Nebbie e piogge

BRUMES ET PLUIES

Ô fins d’automne, hivers, printemps trempés de boue,
Endormeuses saisons! je vous aime et vous loue
D’envelopper ainsi mon coeur et mon cerveau
D’un linceul vaporeux et d’un vague tombeau.

Dans cette grande plaine où l’autan froid se joue,
Où par les longues nuits la girouette s’enroue,
Mon âme mieux qu’au temps du tiède renouveau
Ouvrira largement ses ailes de corbeau.

Rien n’est plus doux au cœur plein de choses funèbres,
Et sur qui dès longtemps descendent les frimas,
Ô blafardes saisons, reines de nos climats,

Que l’aspect permanent de vos pâles ténèbres,
— Si ce n’est, par un soir sans lune, deux à deux,
D’endormir la douleur sur un lit hasardeux.

§

Fini d’autunno, inverni, primavere
inzuppate di fango, voi stagioni
accidiose ! Io vi amo e vi son grato,
chè in un sudario vaporoso il cuore
involgete e il cervello in vaga tomba.
In questa larga piana dove scherza
il freddo vento e dove roca stride
la banderuola nelle notti lunghe,
la mia anima più che al tempo della
tiepida primavera aprirà larghe
l’ali di corvo. Nulla ora è più dolce
al cuore colmo di presenze funebri,
su cui da tempo scendono le brine,
quanto il perenne aspetto delle pallide
vostre tenebre, voi stagioni scialbe
dei nostri climi regine; ma dolce
più ancora, in una sera senza luna,
sopra un giaciglio offertoci dal caso,
questo dolore, uniti, addormentare.

CHARLES BAUDELAIRE

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Published in: on febbraio 17, 2018 at 06:57  Comments (3)  

E’ di trent’anni

È di trent’ anni,
il viaggio
che ho fatto sino a te
È da trent’ anni che ti cerco
tra mille volti
sconosciuti
e
vedo un uomo
che conosco già
e da sempre ho amato
ed amo…
senza sfiorar le sue labbra,
perdermi nei suoi sguardi,
per ritrovarmi,
nei suoi pensieri, le sue mani
attravversarmi
l’anima.
Ignara
dello scorrevere convulso
degli anni
che s’affacciano timidi
nei davanzali fioriti
del futuro
bramando, il rumore,
che hann’ imparato a memoria,
dei tuoi passi,
il tuo arrivo…
E ‘da trent’anni
che t’attendo,
in irrefrenabile sognare
ed è una vita,
vissuta in meno,
di trent’anni
che solo tu, potrai…
e
saprai colmare.

Anileda Xeka

Published in: on febbraio 17, 2018 at 06:56  Comments (2)  

Esserci

Ho aperto la finestra sul balcone.

Si distende questa mattina il sole
che nel blu del cielo rosso s’appone,
il cuor non duole.
Solo una nuvola rosa s’effonde,
contento d’esserci ogni angoscia scaccio;
quest’attimo con forza mi confonde,
forte m’abbraccio.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 16, 2018 at 07:39  Comments (5)  

Alba d’anima

rischiara
la mente satura
si libra
in un mare
di candore
spazzata via
ogni ombra
tutto si colora…
Venature d’azzurro
dipingono l’aria
un respiro leggero
penetra la mente…
Sì dolcemente
carezza il capo
s’adagia sereno
su un guanciale
di petali gialli…
Riflessi di luna
sciolgono i capelli
una dolce nenia
annuncia il giorno…

Antonietta Ursitti

Published in: on febbraio 16, 2018 at 07:33  Comments (2)  

