ORRORI UMANI

I nostri orrori umani / son fatti quotidiani / in cui viviamo strani.

Sandro Sermenghi

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Published in: on agosto 25, 2011 at 07:11  Comments (2)  
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I VANTAGGI DELLA DIFFICOLTA’

Cari amici, questa volta il grande Sandrèn ha voluto strafare! Nel link qui sotto troverete addirittura un’intera dotta “lectio magistralis” sul tema…l’esclamazione OH in poesia! Come definirla, una prolusione, una dissertazione, ma che dico, una conferenza, una disquisizione… fate voi, giudicherete solo toccando con mano, anzi, leggendo con occhio acuto e brillante le colte ed argute argomentazioni del nostro, tratte da un incontro di insigni poeti tenutosi qualche anno fa in quel di Rosignano Marittimo. Preparatevi, che poi vi risento la lezione!

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I VANTAGGI DELLA DIFFICOLTÀ

INCONTRO PROMOSSO/PROMOTER MEETING

I MEDICANTI & LA CASA DELL’ARTE

19 – 20 – 21 GIUGNO 1998

ROSIGNANO MARITTIMO  LI

a cura di

Sandro Sermenghi

Published in: on febbraio 23, 2011 at 07:14  Comments (1)  

PAOLO E FRANCESCA (alla maniera di Sandrèn)

Quale migliore occasione, nel giorno di San Valentino, per parlare di due tra gli amanti più famosi della letteratura? Il nostro Sandrèn ci offre la sua versione dell’immortale vicenda di Paolo e Francesca, e lo fà alla sua maniera, nelle tre lingue sicuramente…più adatte! Buona lettura, amici!

§

Dante, nei versi dal 73 al 142 del V canto dell’Inferno, narra la tragica fine dell’amore fra Francesca da Rimini e Paolo, uccisi dal geloso Gianciotto per un fuggevole bacio non premeditato. L’unità affettiva dei due amanti è tale che, sebbene Francesca sia l’unica a parlare, si comprende che da lei “esce” anche la voce di Paolo: Dante, travolto dalla commozione, sviene. Jacqueline Risset, per le Edizioni Flammarion 1985, ha tradotto la Divina Commedia in francese. Paolo, finora, ha solo pianto; per equità, dopo tanto silenzio, qui si tenta di dargli voce, ben due volte ma in due distinti secoli, usando un linguaggio misto italo/franco/bolognese:


PAUL ET FRANÇOISE EN 1300

Voce vo’ dare a Paolo lussurioso
ché Dante il fé tacer, l’ignominioso:

“Noi s’era di lignaggio, di casato,
e il tempo trascorreva un po’ annoiato,
j’avais beaucoup des femmes, livres et d’argent,
mon cœur toujours fut plus que très gentil:
mé mai psèva pensèr ed fèrum vîl
e andèva par campagna fra i paysans.
Fut alors que nous lisions par agrément
cal lîber, che l’amåur vgné prepotänt,
mo sfîga såul un bès ai fó fra ed nô:
je le jure, beaucoup tremblant, sans le soupçon!
Pò ai sons, Caién, mon frère ch’al s’amazé,
ensemble, moi et la belle bouche, lé par lé!
Io mai potei capir perché l’amore
che arieggia, oltre ai polmoni, milza e core
me prit fort de la douceur de celle-ci
et après à mort unique nous a conduits!”
Dunque cotal parlò l’innamorato
e vòltosi all’indietro, assetato,
basciò la sua Francesca e via col vento,
si ascóser fra una nube mento a mento!

§

PÈVEL  E  FRANZASCA  DAL  2000

La vétta dal daumélla che tutto appiattisce,
ricchezze donne, consommations vices, il cosmo,
la tv… che nójja! am lamintèva avec l’ami Paul.
Mo truvaròja mâi la dòna dla mî vétta ? E ló,
marquis avec trois balles, mi diceva d’insésster
parché, peut être, prémma o pò, as sà che:
“Se chè§o ai §butéss amåur
dal incånter stra dû umàn,
suzéder i pôlen
di fât stran.
E di cunpurtamènt
che int la vétta,
spetadûr,
sänper a se dscurré aditànd
chi amèva sinzeramänt,
pasionalmänt,
as in dvanta finalmänt
lébber intérpret,
atûr,
mât spachè se al sêruv,
mo vîv bri§a teledipendént,
col côr in gåula
e al pensîr ch’al våula!”

