Vi assolvo

 
Uomini degni
che alzerete la testa
dalle miserie del globo
voi disperati frutti della terra
che abbatterete le porte del sopruso
sollevandovi schiavi in armi
dal fango delle strade
dai campi sommersi di rifiuti
e dalle tavole marce dei barconi
gettando le odiose catene
in faccia al nemico di sempre
Io vi assolvo fin d’ora
per il vostro sacrilegio di sangue
e per ogni santo regicidio
Vi assolvo per quando
li rovescerete dai loro scranni
questi laidi e fetidi usurai
con le loro avide consorterie
che scommettono sulla nostra pelle
questi allibratori di morte
che avvelenano la Terra
e che giocano alle guerre
perché tanto il banco vince sempre
questi ladri di futuro
sanguisughe con nome e cognome
che si nascondono
sotto l’alibi del  mercato
e arricchiscono nell’ombra
vendendo anche ciò che non è loro
questi  imbonitori da circo
che inventano leggi scuse e monete
con tutti i loro politici lacchè
arroganti e impostori
maledetti per sempre
a marcire all’inferno
Io giustifico in pieno
la vostra vindice furia
e la sete di giustizia
che li spazzerà dalla storia
e plaudo a chi inciderà
la loro libbra di carne
perché paghino finalmente
il debito che hanno con l’umanità
Io vi assolvo fin d’ora
dalla colpa di non avere colpe
e dal peccato di sperare ancora
con mani pure di rabbia
in un mondo migliore di questo

Il Temporeggiatore

Divorzio

 
Scimmia curiosa, se l’umano ha voglie,
a volte, di cambiar la propria moglie.
.
Ma è già a riposo, in abito disfatto
dal declino incipiente che esorcizza
solo con i bordelli e gli stravizi.
.
Se “un migliore”, per lui, ha sovvertito,
le regole del gioco, il consentito
nella “sua società”, ora anche lui
attirato vuole cambiar vestito.
.
Condanna? Infatti spunta come un fungo
all’improvviso, dopo un acquazzone,
l’alibi: quel ricercar l’identità
smarrita . . . contrastata . . . una conquista
di un’altra donna da sposar di nuovo . . .
possibilmente con vent’anni in meno,
molto più giovane (una sfida col sé):
FREUD si rivolterebbe nella tomba
di pietra e riderebbe, sganasciando.
.
Ora la propria donna è lisa, troppo
cotta, carezze e tenerezze troppo
ha dato: ai figli ora adulti insieme
a “lui” han superato ore tristi,
ore allegre, le solite amarezze.
Ora non “serve” più, cambiando vita.
.
E vola, vola e va per altri lidi,
godendo ciò che può e fino a quando
si accorgerà d’esser rimasto solo.
.
Se nasce un altro figlio fa da nonno,
mentre i giovani, squali, stanno attorno
alla neo mogliebimba e, se va bene,
aspettano che muoia.

Paolo Santangelo

Vecchie e nuove realtà

Ci siamo persi in un mondo di cristallo
dai risvolti rosati quando canta il gallo,
turchini quando sale la luna.

E persi fiori dolorosi sulla parete
schizzata di colori di sangue
mista a sabbia del deserto.

Non c’è pace tra gli ulivi,
né respiro giocoso di vento
né voglia di festa sulla strada.

Camminiamo a testa china
scivolando sulla ghiaia del rimorso
senza alibi per reagire.

La via della redenzione
non è più il nostro pane,
appartiene a chi cavalca il mare
portando la croce del proprio vivere.

Lorenzo Poggi

Pace e guerra

Giornate di un inverno come tanti, ma
c’è nell’aria quasi un gelo di attesa
pur nell’assaggio del tiepido sole;

qua e là finestre spoglie di fioriere
sfoggian le tinte dell’arcobaleno:
Pace! E’ l’eloquente coro silenzioso

che fiorisce spontaneo e si nutre
dell’illusione, via via che s’accresce,
di punger le coscienze dei potenti.

PACE! Parola lieve e chiara
come acqua di lago, semplice
in sé come un cuore bambino,
così spesso farcita di retorica.

PACE e GUERRA! L’una dell’altra alibi!

GUERRA! Parola greve troppe volte
volutamente usata con freddezza
senza fermarsi a coglierne l’orrore.

Terra! Da sempre qualche uomo transitando
Ha preteso d’importi la sua Pace
Mentre ti denudava con la Guerra!

Viviana Santandrea

…Chissà quando

D’incanto m’appare nel vento
l’inquietudine dei tuoi occhi
Prorompono taciute le bugie
e il tuo Romeo
con gli stivali da Ussaro
come un alibi compiuto
per non morire

– ilari risate carezze pazzie –

Ti vedo rovistare
le mie carte
il mio cuore
fra i violini tzigani
e un certo pizzicore

E tu
certamente dimentica
inconsapevole amore
chissà quando
precipitando
mi chiamerai

Silvano Conti

Published in: on febbraio 14, 2011 at 07:15  Comments (2)  
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Il dio nudo


