Ex voto

Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.
Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
puó darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

EUGENIO MONTALE

Sonetto dell’amore totale

SONETO DO AMOR TOTAL

Amo-te tanto, meu amor … não cante

O humano coração com mais verdade …

Amo-te como amigo e como amante

Numa sempre diversa realidade.

Amo-te afim, de um calmo amor prestante

E te amo além, presente na saudade.

Amo-te, enfim, com grande liberdade

Dentro da eternidade e a cada instante.

Amo-te como um bicho, simplesmente

De um amor sem mistério e sem virtude

Com um desejo maciço e permanente.

E de te amar assim, muito e amiúde

É que um dia em teu corpo de repente

Hei de morrer de amar mais do que pude.

§

Ti amo tanto, amore mio …
non canti il cuore umano
con maggiore verità ….

Ti amo come amico e come amante
in una sempre diversa realtà.
Ti amo per affinità,
di un quieto amore prestante
e ti amo al di là,
presente nella nostalgia.

Ti amo, infine, con grande libertà
per l’eternità e a ogni istante.
Ti amo come un animale, semplicemente
di un amore senza mistero e senza virtù
con un desiderio massiccio e permanente.

E amandoci così, molto e sempre
un giorno nel tuo corpo all’improvviso
morirò per aver amato più di quanto ho potuto.

MARCUS VINICIUS DE MORAES

Tutto è poesia, purché lo si creda

Sonorità disarmoniche
ho ascoltato,
parole arcaiche
senza affinità
predicati plurali che a braccetto
tenevano soggetti singolari
e un concetto, se c’era, era celato
nell’inespresso complemento oggetto.
Disorientati i verbi transitivi
non transitavano
come sospesi
accanto ad aggettivi
privi dei relativi sostantivi.
Tutta una macedonia letteraria
di frutti pizzicati qua e là
per un mix di poesia campata in aria
con qualche accento di liricità.

Viviana Santandrea