Quello che perde i pezzi

[parlato]: Il polpaccio nella mia vita non è determinante. Ne posso benissimo fare a meno.

Quando m’è caduto non me ne sono neanche accorto.

Ahi, ahi, ahi, ahi!

Perdo i pezzi ma non è per colpa mia
se una cosa non la usi non funziona
ma che vuoto se un ginocchio ti va via
che tristezza se un’ascella ti abbandona.

Che rimpianto per quel femore stupendo
ero lì che lo cercavo mogio mogio
poi dal treno ho perso un braccio salutando
mi dispiace che c’avevo l’orologio.

Ahi, ahi, ahi!
[parlato]: Che distratto, perdo sempre tutto!

Passeggiavo senza stinchi col mio amore
ho intravisto nei suoi occhi un po’ d’angoscia
io l’amavo tanto e c’ho lasciato il cuore
c’ho lasciato già che c’ero anche una coscia.

A una festa con gli amici ho perso un dito
“Ve l’ho detto di non stringermi la mano!”.
Son rimasto un po’ confuso e amareggiato
quando ho visto le mie chiappe sul divano.

Ahi, ahi, ahi!
[parlato]: Che routine. Così uno si smonta.

Guarda quello lì, c’ha ancora una tibia. Che invidia.

C’è qualcuno che comincia a lamentarsi
“Che disordine in città”, io lo capisco
tutto pieno di malleoli e metatarsi
a momenti scivolavo su un menisco.

Oramai io camminavo con il petto
c’era uno senza pancia, un po’ robusto
era fermo e mi guardava con sospetto
solidale c’ho lasciato mezzo busto.

Ahi, ahi, ahi!
[parlato]: C’era lì anche un mendicante, senza gambe e senza braccia. Non lo cagava nessuno!

Con quel poco che c’ho ancora me la cavo
non mi muovo ma ragiono molto bene
ora c’ho praticamente un gran testone
e un testicolo per la riproduzione.

Ahi!
[parlato]: Va be’, vorrà dire che non farò sport.
Ahi!
[parlato]: Però mi vengono bene le parole crociate.

Ahi, ahi, ahi!

GIORGIO GABER

)

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Published in: on aprile 17, 2014 at 06:54  Comments (3)  

La nave

La nave è come una nave
ed essendo una nave è abbastanza normale che vada in mare.
Il mare, com’è naturale,
immobile e piatto è quasi perfetto sta lì sempre uguale.
La nave ha anche un motore
ed avendo un motore non sa dove va ma continua ad andare.
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

La nave e sopra la nave
a parte le masse, son tutti presenti gli amici e i parenti.

[parlato]: Manca solo il nonno, povero nonno.

Per tutti c’è un buon trattamento
ognuno ha il suo posto nel proprio recinto
mi sembra anche giusto.

[parlato]: Prima classe, seconda classe, terza classe e poi le donne, i negri, gli ebrei…no gli ebrei no.

La nave è una nave di classe,
il legno del ponte è dipinto di bianco è molto elegante.

[parlato]: Bello questo ponte bianco, è un ponte meraviglioso, bianco, guarda che ponte bianco. Non ho mai visto una nave rossa: un po’ volgare…

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

Sul mare la nave biancheggia
ha un fascino strano così suggestiva anche quando beccheggia.

[parlato]: È un fascino che di dentro… mi sento poco bene…

Ma basta distrarsi la mente
usare il cervello, pensare un istante a qualcosa di bello.

[parlato]: Sì, devo pensare a qualcosa di bello che mi distragga, la mia ragazza, sì,  la mia mano scivola sì, scivola, scivola sui capelli, sì, va giù, giù, sì, sulle spalle, sì, va giù sì, sui seni sì, va giù sì, va giù, va giù… Mi torna tutto su…

Il mare, com’è strano il mare,
non è che non senta la sua poesia ma mi fa vomitare.

[parlato]: Devo pensare a qualcosa di più convincente, a un dolore, un dolore enorme. Al nonno. Sì, al povero nonno. Ha sempre funzionato il nonno. Sì, vediamo un po’… Mio nonno morì tragicamente nel Trentasei, come Gozzano. Gli ero così affezionato, era massone, alto, bel portamento, coi baffi, col fiocco. Aveva sposato la zia di una biscugina, l’Elvira, sì, te la ricordi? Che vita povero nonno. Ogni tanto spariva. Bevitore eh, gran bevitore… il fegato… a un certo punto il fegato… a pezzi, spappolato, putrefatto… sto male. Nonno  sto male, nonno che fai mi torna il vomito, devo resistere, non posso essere il primo, devo resistere!

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

Il mare è un po’ troppo vitale
la gente si sbianca ma fa resistenza non vuole star male.

[parlato]: Pensate al nonno! Al nonno!

Sul ponte che è fatto a tre piani
in terza e in seconda e anche in prima si sentono rantoli strani

[parlato]: No da quelli di prima non me l’aspettavo….

Il mare diventa più grosso
dai piani di sopra su quelli di sotto si vomita addosso.

