Bologna

Ci sono porti intravisti dal mare
e città sorvolate di fretta
dove arriva il tuo viaggio distratto
Bologna invece ti abbraccia
è visione emersa dal cuore
che sale da bassa pianura
e rossa di terra e di umore
innalza il tuo sguardo
e due dita a indicarti il suo cielo
Mi ricordo ero giovane un giorno
dei giorni padrone e dei sogni
Un sogno era là a portata di mano
ed io giocavo a pensarmi una vita
scegliendola nuova e diversa
nel grembo di madre benevola e opìma
scrigno turrito di amore e buon tempo
aperto al mondo e a tutte le strade
Ma gli anni passano e i sogni invecchiano
chissà mai se una Dotta insegnante
uno sbaglio di troppo mi avrebbe evitato?
Ora che imbianco vorrei chiederlo a lei
ma la trovo nebbiosa e distante
E’ una donna violata e percossa
la bella che perse un dì l’innocenza
tra un nero di sangue e di macchine bianche
e più allegra non danza sull’aia
ormai tutta sommersa di “neve
Ma io con giovani occhi la guardo
come fanno in eterno gli amanti
e mi immagino scendere un giorno
sul sagrato di quella stazione:
ad accogliermi vedo già i musici
cantastorie sapienti e poeti
che il mio tempo hanno allietato
Loro sì che il mestiere conoscono
di scacciare quei neri fantasmi
e tra un sorso un accordo e un sorriso
torneranno a narrarmi gioiosa
di Bologna la sua favola antica.

Massimo Reggiani

Una dedica a mia moglie

A DEDICATION TO MY WIFE

To whom I owe the leaping delight
That quickens my senses in our wakingtime
And the rhythm that governs the repose of our sleepingtime,
the breathing in unison.
Of lovers whose bodies smell of each other
Who think the same thoughts without need of speech,
And babble the same speech without need of meaning…

No peevish winter wind shall chill
No sullen tropic sun shall wither
The roses in the rose-garden which is ours and ours only

But this dedication is for others to read:
These are private words addressed to you in public.

§

A cui devo la gioia palpitante
che tiene desti i miei sensi nelle ore di veglia,
e il ritmo che scandisce il riposo
delle nostre ore di sonno,
l’accordo del respiro

di due amanti i cui corpi
profumano l’uno dell’altro,
che pensano uguali pensieri
e non hanno bisogno di parole
e sussurrano uguali parole
senza la necessità di un senso.

Il vento stizzoso dell’inverno non farà gelare
il sole astioso del tropico non farà seccare
le rose nel giardino di rose che è soltanto nostro

ma scrivo questa dedica perchè altri la leggano:
sono parole private indirizzate a te in pubblico.

THOMAS STEARNS ELIOT

Melodia

L’ineffabile melodia
riaccende sopiti desideri.
L’armonioso accordo
riconduce a istanti tramontati.
E’ un dolce turbamento
smarrirsi nella soavità
che colma l’anima
di indicibili segreti.
Il breve tocco,
il ritmo rallentato
instillano un silente dolore
e svelano fragili vanità.
Musica è abbandonarsi
nel tedio del giorno,
immergersi nell’oblio della notte,
accoglier riconoscenti
quest’oasi di pace
ove placare i sensi
perchè ogni cosa tace.

Michela Tarquini

L’arpa

Si arresta l’arpa
per incantare
vibrando nuove corde
e l’accordo compone

versi e idilli
il tempo spettatore
il ritmo e l’accento
si ascolta in silenzio

stonato il vuoto
si riempie di pianto
lo zufolo accompagna
il delicato canto

una voce fa eco
è quella del tempo
raccoglie le note
per librarle nel vento

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 1, 2010 at 07:22  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Cos’è mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perchè non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perchè ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio misurate le distanze
E guardate tra me e voi chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perchè Antonio sa volare.

SIMONE CRISTICCHI


L’attore


Eccomi solo, lontano da me stesso,
abbagliato dalle luci, la ribalta m’inghiotte
quanto mi sento  goffo nel cercare di sedurre.
Con parole non mie metto in mostra
un inutile fascino, vesto abiti non miei
e, sempre più lontano da me stesso
assumo pose clownesche, e parlo
oh quanto parlo e mi muovo
cammino, mi siedo e parlo, oh quanto parlo.
Mi paiono parole senza significato
senza un accordo, senza musica.
Ecco, improvvisa la trappola è scattata
quello che ero non lo sono più:
un nuovo personaggio mi ha sostituito.
Motteggiando e atteggiando gesti
e frasi da super uomo, cerco il consenso l’applauso
guittescamente mi protendo, la platea , muta
ascolta ed applaude, parole sì parole
ah quante parole, piene di significati
a me sconosciuti .
Così vuole il copione, l’autore
antico ma sempre nuovo
riversa frasi piene di buon senso
che la platea accoglie applaudendo
io schiavo ormai della situazione
seguito a parlare, oh quanto parlo.
Finchè il manichino che sono si trasforma
e ritorno a vedere il pubblico e sorrido.

Marcello Plavier

La mia vita

E’ virgola che il periodo spezza.
Lo amplia con cura, lo articola al meglio
finché, nel punto, il pensier non si esprima.

E’ sfogo di fonte che rivolo trova.
Lo plasma, lo accresce, lo affida alla terra
finché, nel letto, fiume diventa.

E’ acqua che l’alveo abbandona.
Lo estende, lo abiura nel tacito accordo
finché, nel suo delta, mescola idea
e, confusa, muore nella vita del mare…

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 11, 2010 at 07:30  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Un battito di ciglia

Aspetto il suono dei tuoi passi
come note di un’armonia
d’amore
intonano un canto antico
di chi attende il ritorno.

Le note si susseguono
in un accordo
senza spazio e tempo
in un bacio sospirato
in un battito di ciglia.

Frammento di tempo
che raccolgo tra le mani
ricolme di speranze
in un futuro di mimose.

Maristella Angeli

Published in: on febbraio 23, 2010 at 07:36  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,