§

PAOLO E FRANCESCA NEL 2000

La vita del duemila che tutto appiattisce,
ricchezze donne,  consumi vizi, il cosmo,
la tv… che noia! mi lamentavo con l’amico Paolo.
Ma troverò mai la donna della mia vita? E lui,
marchese con tre palle, mi diceva d’insistere
perché, può darsi, prima o poi, si sa che:
“ Se per caso sbottasse amore
dall’incontro fra due umani,
succedere possono
fatti strani.
E di comportamenti
che nella vita,
spettatori,
sempre si discorse additando
chi amava sinceramente,
passionalmente,
se ne diventa finalmente
liberi interpreti,
attori,
matti spaccati se serve,
ma vivi non teledipendenti,
col cuore in gola
e il pensier che vola!”

Sandro Sermenghi

LA DIVINA COMMEDIA IN TRE LINGUE

Il mitico Sandrèn, al secolo Sandro Sermenghi (per chi non è frequentatore abituale del nostro Cantiere) si è cimentato in un’impresa da par suo, componendo una personalissima versione, in bolognese ed in lingua, dei primi celeberrimi versi dell’Inferno,  l’incipit della Divina Commedia. Non solo, per queste due riduzioni in versi non è partito dalla versione originale di Dante (troppo facile!) bensì dalla traduzione inglese di Allen Mandelbaum…lo so, siete curiosi di sapere quale sia il risultato. Ebbene, non avete che da cliccare qui sotto sul link alla pagina dedicata alla…Divina Commedia in tre lingue!

LA DIVINA COMMEDIA IN TRE LINGUE

Buona lettura a tutti, e complimenti a Sandrèn!

Il Cantiere

COMUNICATO SPECIALE

Ci è appena pervenuto un comunicato urgente, tratto da una  illustre testata di critica letteraria bolognese, da cui  apprendiamo  che il nostro caro Sandrèn ha ricevuto un importante riconoscimento, aggiudicandosi il Premio Letterario Via Reggio!   Noi prontamente e con gioia, ve lo giriamo:

DALLA GAZZETTA  LETTERARIA

EBDROMEDARIO DEI PREMI DI POESIA EUROPEI

DEL 12 GENNAIO 2011.

Fra seicentoventidue Poesie giunte, la Giuria Internazionale del Premio “Via Reggio, 2011” decreta l’assegnazione d’una Targa d’Oro con Alloro ai tre impenetrabili settenari della poesia “Dal principio alla fine”, inviati dal poveta Sandro Sermenghi:

DAL  PRINCIPIO  ALLA  FINE

A.     .     .     .     .     .     .

.      .     .     .     .     .     .

.    .     .    .      .      .Z.

Ecco la motivazione della Giuria:

L’Autore è, con chiarezza indiscutibile,
un importante esponente del Verismo,
un degno prosecutore del Capuana.
Si rivela in questo scritto una spinta
rivoluzionaria che ha dei riflessi,
oltre che nel piano sociale e linguistico,
anche in quello estetico, con il rifiuto
del superato purismo accademico
e l’introduzione – come Nuova Corrente –
della lingua parlata e di originali
diverse fresche forme dialettali;
contemporaneamente, si avverte
l’intreccio del sensualismo dannunziano
con il fine scandalismo guerriniano.
Lo scritto, fra i più interessanti del Verismo
in Europa, è una interpretazione
cristallina di silenzio sofferente
fra moltitudini remote e amorfe,
e dalla lettura scaturisce,
forte, la ricerca della Verità
Oggettiva, condotta dall’Autore
con incredibile rigore filosofico.”

N.d.R.- Unica nota stonata della Poesia la perdita del ritmo nel terzo verso: senza di ciò é indubbio che avrebbe guadagnato, fuori d’ogni discussione, il Primo Premio!

Il Capo Redattore Dottor Dino Strongman

§

Ecco la versione originale ad uso del pubblico felsineo:

DALA GAŹATTA LETERÈRIA

EBDROMEDÈRI  DI  PRÈMI  ED  POEŚÎ  EUROPÈI

DÎ 12 ED ŻNÈR 2011.

Stra sizantventedåu Poeśî arzvó, la Giurî Internazionèl dal Prèmi “Via Reggio, 2011” la decrêta l’asegnaziån d na Tèrga d’Ôr con Mlôr ai trî inpenetràbil setenèri dla poveśî “Dal cminzéppi a la fén”, inviè dal povéta Sandro Sermenghi:

DAL  CMINZÉPPI  ALA  FÉN

A.     .     .     .     .     .     .

.      .     .     .     .     .     .

.      .    .     .    .      .      .Z.

