Dimesso

DISCHARGED

Carry me out
Into the wind and the sunshine,
Into the beautiful world.

O, the wonder, the spell of the streets!
The stature and strength of the horses,
The rustle and echo of footfalls,
The flat roar and rattle of wheels!
A swift tram floats huge on us…
It’s a dream?
The smell of the mud in my nostrils
Blows brave – like a breath of the sea!

As of old,
Ambulant, undulant drapery,
Vaguely and strangely provocative,
Fluttersd and beckons. O, yonder –
Is it? – the gleam of a stocking!
Sudden, a spire
Wedged in the mist! O, the houses,
The long lines of lofty, grey houses,
Cross-hatched with shadow and light!
These are the streets …
Each is an avenue leading
Whither I will!

Free …!
Dizzy, hysterical, faint,
I sit, and the carriage rolls on with me
Into the wonderful world.

§

Portami fuori
nel vento e nella luce del sole,
nel bel mondo.

O, le mirabilia, l’incanto delle strade!
La statura e la vigoria dei cavalli,
il fruscio e l’eco dei passi,
lo scroscio piano e battente delle ruote!
Un celere tranvai flotta enorme su di noi …
è un sogno?
L’odore di fango scuote intrepido
le mie narici — come un alito di mare!

Come di vecchio,
ambulante, ondulante drappeggio,
vagamente e stranamente provocante,
sfarfalla e fa cenni. O laggiù —
Cos’è? Lo scintillio di una calza!

D’improvviso una guglia
incastonata nella nebbia! O, le case!
Una lunga linea di alte, grigie case,
tramate al crocevia con ombra e luce!
Ci sono le strade …
ognuna un viale che conduce
dove voglio!

Libero …!
confuso, isterico, debilitato,
siedo, e la carrozza sotto di me rolla
nel meraviglioso mondo.

WILLIAM ERNEST HENLEY

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Published in: on febbraio 28, 2019 at 07:04  Comments (1)  

Invictus

1213_07

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds, and shall find, me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

§

Dal profondo della notte che mi avvolge
nera come l’abisso da un polo all’altro
ringrazio qualunque divinità esista
per la mia anima invincibile
Nella feroce morsa delle circostanze
non ho arretrato nè gridato
sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è insanguinato ma indomito.
Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
incombe il solo Orrore delle ombre
Eppure la minaccia degli anni
mi trova e mi troverà senza paura
Non importa quanto stretta sia la porta,
quanto carica di punizioni la sentenza
Io sono il padrone del mio destino,
io sono il capitano della mia anima

WILLIAM ERNEST HENLEY

Published in: on giugno 13, 2014 at 07:04  Comments (5)