XII° Trionfo: l’Appeso

 
Passaggio a livello
.
Ghigliottina di un volo,
decollato col fischio
del Capostazione.
La gola non scorda
quell’ultimo afflato,
le bustine di fiele
nel caffè del mattino.
.
Resta solo un nonnulla,
un rimpianto inghiottito
di chi senza dire
è già corso via.
.
E un’immagine muta
io e te, lungo il fiume
seduti sull’alba
intorno noi stessi,
a domandarci frammenti
di una vita ignorante,
che non sapeva
e che ancora non sa.
.
Ora in tasca ho trovato
un tuo sogno spezzato
che una notte distratta
devi avermi prestato.
Vedi, è un po’ stropicciato.
Senza me non vivrebbe.
Ma prima che perda
del tutto i colori,
ne seguo i contorni
di bizzarro aquilone,
mi lego al suo volo
e ti vengo a cercare;
e sarà il nuovo seme,
e sarà ancora il sogno
che tra le tue dita
riposerò.

Flavio Zago

Promessa mancata


Non potere
fare a meno di te:
il tuo afflato adombra
compensa e, senza,
la mia vita è . . . vuota.
Magico intimo il mio,
il tuo io sono io: mi  piaci.
Formiamo la famiglia.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Con quell’auto
infame,  l’incapace
traversò d’improvviso,
oltre lo stop . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ancòra t’amo,  soffri.
Son sempre accanto a te,
come non mai.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Tempo.  Cambiato:
più non mi porti
con gli amici,  più non mi guardi,
mentre dici:  “sei molto bella”.
Non capisco che càpita
ora,  se t’amo ancòra.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Abulico,  aspetti,
non so che cosa.
Hai di niente più voglia,
anche se, dopo l’occorso,
mi sembri ancor più bello.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Questo strano Fato
stanca:
il tuo interesse è vòlto
ad altre cose,
altri lidi,  altre
stordìte compagnie.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dopo tutti quest’anni,
ora mi lasci
perdi,  per gli “amici”,
i momenti felici.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Adesso a casa, sola,
ricordo la passione complice
nei nostri sguardi e amplessi.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Mi ritorna in mente la sera,
quando, andando a letto,
toglievi la pròtesi,
della gamba perduta. . .

Paolo Santangelo

Di lui


Di lui io so soltanto
che abbiamo respirato
lo stesso afflato
in questo mare blu.
Ora di lui si dice: “Fu…”.
Ma
verrà a posarsi ancora
tra i petali dell’anima
l’anima sua leggera
come ali di farfalla.
Ché qual ne sia la meta
è questo quel che resta
d’ognun che in vita e in morte
è stato, ed è! Poeta.

Armando Bettozzi

Omaggio a Claudio

Published in: on Maggio 13, 2010 at 07:11  Lascia un commento  
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