Continuano a scendere i fiocchi

 
Continuano a scendere i fiocchi
fini leggeri e costanti riempiono tutto
lo spazio fuori del cielo e della terra
al di là del vetro tutto ne è compreso
è ipnotico movimento lento e continuo
Devo essere finita in una enorme palla di vetro
di quelle col paesaggino e i personaggi in basso
e tutto vuoto sopra nello spazio racchiuso a sfera
Sembrano insulse
ma poi le prendi in mano le giri
le rigiri ed ecco la magia di neve
tutto si confonde e smarrisce fra le particelle bianche
che si agitano e piano piano si depositano
Oggetti kitch per un adulto
ancora affascinanti per i bambini credo
Dev’esserci qualcuno che si diverte molto
un dio-bambino o un adulto in fase regressiva
che ha scoperto da poco il gioco e continua
a girare fra le mani la boccia di vetro nella quale
siamo immersi a vivere
– strano che non ci giri la testa –
a bocca aperta lo sguardo ebete
non si accorge o non si cura
dei danni collaterali.

azzurrabianca

Dedicato a…

Fuori dai cinque sensi conosciuti
l’ho incontrato nell’età giovanile
e con lui mi è parso
di aver sempre viaggiato.
Certo, qualche sbandata
l’ho presa anch’io
incrociando vie dedicate,
amore, silenzi, solitudini,
percorse nel sole e nell’ombra
ma niente di grave o irreversibile.

Da adulto,
percorsi umani,
di azione e di pensiero
dove la leggerezza dei passi
ascoltava l’eco del tempo,
quello andato e quello a venire.
Ma lui, ormai conosciuto dai più,
ormai abbandonato da tanti,
mi ha guidato e mi ha illuminato
in quello stretto sentiero,
sì, quello suo,
del senso della vita,
senza il quale l’andirivieni umano
non avrebbe mai avuto il giusto significato,
il gusto dolce-amaro del vivere comunque,
alla luce del Sole
e della sua amica Luna,
essendo sempre
sembrando mai.

Gavino Puggioni

L’orco

La paura la prese,
di nuovo addormentata
perché l’orco arrivò
cacciando via la fata
e l’orsetto piangeva
lacrime pure di rugiada
su una rosa bambina
non ancora sbocciata,

Quelle mani morbose
la frugavano dentro
distruggendo per sempre
ciò che c’è di più bello
quell’essenza d’amore
senza dubbio ancora acerbo
e lasciando soltanto
dolore e smarrimento,
lasciando soltanto
dolore e sgomento.

Il suo pianto squarciò
il buio della notte
quando l’orco cattivo
gettò via le coperte
e sentì una gran colpa
quando vide quel viso
tanto amato una volta
e ora tanto temuto

E passarono gli anni,
ma non finì la storia,
le rimase il ricordo
nelle pieghe della memoria,
l’aggrediva ogni notte
quell’odore di adulto,
quelle mani di orco
che uccidevano il padre.

Cosa fare allora
a chi chiedere aiuto,
se ogni giorno il dolore
si fa sempre più acuto
molto meglio fuggire
in un mondo di fate
con dei buoni papà
e bambine addormentate

Sandro Orlandi

Pace in terra

Guardo il tramonto
l’orizzonte bruciare
nella pace della sera
e m’inondo di luce
scoprendomi buono,
in pace con tutte le cose.
E vorrei lasciare il mondo
come lo intendo ora da adulto
e camminare senza passato
verso quel grande fuoco
nel sogno che tutti
possiamo incontrarci lì
travolti dall’amore
senza denaro, senza guerre
fratelli come siamo stati pensati
da un Dio
che non può non esistere
se esiste un mondo
così bello
fuori e dentro di me.

Gian Luca Sechi

Published in: on dicembre 22, 2010 at 07:47  Comments (6)  
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