Sisma

 
Ti amo ancora
cara Terra
sotto i miei piedi instabili
amo i tuoi fiori e
l’abbondanza dei tuoi frutti
… che ora stanno nel tuo vibrare
… di fango e sale, il sale
nel tuo relitto, i morti uno sull’altro
occhi chiusi a cordigliera
tu colposa, venosa tu, a maggio
nei fossati distorti
il tuo pulsare miete
un mondo di troppe lacrime!

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 14, 2012 at 07:12  Comments (8)  
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Dicembre incalza

coi primi versi freddi
sulla fronte.
Siamo entrati nell’aria
di Natale.
Il sentimento
seduto sulla soglia del mattino
che man mano con gli anni
si assopisce
sfogliando le pagine
incontra disegni dipinti
a quell’età di fiori
quando bastava un niente
a illuminare il cuore…
Oggi luce abbagliante
senza amore
la cometa conduce
in certi luoghi
dove scorre il fiume
dell’abbondanza,
e lascia la capanna
al suo destino.

Giuseppe Stracuzzi

Ricordi azzurro-chiari

Oh esiliati dell’anonima montagna,
Oh gioielli dai nomi soffocati nella palude del silenzio,
Oh voi, di cui il ricordo pallido si è smarrito
nell’acqua torbida del mare della dimenticanza,
dov’è finita la limpida origine dei vostri pensieri?
Quale mano devastante si è portata via i vostri volti aurei?

In questo vortice, artefice del buio,
dov’è finita la vostra calma lunare?
Se, dopo questo tormento, portatore di morte,
il mare si calmasse,
se le nuvole si svuotassero di sofferenza,
se la luna portasse affetto,
giungerebbe il sorriso?

Se il cuore della montagna si intenerisse,
crescerebbe l’erba e ci sarebbe l’abbondanza?
Sulle sue alte vette, uno dei vostri nomi diverrebbe il faro?
La comparsa dei vostri ricordi azzurro – chiari,
darebbe speranza agli occhi stanchi dei pesci spaventati
dal tumulto del torrente?

NADIA ANJUMAN

Quando appassiscono le foglie dell’anima

intrappolate stanno in un solo corpo
due teste che pensano in lingue diverse
due cuori stranieri.

ci avanziamo scavalcandosi nella maniera
più spontanea

e seduti nello stesso tavolo di insulti che
si sovrappongono irrimediabilmente ad ogni fiato
che sa di grazie e gentilezza

ceniamo con gli avanzi colpe che scagliamo
in abbondanza con la pretesa di doverci
giustificare solo per le colpe non commesse.

quando appassiscono le foglie dell’anima
specialmente quando arriva la notte
e anonime paiono tutte le cose

persino tu che ti lamenti che per colpa mia non dormi
che qualche ora ed
io che non vedo che una notte infinita fatta di molte
notti passate insonne e altre
quanto

mi tormentano sulla pelle
i lividi che si moltiplicano di continuo
del mio ennesimo fallimento.

Anileda Xeka

Dai sospiri

OUT OF THE SIGHS

Out of the sighs a little comes,
But not of grief, for I have knocked down that
Before the agony; the spirit grows,
Forgets, and cries;
A little comes, is tasted and found good;
All could not disappoint;
There must, be praised, some certainty,
If not of loving well, then not,
And that is true after perpetual defeat.

After such fighting as the weakest know,
There’s more than dying;
Lose the great pains or stuff the wound,
He’ll ache too long
Through no regret of leaving woman waiting
For her soldier stained with spilt words
That spill such acrid blood.

Were that enough, enough to ease the pain,
Feeling regret when this is wasted
That made me happy in the sun,
How much was happy while it lasted,
Were vagueness enough and the sweet lies plenty,
The hollow words could bear all suffering
And cure me of ills.

Were that enough, bone, blood, and sinew,
The twisted brain, the fair-formed loin,
Groping for matter under the dog’s plate,
Man should be cured of distemper.
For all there is to give I offer:
Crumbs, barn, and halter.

§

Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda, e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C’è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.

Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provare rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.

Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Ché tutto quello che va dato, io l’offro:
Briciole, stalla, e cavezza.

DYLAN MARLAIS THOMAS

Ho visto anche degli zingari felici

E  siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
e noi piantiamo il mais
su tutto l’altopiano.

Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.

E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.

Riprendiamola in mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l’abbondanza.
E’ vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.

E’ vero che spesso la strada sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E’ vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
e odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.

Ma io ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l’amore
e rotolarsi per terra.
Io ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Io ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l’amore
e rotolarsi per terra.
Io ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

CLAUDIO LOLLI

Aquarius

When the moon is in the Seventh House
And Jupiter aligns with Mars
Then peace will guide the planets
And love will steer the stars

This is the downing of the Age of Aquarius
The Age of Aquarius
Aquarius! Aquarius!

Harmony and understanding
Sympathy and trust abounding
No more falsehoods or derisions
Golden living dreams of visions
Mystic crystal revelation
And the mind’s true liberation
Aquarius! Aquarius!

When the moon is in the Seventh House
And Jupiter aligns with Mars
Then peace will guide the planets
And love will steer the stars

This is the downing of the Age of Aquarius
The Age of Aquarius
Aquarius! Aquarius!

Harmony and understanding
Sympathy and trust abounding
No more falsehoods or derisions
Golden living dreams of visions
Mystic crystal revelation
And the mind’s true liberation
Aquarius! Aquarius!

Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in

Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in

Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in

§

Quando la Luna entrerà nella Settima Casa
e Giove si allinerà con Marte
allora sarà la pace a guidare i pianeti
e sarà l’amore a guidare le stelle

Sta sorgendo l’era dell’Acquario
l’era dell’Acquario
Acquario! Acquario!

Ci saranno in abbondanza armonia e comprensione
tolleranza e verità
non più ipocrisia e scherno.
I nostri sogni e i nostri ideali diventeranno reali
Una rivelazione mistica, limpida come il cristallo
ed una vera liberazione della mente.
Acquario! Acquario!

Quando la Luna entrerà nella Settima Casa
e Giove si allinerà con Marte
allora sarà la pace a guidare i pianeti
e sarà l’amore a guidare le stelle

Sta sorgendo l’era dell’Acquario
l’era dell’Acquario
Acquario! Acquario!

Mentre i nostri cuori battono per tutta la notte
balliamo fino al sorgere del giorno
per essere i portatori dell’acqua
la nostra luce indicherà la via

Noi siamo l’energia interna dell’era dell’Acquario
l’era dell’Acquario
Acquario! Acquario!

Ci saranno in abbondanza armonia e comprensione
tolleranza e verità
non più ipocrisia e scherno.
Una pura illuminazione
sorgerà fiammeggiante tra le costellazioni
viaggiando lungo le nostre rotte tra le stelle
guidata da forze cosmiche.
Oh, abbi cura di noi, Acquario

Fai entrare la luce del sole splendente
Fai entrare la luce del sole splendente
La luce del sole splendente

Fai entrare la luce del sole splendente
Fai entrare la luce del sole splendente
La luce del sole splendente

JAMES RADO – GEROME RAGNI – GALT MACDERMOT