barely arrive at this beginning of us?…

And yet it is enough,

O soul! O soul! we have positively appear’d—that is enough.

.
§
.
Ora che il tempo è vicino, una nuvola cupa,
un terrore mai prima conosciuto mi oscura.
Me ne andrò lontano,
attraverserò gli Stati per qualche tempo, ma non so in
che direzione, né per quanto tempo,
forse presto, un giorno o una notte, mentre starò
cantando, la mia voce all’improvviso cesserà.
Oh libri, oh canti!  Infine non sarà che questo
il risultato di tutto?
Dobbiamo arrivare semplicemente a questo inizio di
noi?
E comunque è abbastanza, anima.
Oh anima, di certo siamo apparsi
e questo basta.
.
WALT WHITMAN
Published in: on dicembre 21, 2015 at 07:15  Lascia un commento  

La voce della pioggia

THE VOICE OF THE RAIN

And who art thou? said I to the soft-falling shower,
Which, strange to tell, gave me an answer, as here translated:
I am the Poem of Earth, said the voice of the rain,
Eternal I rise impalpable out of the land and the bottomless sea,
Upward to heaven, whence, vaguely form’d, altogether changed, and
yet the same,
I descend to lave the drouths, atomies, dust-layers of the globe,
And all that in them without me were seeds only, latent, unborn;
And forever, by day and night, I give back life to my own origin,
and make pure and beautify it;
(For song, issuing from its birth-place, after fulfilment, wandering,
Reck’d or unreck’d, duly with love returns.)

§

E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce,
e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito:
sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia,
eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal mare insondabile,
su verso il cielo, da dove, in forma labile,
totalmente cambiata, eppure la stessa,
discendo a bagnare i terreni aridi, scheletrici,
le distese di polvere del mondo,
e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente, non nato;
e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia stessa origine,
la faccio pura, la abbellisco;
(perché il canto, emerso dal suo luogo natale,
dopo il compimento, l’errare,
sia che di esso importi o no,
debitamente ritorna con amore.)

WALT WHITMAN

Published in: on aprile 18, 2015 at 07:15  Comments (1)  

Ad uno sconosciuto

.
PASSING STRANGER

Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me,
as of a dream,)
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate,
chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me, or a girl with me,
I ate with you, and slept with you–your body has become not yours
only, nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass–you
take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you–I am to think of you when I sit alone, or
wake at night alone,
I am to wait–I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

 

§
.
.
Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio ti
guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
passiamo veloci uno vicino all’altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho
dubbi,
Devo vedere come non perderti più.
 .
WALT WHITMAN
Published in: on settembre 1, 2014 at 07:43  Comments (2)  

A quelli che hanno fallito

Alloro2

TO THOSE WHO’VE FAIL’D

To those Who’ve Fail’d, in aspiration vast,
To unnam’d soldiers fallen in front on the lead,
To calm, devoted engineers – to over-ardent travelers –
to pilot on their ships,
To many a lofty song and picture without recognition –
I’d rear laurel-cover’d monument,
High, high above the rest – To all cut off before their
time,
Possess’d by some strange spirit of fire,
Quench’d by an early death.

§

A quelli che avevano alte aspirazioni, e hanno fallito,
ai militi ignoti caduti in prima fila, combattendo,
ai macchinisti tranquilli e fedeli – ai viaggiatori troppo
ardenti – ai piloti nelle loro navi,
ai numerosi sublimi canti o dipinti mai riconosciuti –
vorrei erigere un monumento tutto coperto
d’alloro,
alto, più alto di ogni altro – a quanti furono falciati
prima del tempo,
posseduti da uno strano spirito di fuoco,
spenti da una morte precoce.

WALT WHITMAN

Published in: on settembre 24, 2013 at 07:22  Comments (6)  

Attraversai una volta una città popolosa

ONCE I PASS’D THROUGH A POPULOUS CITY

Once I pass’d through a populous city imprinting my brain for future
use with its shows, architecture, customs, traditions,
Yet now of all that city I remember only a man I casually met
there who detain’d me for love of me,
Day by day and night by night we were together–all else has long
been forgotten by me,
I remember I say only that man who passionately clung to me,
Again we wander, we love, we separate again,
Again he holds me by the hand, I must not go,
I see him close beside me with silent lips sad and tremulous.

§

Attraversai una volta una città popolosa, imprimendomi
nel cervello, per più tardi servirmene, gli esperti, le
architetture, gli usi e le tradizioni,
Ebbene adesso di tutta quella città ricordo appena un uomo
che, per amore mio, vagabondò con me,
Un giorno dopo l’altro, una notte dopo l’altra stavamo insieme!
Tutto il resto da tempo l’ho dimenticato,
Ricordo, ripeto, soltanto un uomo rude e semplice, che quando
partii mi tenne per mano tanto a lungo, con labbra tremanti
tristi, silenziose.

