Colloquio con mia madre

Dolore segreto
.
T’ho vista piangere
di nascosto,
mentre il sole di novembre
si posava stanco
sui tuoi capelli bianchi
e gli anni fuggivano tumultuosi
verso il tramonto della vita.
.
Doni
.
Tu hai seminato in me
soltanto cose buone,
prime fra tutte
l’allegria e la mitezza.
Quando sei morta,
è fiorita
anche l’accettazione del dolore
e della morte.

.
Nino Silenzi

Published in: on giugno 16, 2012 at 07:26  Comments (4)  
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Amante fedele

Nel tuo bianco mondo mi perdo
Tra le tue righe sogno
A te dono tutti i miei pensieri
Apro il mio cuore a volte distrutto
a volte traboccante di felicità
tu mio amante fedele
accetti i miei dubbi le mie paure
mai da te ci sarà giudizio
mai negazione
ma accettazione totale dei miei sentimenti
ti si può amare o odiare secondo il momento
tu dai serenità sicurezza che ciò
che c’è tra noi mai rivelerai ad alcuno
la tua memoria può ferire
ma anche giovare nella riflessione
con te nulla si dimentica
anche i segreti più profondi
li nascondi tra le tue righe
segnate dal tempo

Gianna Faraon

Insostenibilità assistita

 
Dalle unghie mi scorrono
fili spinati non riavvolgibili
da urti remoti di piccoli passati
.
lo smalto è un focolaio inavvertibile
su coprenti pienezze di muffa
per inerzia alla debolezza
.
il mestiere del respiro
rattoppa altri rumori
come fermento coprente
.
(… perdo…)
.
la sostanziale tragedia
tra filamenti di rughe si urla
ad adrenalinico incazzo
.
per sommosse scommesse
tra un me ed io rispolverato
in determinata accoglienza
.
un vivere acquietato
(perdente)
nell’accettazione
d’uno zero agonizzante.

Glò

Nel fondo del cuore

Si nel fondo si addensano
vaghe forme, emergono
da un tumultuoso ondare
quasi il mondo fosse agli inizi,
si accorpano svariati elementi,
l’asprezza del ferro
il bruciore della lava
quasi come una feroce
essenza biologica che non ha
altro destino
se non quello di esplodere.

Nell’ombra odo il fruscio di larve e sementi,
l’amore mio per la vita,
la passione feroce per lei;
sento un  ritmo di versi, il vento
dell’armonia sommerso
fra cauli sanguigni e rugosi,
una breve battaglia,
fra conchiglie e pesci,
mi affascina facendomi
ritrovare la grande solidarietà
che devo al mondo, alla vita, all’amore.

L’accettazione di ogni giorno
un poco mi spaventa,
non posso vivere senza il di lei conforto,
senza la sua voce senza i suoi occhi pervinca.
Di quest’ansia  tesso parole, come acqua salata
e dolce, come le lacrime e il sangue.
Ora, sto tessendo in modo oscuro
parole e con loro m’avvio
all’incontro sperato sognato
con la mia Musa
mai abbastanza amata.

Marcello Plavier