Lamenti per i morti in guerra

Il signor Beringer, a cui è morto il figlio
sul Canale di Suez, che stranieri
scavarono per far passare le navi nel deserto,
passa con me per la Porta di Giaffa.

È dimagrito molto: ha perso
il peso di suo figlio.
Per questo ora galleggia nei vicoli leggero
e nel mio cuore s’impiglia come i rami
sottili alla deriva.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on settembre 4, 2016 at 07:01  Lascia un commento  

Giacobbe e l’angelo

Poco prima dell’alba sospirando
lei lo stringeva così, e lo sconfisse.
E anch’egli la stringeva, e la sconfisse,
e sapevano entrambi: quella stretta
portava la morte.
E rinunciarono a dirsi i loro nomi.

Ma al primo chiarore
egli vide il suo corpo:
ed era ancora bianco
nei punti dove ieri
il costume da bagno la copriva.

Poi a un tratto da su la chiamarono,
due volte.
Come chiamando strappi una bambina
ai giochi nel cortile.
E lui ne seppe il nome e le permise
di andare.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on novembre 13, 2015 at 07:04  Lascia un commento  

Sguinzagliare i ricordi

In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli,
agli anni che fui nel mondo prima di te
e all’eternità che prima di te andrò a incontrare,

ai proiettili che non mi uccisero in battaglia
ma uccisero i miei amici,
di me migliori perché
non vissero oltre come me,
penso a te nuda davanti al fornello d’estate,
sul libro curva per leggere meglio
nella luce morente del giorno.

Vedi, abbiam vissuto più di una vita,
ora dobbiamo pesare ogni cosa
sulla bilancia dei sogni e sguinzagliare
ricordi che divorino ciò che fu il presente.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on maggio 4, 2015 at 07:44  Comments (2)  

Strada

Un bagliore di automobili in fuga
i miei pensieri riordinava in bianco e nero.

Io che attraverso la strada
solo nei punti consentiti dalla legge,
sono stato invitato all’improvviso
fra le rose.

E come si chiarisce un bruno ramo
nel punto in cui si spezza, così io
nel mio amore
sono chiaro.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on agosto 18, 2014 at 07:22  Comments (1)  

Mia madre cuoceva nel forno il mondo intero

Escaping birds

Mia madre cuoceva nel forno il mondo intero per me
in dolci torte.
La mia amata riempiva la mia finestra
con uva passa di stelle.
E le nostalgie sono racchiuse in me come bolle d’aria
nel pane.
Esternamente sono liscio, silenzioso e bruno.
Il mondo mi ama.
Ma i miei capelli sono tristi come i giunchi nello stagno
che va prosciugandosi.
Tutti i rari uccelli dalle belle piume
fuggono via da me.

YEHUDA AMICHAI

Published in: on settembre 27, 2013 at 07:26  Comments (2)  

Mi ha assalito un’acre nostalgia

Mi ha assalito un’acre nostalgia,
come la gente d’una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce
della lampada.

In questa casa, penso a come l’amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all’amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che piú non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo
e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest’autobus
notturno: molti
finestrini illuminati, molto viso di lei.

YEHUDA AMICHAI