6 Aprile 2009

Lasciatemi piangere
senza lacrime
la mia gente d’Abruzzo.
Sasso su sasso
pietra su pietra
si edifica la torre
del dolore e del pianto.
Svetterà tra le nuvole
alla ricerca del cielo
fin quando sarà ridotta
a pulviscolo
spazzato via
dal Vento che tutto comanda
nel ricordo del Tempo.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 6, 2011 at 07:04  Comments (10)  
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Poeti d’Abruzzo

I PASTORI

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natía
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l’aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

GABRIELE D’ANNUNZIO

VAL DI FORO

Dalle colline al mare
dei ricordi il fiume scende.
Lievi cirri col sole
scherzano,
sui crinali i villaggi
s’aggrappano
tenaci alle argille.
La Maiella osserva
e tace.

Dal mare alle colline
dei sentimenti la brezza sale.
Lento il Foro
respira fra le erbe
da mille farfalle festeggiato
e da libellule danzanti,
accogliendo sulle sue
cangianti acque
il radente volo
delle rondini.

Ma i giorni fuggono
e fuggono le stagioni;
solo il ricordo
fermo resta,
vigile sentinella
del cuore e della mente,
a ringiovanire un tempo
ormai perduto.

Nino Silenzi

Mare d’Abruzzo

schiumano le onde sussurrandomi
carezze il mio stare
l’angolo del telo svolazza
bisbigli
pensieri fermentano
il sole alle spalle
e l’acqua quasi si aggrappa
a filari rigati di blu
ondeggiano come meduse rincorsi dal vento

Rosy Giglio

Published in: on giugno 22, 2010 at 07:41  Comments (5)  
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Son tornato a Vacri

paese mio natio,
disteso
tra cielo, mare e monti
sull’erta fertile collina.
Ho rivisto la Maiella
e più in là il Gran Sasso,
madre e padre
della gente d’Abruzzo.
Dall’alto ho ammirato
laggiù l’Adriatico, striscia
tremolante di sogni
e desideri.
E le verdi colline
di vigneti e d’ulivi
e le valli adagiate
del Dendalo e del Foro
mi sorridevano
come un tempo
immutato nella memoria.
In quel paesaggio intriso
d’affetto,
pregno di vita e d’amore,
aprii gli occhi e scoprii il mondo.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 1, 2010 at 07:33  Comments (4)  
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Natale sotto le stelle

Strappato da mura e
ricordi
devastato dall’attesa
lanciato tra gelo e parole
in processione ogni giorno
ingannato e beffato
da pernacchie senza suono
popolo dell’Abruzzo
a stento riconosci
l’altro agghindato
scandaloso e nudo
che ti sorride
e aspetti però ancora
alto il viso
a dismettere ali.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 24, 2009 at 07:26  Comments (2)  
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