[parlato]: Una battaglia, una battaglia che cresce: quelli di prima vomitano su quelli di seconda, quelli di seconda su quelli di terza. Lo scontro è sfrenato, violento, la gente rimanda, reagisce, boccheggia, un prete esorta a volersi bene. Un carabiniere mi tiene, allora io mi puntello, cerco di vomitare verso l’alto ma non ci arrivo. Quelli di sopra hanno la meglio, si sporgono più che possono per vomitare, una vera cascata, una violenza, uno scroscio di conati, un rovescio di filamenti, la nave è tutta piena, tutta piena di vomito… tutta un vomito… dài

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su

GIORGIO GABER
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Published in: on dicembre 12, 2013 at 07:07  Comments (3)  

La razza in estinzione

Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po’ annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni.

Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s’incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.

Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un’idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c’è più nessuno che sappia l’italiano
c’è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l’ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n’è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all’ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene
è il solito coglione.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po’ di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.

Ma questa è un’astrazione
è un’idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.

GIORGIO GABER  e  SANDRO LUPORINI

Published in: on maggio 7, 2013 at 07:47  Comments (4)  

Destra sinistra

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po’ di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ’20, un po’ romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po’ a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

GIORGIO GABER

Far finta di essere sani

Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.

Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.

Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Vanno, tutte le coppie vanno
vanno la mano nella mano
vanno, anche le cose vanno
vanno, migliorano piano piano
le fabbriche, gli ospedali
le autostrade, gli asili comunali
e vedo bambini cantare
in fila li portano al mare
non sanno se ridere o piangere
batton le mani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.

GIORGIO GABER

Un gesto naturale

Mi guardo dal di fuori come fossimo due persone

osservo la mia mano che si muove, la sua decisione

da fuori vedo chiaro, quel gesto non è vero

e sento che in quel movimento io non c’ero.

A volte mi soffermo e guardo il fumo di una sigaretta

la bocca resta aperta, forse troppo, poi si chiude in fretta

si vede chiaramente che cerco un’espressione

che distacco, che fatica questa mia finzione.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono

capisco solo che continuamente io mi condiziono

devi essere come un uomo, come un santo, come un dio

per me ci sono sempre i come e non ci sono io.

Per tutte quelle cose buone che non ho ammazzato

chissà nella mia vita quante maschere ho costruito

queste maschere ormai sono una cosa mia

che dolore, che fatica buttarle via.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

GIORGIO GABER E SANDRO LUPORINI


Oh madonnina dei dolori

Oh madonnina dei dolori
quanti dolori avete voi…
oh madonnina dei dolori
adesso vi racconto i miei.

Voi siete piena di dolori
ma anch’io credete non ne posso più
c’ho sempre un sacco di dolori
c’ho i reumatismi, sono molto giù.

Anche i rapporti con mia moglie
da un po’ di tempo non ne abbiamo mai
ma d’altra parte è risaputo
che anche Giuseppe vi rispetta assai.

Per voi direi è anche giusto
tu sei la Vergine Maria
per noi la cosa è un po’ diversa
a noi ci viene la malinconia.

Di vostro figlio sanno tutti
che non l’avete concepito voi
di questi casi ce ne sono molti
la stessa cosa è capitata a noi.

Il vostro è figlio del Signore
il famosissimo Gesù
il nostro è figlio di un signore
l’ha messa incinta e non s’è visto più.

Gesù era buono più di un santo
ma il porco Giuda lo tradì
mio figlio no, non era proprio un santo
una spiata ed è finita lì.

Il tuo figliolo è morto in croce
quanto ha sofferto lo sai solo tu
il mio è in galera da una vita
povero cristo non vien fuori più.

GIORGIO GABER  E  SANDRO LUPORINI


Chiedo scusa se parlo di Maria

Chiedo scusa se parlo di Maria
non del senso di un discorso, quello che mi viene
non vorrei si trattasse di una cosa mia
e nemmeno di un amore, non conviene.

Quando dico “parlare di Maria”
voglio dire di una cosa che conosco bene
certamente non è un tema appassionante
in un mondo così pieno di tensione
certamente siam vicini alla pazzia
ma è più giusto che io parli di

Maria la libertà
Maria la rivoluzione
Maria il Vietnam, la Cambogia
Maria la realtà.

Non è facile parlare di Maria
ci son troppe cose che sembrano più importanti
mi interesso di politica e sociologia
per trovare gli strumenti e andare avanti
mi interesso di qualsiasi ideologia
ma mi è difficile parlare di

Maria la libertà
Maria la rivoluzione
Maria il Vietnam, la Cambogia
Maria la realtà.

Se sapessi parlare di Maria
se sapessi davvero capire la sua esistenza
avrei capito esattamente la realtà
la paura, la tensione, la violenza
avrei capito il capitale, la borghesia
ma la mia rabbia è che non so parlare di

Maria la libertà
Maria la rivoluzione
Maria il Vietnam, la Cambogia
Maria la realtà.

Maria la libertà
Maria la rivoluzione
Maria il Vietnam, la Cambogia
Maria la realtà
Maria la realtà
Maria la realtà.

GIORGIO GABER


La libertà

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

GIORGIO GABER


Published in: on dicembre 14, 2009 at 07:30  Comments (2)  
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