Vè mò la mutivaziån dla Giurî:

“L’Autåur l’é, cån ciarazza indiscutébbil,
un inpurtànt esponänt dal Verìśum,
un daggn prosecutåur dal Capuana.
A se scrûv in ste scrétt qué una spénta
rivoluzionèria ch’l’à di riflès,
òultra che int al piàn sozièl e linguèsstic,
anc in quall estètic, cån al rifiût
dal superè purìśum acadèmic
e l’introduziån – cme Nôva Curänt –
dla langua parlè e d’originèli
divérsi frasschi fåurum dialetèli;
contenporaneamänt, a s’avertéss
l’intràzz dal sensualîśum danunziàn
cån al fén scandalîśum gueriniàn.
Al scrétt, stra i pió interesànt dal Verîśum
in Eurôpa, l’é una interpretaziån
cristalèńna ed silänzi soferänt
stra multitûdin remòti e amòrfi,
e dala letûra ai scaturéss,
fôrta, la rizairca dla Veritè
Ogetîva, cundótta da l’Autåur
cån incredébbil rigåur filośòfic.”

N.d.R.- Ónnica nota stunè dla Poeśî la pêrsita dal ríttmo int al têrz vêrs: sänza ed ché l’é zêrt ch’l’arêv guadagnè, fòra d’ògni discusiån, al Prémm Prèmi!

Al Chèp Redatåur Dutåur Dino Strongman

§

a cura di

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 16, 2011 at 07:27  Comments (7)  

AUGURI DA SANDRÈN

Con un abbraccio a tutte le bimbe, e perché no anche ai maschietti, abbiatevi i miei lampeggianti auguri!

Ciaosandrèn

Published in: on dicembre 26, 2010 at 13:03  Comments (3)  
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LA LETTERA COLLETTIVA DI SANDRÈN

Cari amici, ho il grande piacere di riportare questo messaggio  che ho ricevuto proprio oggi, che testimonia come dopo il lungo periodo di degenza che ci ha fatto preoccupare non poco, il nostro Sandrèn  sia di nuovo  tra noi, con il solito spirito battagliero e la sua preziosa presenza. Bentornato Sandro da tutti i poeti del Cantiere, e torna presto a deliziarci con le tue creazioni!

PS  Scusate se non inserisco anche il testo originale in bolognese, anche se è molto espressivo e dà l’idea di come la verve di Sandro sia tutt’altro che indebolita!

Lettera collettiva d’una parte della disavventura capitata a Ciaosandrén da Bologna, scritta il 20 giugno 2010 dalla Residenza ospedaliera del Reparto Cardiologico “F” dell’ospedale Bellaria

Cari Luigi, Amos, Bertino, Daniele, Fausto, Jani, e tutti gli amici del bolognese, poeti di “Parole”, del Circolo “La Fattoria, del “Cantiere Poesia”, mia figlia Sara col marito Gaetano e mio nipote Fabio, dello SPI, e tutti gli altri che qui non posso elencare, tutti gli inquilini di via Regnoli 3 e i cittadini lì vicino che ogni giorno fanno delle chiacchiere – e anche delle malignità, prof. Marinelli che mi ha operato con la sua equipe di dottori e personale della Villa Torri, del S. Orsola, e della Cardiologia “F” dell’ospedale Bellaria che mi hanno dato una mano per tornare a casa, cari tutti, insomma, sono qui per raccontarvi che la “Morte” non ce l’ha fatta!!! Due volte, quella lercia, lei aveva allungato la sua falce per prendermi, ma, accidenti, il barcaiolo Caronte le ha sempre detto che “la barca era piena”.  E io, là sulla sponda dell’Acheronte, il fiume infernale, a condurre la mia battaglia tra una gran massa di sofferenti. Poi, pian pianino, la schifosa “Morte” si è allontanata, anche se di malavoglia, così i miei pensieri hanno cominciato a volgersi verso il futuro. Ah, ho dimenticato i lavoratori della Coop S. Vitale: saluti anche a voi, ragazzi. Qui dovrei dire di tutta quella grande umanità che ho trovato fra i compagni di camera quando io, ai primi passi, erano tutti pronti ad aiutarmi: solidarietà che si trova sempre meno in giro per la vita. Lontana l’idea di filosofare, credo che questa lettera debba finire qui: vi abbraccio tutti quanti “con le carezzine nella schiena” come faccio con mio nipote Fabio e suo padre Gaetano con la madre Sara, e la mia ragazza Ersilia, e un bacino a mia cugina Mirella, insieme agli altri intimi. Mi piace sottolineare la presenza morale e personale di Luisa, che arrivava coi “succhi” o con le ciliegie e la sua esuberanza contagiosa. Tanti sono stati presenti, dai poeti della “Fattoria” Cinzia, Oscar, Enzio, Gabriella, a Rossana e Nicole, che furono presenti, personalmente o in spirito:

TANTE GRAZIE A TUTTI, CIAOSANDREN.