WALT WHITMAN

Published in: on maggio 10, 2013 at 10:32  Comments (3)  

Canto il se stesso

ONE’S-SELF I SING

One’s-self I sing—a simple, separate Person;

Yet utter the word Democratic, the word En-masse.

Of Physiology from top to toe I sing;

Not physiognomy alone, nor brain alone, is worthy for the muse—I say the Form complete is worthier far;

The Female equally with the male I sing.

Of Life immense in passion, pulse, and power,

Cheerful—for freest action form’d, under the laws divine,

The Modern Man I sing.

§

Canto il se stesso, la semplice singola persona,
tuttavia pronuncio la parola Democratico, la parola In-Massa.

L’organismo da capo a piedi io canto,
nè la fisionomia nè il cervello sono degni da soli della Musa,
io dico che la forma completa è di gran lunga più degna,
e la Femmina canto come il Maschio.

Canto la vita immensa nella sua passione, impulso e forza,
felice per le azioni più libere sotto le leggi divine,
canto l’Uomo Moderno.

WALT WHITMAN

Published in: on dicembre 7, 2012 at 06:56  Comments (3)  

A una semplice prostituta

TO A COMMON PROSTITUTE

Be composed–be at ease with me–I am Walt Whitman, liberal and lusty
as Nature;
Not till the sun excludes you, do I exclude you;
Not till the waters refuse to glisten for you, and the leaves to
rustle for you, do my words refuse to glisten and rustle for
you.

My girl, I appoint with you an appointment–and I charge you that you
make preparation to be worthy to meet me,
And I charge you that you be patient and perfect till I come.

Till then, I salute you with a significant look, that you do not
forget me.

§

Non scomporti – sii a tuo agio con me – sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura,
e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti,
finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie di frusciare per te,
le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te.
Piccola mia, fisso con te un appuntamento, e ti chiedo di prepararti per essere degna
di questo incontro,
ti chiedo anche di essere paziente e pura finché io giunga.
Per ora ti saluto con uno sguardo eloquente affinché tu non possa dimenticarmi.

WALT WHITMAN

Published in: on settembre 18, 2012 at 07:29  Comments (2)  

Per te democrazia

FOR YOU O DEMOCRACY

Come, I will make the continent indissoluble,

I will make the most splendid race the sun ever shone upon,

I will make divine magnetic lands,

With the love of comrades,

With the life-long love of comrades.

I will plant companionship thick as trees along all the rivers of America, and along the shores of the great lakes, and all over the prairies,

I will make inseparable cities with their arms about each other’s necks,

By the love of comrades,

By the manly love of comrades.

For you these from me, O Democracy, to serve you ma femme!

For you, for you I am trilling these songs.

 §

Vieni, renderò il continente indissolubile,

creerò la più splendida razza su cui il sole abbia mai brillato,

creerò divine terre magnetiche,

con l’amore dei compagni,

con il diuturno amore dei compagni.

Pianterò la fratellanza, folta come gli alberi lungo tutti i fiumi dell’America,

e lungo le sponde dei grandi laghi, e su tutte le praterie,

renderò inseparabili le città con le braccia l’una al collo dell’altra,

con l’amore dei compagni,

con il virile amore dei compagni.

Per te questi da parte mia, democrazia, per servirti, mia donna!

Per te, per te faccio vibrare questi canti.

WALT WHITMAN

Credo in te anima mia

I believe in you my soul, the other I am must not abase itself to you,
And you must not be abased to the other.
Loaf with me on the grass, loose the stop from your throat,
Not words, not music or rhyme I want, not custom or lecture, not even the best,
Only the lull I like, the hum of your valved voice.
I mind how once we lay such a transparent summer morning,
How you settled your head athwart my hips, and gently turned over upon me,
And parted the shirt from my bosom bone, and plunged your tongue to my bare-stripped heart,
And reached till you felt my beard, and reached till you held my feet.
Swiftly arose and spread around me the peace and knowledge that pass all the argument of the earth,
And I know that the hand of God is the promise of my own,
And I know that the spirit of God is the brother of my own,
And that all the men ever born are also my brothers, and the women my sisters and lovers,
And that a kelson of the creation is love,
And limitless are leaves stiff or drooping in the fields,
And brown ants in the little wells beneath them,
And mossy scabs of the worm fence, heaped stones, elder, mullein and pokeweed.

§

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento,

né parole, né musica o rima voglio,

né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo,

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

e io conosco che lo spirito di Dio

è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

e che il fasciame della creazione è amore,

e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.

WALT WHITMAN