Sulle orme di Lee Masters e di Mario (mio padre)

 
Te lo ricordi il rombo dei motori
che sfrecciavano giù per la via Emilia?
…… Con te io ritornavo adolescente
a quando, abbandonata la montagna,
mi accoglieva la fabbrica
e quell’odore d’olio e di benzina
che ti entra nel sangue
e te lo pompa al ritmo dei pistoni.
Quanto entusiasmo mettevo a dipanare
la matassa dei sogni!  E con la tuta
fresca di bucato, pedalando felice
correvo incontro al sorriso di tua madre.
E poi la guerra!  Ma in tanto dolore
il tuo vagito a riscaldarmi il cuore.
E ti ricordi quel vecchio Benelli?
Le corse in moto in aperta campagna
quando indicavo il volo degli uccelli,
le loro voci, a te che  mi guardavi
forse un poco annoiata;
tu mi sfuggivi,  ma io ti riprendevo:
“ Non si sta mai davanti al cacciatore!”
Poi… ci fermavamo a coglier ciclamini.
 .
Veloce il tempo e inesorabilmente
crescevi e ricercavi altri orizzonti.
Restavo solo, ma in cuore sapevo
che prima o poi avremmo ritrovato
più matura l’intesa.
Ma l’ ingiusto destino era in agguato:
avevo in cuore un solo sentimento:
vederti  DONNA……….mah!
scadeva lì il mio tempo!

Viviana Santandrea

Il vecchio e lo specchio

Quel Vecchio
riguarda
se stesso allo specchio.
Chi è? 
Che strano,  son’io
quel riflesso. Adesso
 io sono
lo stesso di altro
che fui che sarò
espulso da stati
di stadi più bui.
– 
Mi vedo e non sono:
la “mia”
mente è  una rima,
nel vuoto, brillante
del Sempre,
in tutt’Altro tutt’Uno.
– 
Non sente se stessa,
la mente,
clonata al casuale
consueto
corpaccio in declino di vecchio
demente,  pria
adolescente,
creato bambino.
– 
Da vincoli scevra,
vuole essere pura
la mente,
non virtuale,
né incarnata:
un continuo fiorente
in eterno gioire
di Luce.

Paolo Santangelo

La domenica

Tramutata,
contemplo
ardore svanito
nessun senso cerco nell’oggi domenica

Adolescente
un tempo ardivo
fremeva l’attesa
la domenica vestivo di sapori e
mille colori
passeggiate, sussurri corteggi
ammirata, frivola mi cullavo

Veloce come il vento
sfumava con il tramonto
spariva come l’acqua al sole
Assetata aspettavo
una nuova domenica

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 21, 2010 at 07:16  Comments (8)  
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L’amicizia

FRIENDSHIP

And a youth said, “Speak to us of Friendship”.
And he answered, saying:
Your friend is your needs answered.
He is your field which you sow with love and reap with
thanksgiving.
And he is your board and your fireside.
For you come to him with your hunger, and you seek
him for peace.
When your friend speaks his mind you fear not the
“nay” in your own mind, nor do you withhold the “ay”.
And when he is silent your heart ceases not to listen to
his heart;
For without words, in friendship, all thoughts, all
desires, all expectations are born and shared, with joy
that is unacclaimed.
When you part from your friend, you grieve not;
For that which you love most in him may be clearer in
his absence, as the mountain to the climber is clearer
from the plain.
And let there be no purpose in friendship save the
deepening of the spirit.
For love that seeks aught but the disclosure of its own
mystery is not love but a net cast forth: and only the
unprofitable is caught.
And let your best be for your friend.
If he must know the ebb of your tide, let him know its
flood also.
For what is your friend that you should seek him with
hours to kill?
Seek him always with hours to live.
For it is his to fill your need, but not your emptiness.
And in the sweetness of friendship let there be
laughter, and sharing of pleasures.
For in the dew of little things the heart finds its.

§

E un adolescente disse: parlaci dell’Amicizia. E lui rispose dicendo: Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. È la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l’amico vi confida il suo pensiero non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l’amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

KHALIL GIBRAN

L’ultima infedeltà

Dolce tristezza, pur t’aveva seco,
non è molt’anni, il pallido bambino
sbocconcellante la merenda, chino
sul tedioso compito di greco…

Più tardi seco t’ebbe in suo cammino
sentimentale, adolescente cieco
di desiderio, se giungeva l’eco
d’una voce, d’un passo femminino.

Oggi pur la tristezza si dilegua
per sempre da quest’anima corrosa
dove un riso amarissimo persiste,

un riso che mi torce senza tregua
la bocca… Ah! veramente non so cosa
più triste che non più essere triste!

GUIDO GOZZANO