La rosa bianca

Rosa bianca2.jpg

Guardo
non penso
non peso 
la rosa bianca
è apparsa in un istante
era in un mondo distante 
dove io non sto e la mia fantasia arranca
dove non poso mai una mano
e dove non credo possa stare un corpo sano
quelle sono estensioni
sono i voli dei droni
al telecomando non gli comandi
affranti gli uomini piangono i tanti desolati destini
alterchi amori odii senza fini
ma nel mondo che non c’è dove nascono le rose
esiste solo il foglio bianco che appoggiano le spose
accarezzo il petalo di seta
profumo che penetra la pelle
e l’aria
vetro che mi circonda
rugiada che disseta
docile leggera come rosa bianca
mite
invade
i miei pensieri al nerofumo

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 16, 2018 at 07:29  Comments (1)  

Sovra i mirti e fra le rose

Sovra i mirti e fra le rose,
Sovra molli erbe odorose
Adagiato io voglio ber.
Deh, t’annoda al collo il manto,
Bell’Amore! e mentr’io canto,
Corri a farmi da coppier.
Ahi! l’umana vita fugge
Come ruota che si strugge
Più che gira, e sempre va.
Sonno eterno in poca fossa
Sulla polvere e fra l’ossa
Il mio corpo dormirà.
A che i balsami e i conforti
Sulle tombe? A che su’ morti
Tanto vino e tanti fior?
A me il nappo e la corona
Or ch’io spiro, or che risuona
La mia lira e m’arde il cor.
Vieni e meco ti trastulla;
Qui m’invita la fanciulla
Che sa ridere e trescar.
Ah, Cupido! è meglio, innanzi
Che fra’ morti ignudo io danzi,
Dar gli affanni ai venti e al mar.

ANACREONTE

Published in: on febbraio 16, 2018 at 06:53  Comments (3)  

E ci sono giorni

stringendo tra le braccia

la sbiancata luna

la notte se ne va

in silenzio

lei se n’è andata

col furore della tempesta

lasciando spilli nel cuore

e il riflesso

-senza speranza-

di giorni lucenti

coperti dalla cenere

della malinconia

ma

ci sono giorni

in cui la quiete dell’accettazione

si disperde nella confluenza

dei “perché” e delle illazioni

immagini e parole

s’ impiantano nel pensiero

e il vuoto silenzio

ascolta i battiti del cuore

quale assordante ritmo

di colpe rimaste

la sua assenza

coperta di schiuma

nuota nelle lattine di birra

 

Giovanni De Simone

Published in: on febbraio 15, 2018 at 07:44  Comments (13)  

La passeggiata

La piuma urtò il tetto del calesse.
Io lo guardai negli occhi.
Il cuore si struggeva, non sapendo nemmeno
la causa della pena.
Sera senza vento, avvinta di tristezza
sotto l’arco del cielo nuvoloso,
il Bois de Boulogne pareva
tracciato a china in un album antico.
Aroma di benzina e di lillà,
una guardiga quiete…
Di nuovo egli toccò le mie ginocchia
con la mano che quasi non tremava

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on febbraio 15, 2018 at 07:15  Comments (2)  

Meraviglioso amore

Non ce lo siamo mai detto
ma si sapeva.
Traspariva dagli occhi lucenti,
dalle mani sudate,
dall’incrocio di parole
pronunciate nello stesso istante,
dai silenzi più eloquenti
di tanti discorsi,
dagli sguardi incrociati,
dalle lacrime ferme sul ciglio
degli occhi da dove poi uscivano
nello stesso istante.

Non ce lo siamo mai detto
ma se lo avessimo fatto
non sarebbe esistito
il nostro meraviglioso amore.

Sandra Greggio

Published in: on febbraio 15, 2018 at 06:54  Comments (13)  

Alla fine

Alla fine
dovrò verificare
in quale primo angolo del cuore
ti ho perso
e se è stato perdere facile.
E poi mi consolerò con le parole
e guarderò negli altri angoli dove pure sei
a fare danno.
Chissà quando sei entrato
e se quello che hai trovato
valeva la pena distruggere
e mettere me a ricostruire.

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 15, 2018 at 06:50  Comments (5)