Assemblea condominiale

Ognuno contro tutti,
e tutti contr’ognuno…
un abbaiar di cani
che s’azzuffano per niente

Ciascuno espone
le proprie motivazioni,
immancabilmente respinte…
con disapprovazione

Nessuno vuol pagare
la bolletta straordinaria;
s’inficiano le vetuste
tabelle millesimali ;
si rinnovano i rancori
per quella vecchia concessione;
si discute degli abusi,
e delle aree in pertinenza…
e blà, blà,blà,
e ancora blà, blà, blà,
all’eccedenza.

Ognuno è vittima…
dell’avverso condominio,
e dopo ore ed ore
di accanite discussioni ,
senza arrivare a capo
d’alcuna conclusione…
solo per la stanchezza
si ripongono le spade…
per l’armistizio

Ciro Germano

Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

FRANCO BATTIATO

L’insetto illecito

Al mio paese la litoranea
prosegue afflitta di ristoranti,
che corrono impegnati a dare odori
di pesce fritto ed altro.
Dopo il deturpamento,
il profumo di mare ed il respiro
diventano sinceri,
la costiera di profusa schiuma
esala dolce sciabordio di onde,
propone scorrazzando
più fragranza di mare,
quando la sera un sentimento dolce
si affaccia,
quando il cielo
fuori dallo schiamazzo di lampioni
indossa dolce abito di stelle
ed il mare si veste come il cielo…
rintocca un desiderio
di seguire l’incanto,
ma la strada è interrotta
dall’ illiceità
che ferma i piedi al muro di una villa
in questa bella patria di venduti
di vergogna e di abusi,
perché l’insetto illecito
che succhia il sangue ovunque
partorisce i vermi
sulle mele più dolci…

Giuseppe Stracuzzi

Il discorso

interroga la geometria celeste
dove il sole condannato dalla legge
lotta per la riforma dell’ellisse,
vuole allontanarsi
dall’orbita inquinata del pianeta.
Il progetto che pubblica risorse
ha perso il controllo
sulla piattaforma
dove si fondono scienza e l’incoscienza
seminando la plaga di rovine.
Il tragitto che apre uno spiraglio
da cui trapela luce di domani
è monito severo
a questa civiltà
tarata dagli abusi
che predica la pace e insozza l’uso,
gridano le ragioni nucleari
con la voce venefica potente
che aspettano un errore per sognare…
ed il velo rognoso sotto il cielo
ha preso piede.
L’abbozzo di fede di speranza e carità
sono sterili voci
soffocate dall’orgoglio e da brame
arrampicati all’albero di mele
per la mela più grossa della cima.

Giuseppe Stracuzzi