Questa lettera è partita dalla mia testa dopo un mese di ricovero, da Villa Torri al S. Orsola e al Bellaria; poi, a convalescenza quasi finita, sono stato travolto dalla rottura del femore dx e sono rimasto all’ospedale Maggiore fino all’11/9: qui svelto taglio la triste storia e vo verso la guarigione: quando?

Ciaosandrén,

che chiede scusa ai tanti che ha dimenticato!!! Quando starò meglio spero di reinserirmi nell’attività del gruppo,

Bologna, 30 settembre 2010

Published in: on ottobre 2, 2010 at 16:28  Comments (4)  
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Spighe dorate, vite salvate!

Questa volta il nostro Sandrèn ha fatto le cose in grande.  Quello che ci ha mandato è una specie di poemetto in otto quadri, tutto da gustare. Si tratta di un inno alla vita, alla bellezza, all’amore, alla pace, alla poesia… e molto altro!  Un messaggio di ottimismo e di vitalità in questi tempi così tristi e mediocri che stiamo vivendo. Come sempre vi indirizzo al link delle “poesie extralarge”, e buona lettura!

Il Cantiere

Ecco il link di SPIGHE DORATE, VITE SALVATE!

di   Sandro Sermenghi

http://docs.google.com/View?id=df5dp7k3_6c8tczd88

Il carnevale continua

Carnevale è passato, ma i nostri amici poeti sono prolifici ed entusiasti, ed hanno ancora in serbo sorprese per allietarci con le loro composizioni giocose che  inneggiano all’allegria ed al buonumore. Ci fa piacere pubblicare comunque i loro lavori, nonostante questo sia un periodo di quaresima (da intendersi in tutti i sensi… purtroppo), ma non sempre è possibile, soprattutto per motivi di spazio.  Le nostre pagine, anche per motivi tipografici, mal si adattano ad ospitare poesie molto lunghe o brevi poemetti, che obbligherebbero il lettore ad una faticosa rincorsa dei versi perdendo magari il filo, il significato e la bellezza complessiva dei testi. E’ per questo motivo, tanto per intenderci, che non vedrete mai pubblicati sul Cantiere nè  “Le bateau ivre” nè i “Sepolcri”!  Sarebbe comunque un peccato penalizzare per motivi di lunghezza chi ha composto brani di più largo respiro e li vuole proporre ai nostri amici. E’ questo il caso del poemetto carnascialesco del nostro Sandrèn, un divertente e divertito monologo d’autore che ha per protagonista (e chi altri se no?) la maschera comica per eccellenza della sua Bologna, il dottor Balanzone. Per dare la possibilità a tutti di gustarlo nella sua interezza abbiamo pensato di inserire qui un link per indirizzarvi alla pagina web che ospita la sua composizione. E’ un esperimento che potremo ripetere anche con altri lavori che per motivi di spazio non possono essere direttamente pubblicati sulle pagine del nostro sito.  Complimentandomi con l’autore per il suo consueto spirito sagace e la sua vulcanica fantasia vi auguro una buona lettura!

Il Cantiere

Ecco il link:

BALANZUNE’ (BALANZONATA) di Sandro Sermenghi

http://docs.google.com/View?id=df5dp7k3_0fb62chfw


INNO AL 2010


Cantieristi, or vorrete cer-
tamente con cura identifi-
care, in questa bella carto
leria che si trova sotto la pensi-
lina, i miei freschi e utili au-
diovisivi a colori sui can-
guri, traboccanti di viva-
cità ben saltellanti con loqua-
ci ed eroiche novità, per do-
mande ed offerte di melo-
dici luminosi e amletici me-
riggi nascosti poi riappar-
si, trascorsi godendo un an-
sioso e audace ricco cammi-
no di felicità: cocchi d’auguri!

Inno al 2010
è anche un indovinello,
non so se brutto o bello!
Per facilitare la soluzione
fate molta attenzione
all’assurda disposizione
dei versi con tmesi
da uscirne stesi!
Se ben guarderete
poi ne gioirete!

Càntic al 2010
l é anc un indvinèl,
an sò se brótt o bèl!
Pr ajutèruv int la soluziån
fè dimóndi atenziån
al’asûrda disposiziån
di vérs trunchè
da vgnîren fòra amazè!
Se a starî bän atént
dåpp a srî cuntént!

Nell’Inno al 2010 è nascosto il vero messaggio di Capodanno:
una poesia di Sandro in premio a chi risolverà l’indovinello.
Int al Càntic al 2010 l é nascòst al vair mesàg’ ed Chèp d Ân:
una poeśî ed Sandro in prèmi a chi risolvrà l indvinèl.
Ciaosandren
(!on anu e is agir anu ereggel :enoizulos)

Sandro Sermenghi