La notte del falò migliore

Quando da queste mani aperte
il mare è lontano, lontanissimo,
nell’ora della calma solitudine
io guardo sempre il cielo.

Non più l’onda dei primi sogni
dentro i grandi occhi scuri
né l’imponente nave americana
da seguire fino a non vederla più.

Ora, qualche azzurro su di me
e nuvole ad imitar le spume
me lo ricordano, quel mare.
Ma non è la stessa cosa, non è.

Assente è la notte del falò migliore,
acceso sottovoce sulla riva amica
coi rami secchi a sfiorare l’acqua
e poi vedere quant’eravamo bravi.

Falchi e puledre disposti a mezzaluna,
tutti a bruciare i giornali dei grandi.
tutti a fissare il rosso che cresceva,
la stanchezza messa un po’ in disparte.

L’amore, allora, si muoveva in fretta,
al solo accenno d’uno sguardo appena,
al primo vento di confuse tenerezze,
al passo lesto dei migliori anni.

Aurelio Zucchi

Parlami

 
Quando vedi la luna maculata,
palla tra palle di nubi antracite,
distante da me oltre il normale,
parlami perché ne ho bisogno.
.
Se il mare più non risponde
al minimo accenno di un abbraccio
o l’alba tradisce il migliore intento,
parlami perché voglio ascoltarti.
.
Guardando il nostro luna park,
non arriverà la musica del gioco
o lo schiamazzo di un bambino re.
Sono io che ho spento tutto.
.
Ho consumato notti promettenti,
le ho imbrattate di colori assurdi.
Ho cadenzato stelle al mio capriccio
e ora, credo, è meglio non guardarle.
.
Ho spinto il cuore in un dirupo
e adesso cerco di recuperarlo
mentre freddo pioggia e vento
fanno di tutto per scoraggiarmi.
.

Aurelio Zucchi    (2006)

Egregi signori…

 
Noi, egregi signori,
ci scapestriamo in atti di perbenismo agguerrito
laddove la consumazione dei pasti  poeticamente romanzati
si svolge in Tavole Rotonde di Circoletti Viziosi
Gareggiare di “reminiscenze” nell’ogni giorno indebolito
di malattia planetaria sprofondiamo nella miseria
d’un saper guardare attraverso un minuscolo buco di serratura
costruendo lungometraggi di pensieristiche considerazioni
battendo col martello di parole cervelli
perché l’intelligenza ha  sapore metallico, scuote scuoiando
emotive sensibilità nella loro inferiorità.
Ancora si assiste a genocidi aberranti
nei silenzi politici d’intese democratiche
mentre nei deserti diversificati dalle loro naturali scenografie
spuntano cadaveri con i loro maleodoranti diritti negati.
Nessun tramonto, nessuna alba fredda o calda
nessun mare o lago o terra di fango di fiori e di cemento
merita l’assistenza di cuori deboli che sprofondano in girotondo astemio.
Egregi Signori
noi sempre gravidi di buoni propositi,
noi sempre protagonisti della nostra storia,
noi sempre portatori di (favolose) intimità,
noi sempre nascosti dietro il voler comprendere,
noi sempre egregiamente ci troviamo
a nascondere sotto la copertura della codardia
poesie romanzi trattati e saggi
in un’enciclopedia mai sfogliata
perché al minimo accenno d’orrore
maltrattiamo la verità nelle sue architettoniche
lingue esauste di umiltà.

Glò

Se fossi pittore

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.

EDMONDO DE AMICIS

A Tinti

A te amica cara e lontana

seduta qui accanto al cuore

in trepida punta di penna

affido un semplice pensiero

che sia carezza di cielo

che sia candore di neve

che sia onda del mare

che sia parola nuda e calda

a stemperare il rigore d’inverno

a strapparti un accenno di primavera

a farti sentire l’abbraccio infinito

che può dare e raccogliere

la mano monda,

colma di grata amicizia.

Roberta Bagnoli

Amica mia

La tua anima …
per me, non è un segreto,
è bastato solo l’accenno delle dita.
Il viso col  sorriso…
si erge, oltre ogni fantasia.

Fra tante ho scelto te…
anima , simile alla mia,
che il fato ha voluto sulla mia stessa via,
a  volte  allegra e spensierata,
ed altre  invece…
triste e malinconica… amica mia

Ciro Germano

Published in: on luglio 20, 2010 at 07:22  Comments (5)  
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