È nudo il mio dio canta nei fiumi
e si gode il mattino,
non medita vendette contro nessuno
non si aspetta il tuo baciamano.
Non ama le liturgie
non merita finti applausi
e colossali bugie, non s’arma
d’eserciti in velluto e di rappresentanza,
non ha preteso ferro e fuoco
nel suo nome vilipeso dalle spade.
È nudo il mio dio
non  si nasconde dietro precetti
dogmi  sacramenti  miracoli in prima serata.
Il mio dio è nudo
non ha particolari talenti, molti sentimenti
e si muove nel vento
così ogni uomo può sentirlo.
Il mio dio è  nudo
non ha alibi per i mali del mondo
ci crede uguali agli uccelli e ai sassi
è nudo il mio dio
non ha eternità che non sia
questo eterno presente
è caldo è freddo è luce è buio,
è quello che voglio nel  momento in cui scelgo
tra il bene ed il male quello che mi rende migliore.
È nudo il mio dio
non conosce oro che non sia grano
è dal legno storto dell’ulivo
che si è fatto uomo e dolore
gioia e penitenza
energia e pazienza
paura e sgomento
non promette niente di buono
nemmeno il perdono
che è ricerca continua
e perdita amara.

Maria Attanasio

Like a rolling stone

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn’t you?
People’d call, say, “Beware doll, you’re bound to fall”
You thought they were all kiddin’ you
You used to laugh about
Everybody that was hangin’ out
Now you don’t talk so loud
Now you don’t seem so proud
About having to be scrounging for your next meal.
How does it feel
How does it feel
To be without a home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You’ve gone to the finest school all right, Miss Lonely
But you know you only used to get juiced in it
And nobody has ever taught you how to live on the street
And now you find out you’re gonna have to get used to it
You said you’d never compromise
With the mystery tramp, but now you realize
He’s not selling any alibis
As you stare into the vacuum of his eyes
And ask him do you want to make a deal?
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns
When they all come down and did tricks for you
You never understood that it ain’t no good
You shouldn’t let other people get your kicks for you
You used to ride on the chrome horse with your diplomat
Who carried on his shoulder a Siamese cat
Ain’t it hard when you discover that
He really wasn’t where it’s at
After he took from you everything he could steal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
Princess on the steeple and all the pretty people
They’re drinkin’, thinkin’ that they got it made
Exchanging all kinds of precious gifts and things
But you’d better lift your diamond ring, you’d better pawn it babe
You used to be so amused
At Napoleon in rags and the language that he used
Go to him now, he calls you, you can’t refuse
When you got nothing, you got nothing to lose
You’re invisible now, you got no secrets to conceal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

§

COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

Una volta ti vestivi così elegante

gettavi una monetina ai pezzenti nella primavera dei tuoi anni, non è vero?

la gente ti chiamava dicendo “Attenzione piccola, stai per arrivare al tramonto”

Tu credevi che si prendessero gioco di te

ed eri solita ridere di tutti quelli con cui stavi

Adesso non parli più a voce alta

ora non sembri così orgogliosa

di dover scroccare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente

come ci si sente

a non avere una casa

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Tu hai frequentato le migliori scuole, Signorina Solitaria,

ma ne hai imparato solo il succo

e nessuno ti ha mai insegnato come vivere in strada

ed ora scopri che devi abituarti alla situazione

Hai detto che non sei mai scesa a compromessi

con il misterioso vagabondo, ma ora comprendi

che non ti sta concedendo alcun alibi

mentre tu guardi nel vuoto dei suoi occhi

e gli chiedi ‘vuoi fare un affare’?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Non ti sei mai guardata intorno per vedere le espressioni accigliate

sulle facce dei giocolieri e dei clown

quando venivano giù e ti facevano gli scherzi

non hai mai capito che non era una cosa bella

non hai mai lasciato che altre persone si prendessero i calci destinati a te

eri abituata ad andare a spasso sul cavallo cromato con il tuo diplomatico

che portava sulle spalle un gatto siamese

non era duro scoprire

che lui non era dove diceva di essere

e dopo prendeva tutto ciò che poteva rubarti?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

La principessa sul trono e tutta la bella gente

sta bevendo e pensando che è merito suo

se ci si scambia cose preziose e doni

ma è meglio che tu tiri fuori il tuo anello di diamanti, piccola, e che lo impegni

Eri così divertita

dal Napoleone vestito di stracci e dal linguaggio che usava…

va da lui ora, ti chiama, non puoi rifiutarti

quando tu non hai nulla, non hai nulla da perdere

sei invisibile ora, non hai più segreti da nascondere

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

BOB DYLAN

Tendenza

In questo campo fitto di candele
(e ciascuna s’affanna a prevalere)
un vento spira da scaturigini ignote:
correre, sorpassare, sopraffare…
sulle rive abbrunite del traguardo
quando si prelude mutamento
dello stato concreto a vento freddo,
la preda ammanettata si dibatte
sulla sabbia frusciante di memorie
che escono dalle intercapedini
del tempo, e allunga il verso
apparecchiando passi dove il tonfo
è l’unico alibi che conta.
Il libro può essere consultato,
ma soltanto l’orme sulla sabbia
rimaste nell’archivio del deserto.

Giuseppe Stracuzzi

…Alibi

Alibi
stringono la mano
: si presentano bene
: sono convincenti…
: ci sanno fare.

Impossibile
chiudergli la porta
in faccia
: li faccio entrare…

Ma subito
ho uno scatto d’orgoglio
e mi riscatto.

Li chiudo dentro.

Esco.

Silvano Conti

Published in: on maggio 7, 2010 at 07:37  Comments (5)  
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