Buon compleanno!

Tienimi la mano
non lasciarmi mai solo
che ne farei dei miei pensieri
senza il tuo aiuto
E’ grazie al tuo alito caldo
nelle fredde notti del cuore
quando la vita diventa nemica
e lottare sembra vano
che ritrovo quel che sono
Resta con me dunque
signora poesia
amica sincera di sempre
accompagna ancora
paziente e saggia
questo tuo vecchio amante
fino in fondo alla via.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 18, 2012 at 07:09  Comments (15)  
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Sole

Sole scalda il mio cuore
che ha freddo
scalda parole
che non riesco più a dire
scalda l’aria
che ha alzato nebbie grige
riempi di colori
sensazioni
che non riesco più ad afferrare
illumina il mio viso
rigato di lacrime
asciugale, soffia
un alito di primavera
sciogli le porte di ghiaccio
apri finestre frantumate
illumina la strada da percorrere.

Maristella Angeli

Le ali di un angelo

Avevo scolpito una statua di dolore,
freddo come quel marmo il mio cuore.
Solo pensieri e interminabili silenzi,
notti di luna senza poesia e dolcezza,
stelle che schegge di felicità sembravano.
Frammenti di una sola stella distrutta.
Davanti a lei passai i giorni e gli anni,
lucida di lacrime su di lei versate.
Dal buio dei pensieri spuntò un angelo,
con le sue ali l’anima mia avvolse,
a se la strinse e la portò in volo, a lei
mostrò un cielo dimenticato da tempo.
Restarti accanto, disse, voglio per sempre.
Mai è per sempre, guardati intorno.
Volerai lontano al primo alito di vento
Che avverso soffierà su di noi.
-Se è questo che temi apri il tuo cuore-
Tagliò le sue ali e le pose ai miei piedi.

Claudio Pompi

Tra le mani il cielo

 
Frammenti di cristallo
a disegnare il tempo
nelle mattine gelide
nell’alito caldo di sogni
.
e la musica alla radio
gli occhi pungenti
le poesie che soffiano
parole all’orecchio
.
mani strette
a sfidare i giorni
mentre la vita corre
e mi viene contro
.
il cielo è addosso
come una pelle
trame di follia
nei passi delle nuvole

astrofelia franca donà

Sulla strada di Betlemme

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.

E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

BORIS LEONIDOVIČ PASTERNAK

Riflessi…nel mare

I raggi della luna
riflessi nel mare,
rubano le stelle
che costellano il cielo

Il vento soffia
col suo alito lieve,
e increspa le onde
con la spuma soave

La massa azzurra
va verso la spiaggia,
s’espande e s’infrange
contro la sabbia:
il gioco perpetuo
dei movimenti
m’incanta , per ore,
a guardar gli elementi

La natura è fantastica
nelle sue espressioni,
mi cattura e m’induce
a riflettere …
con meditazione

Ciro Germano

Published in: on novembre 5, 2011 at 07:05  Comments (5)  
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Da grande

 
Avevo ben fretta
di crescere
bruciare tutti quei giorni
che parevano infiniti
ed inutili
ed ora sono
così grande
talmente grande
da non poter più stare
in una goccia di pioggia
in un riflesso di sole sul mare
in un alito di vento
semplicemente
troppo grande
per un piccolo sogno.

Gian Luca Sechi

Published in: on settembre 14, 2011 at 07:07  Comments (3)  
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Coma

Immobile è lo sguardo
Occhi fissi nel vuoto
ravvisano ciò che il mondo
non coglie, percepiscono
l’infinito dello spazio.

Tra le spire della mente
In una lontana dimensione
si è nascosta la ragione
sospesa fra terra e cielo
In un vortice di emozioni.
Solo la macchina oscilla
ininterrottamente in ugual misura
segna sullo schermo linee
che denotano la vita
quale vita?
Quella del dolore
della completa empatia
in quel essere inerme

Un piccolo palloncino
gonfia la sua membrana
si riempie di parole non dette
di pensieri non espressi
di sospiri fatti di emozioni
di vita piena, troncata all’improvviso
da un alito di vento.

Gianna Faraon

L’anno che verrà

Sta per giungere la mesta fine di un anno
che uguale agli altri è stato.
Nato deforme con le speranze svanite,
le promesse non mantenute,
le guerre, i soprusi, gli inganni del precedente
ha ereditato.
A lui ubriachi ed ebeti abbiamo brindato
tra sorrisi e parole, tra fuochi d’artificio
subito spenti.
Abbiamo sollevato calici colmi e subito
tracannati, infranti li abbiamo maledicendo
il morente.
Domani sarà diverso! Abbiamo gridato.
Ci siamo svegliati col fragore di bombe,
di morti bianche, di follie antiche e ripetute.
Abbiamo brindato e sognato la pace.
Ci siamo ingannati per un momento,
per lasciare alle spalle il peso del vivere,
per una notte via ogni tormento.
Per una notte, per quella notte, dimenticare
è dovere.
Al diavolo i conflitti dimenticati! È festa!
Al diavolo chi è senza lavoro, senza speranza.
Al diavolo quel bambino nato e abbandonato,
quella donna violentata, i veleni nascosti.
Al diavolo i vecchi al loro destino lasciati,
che sentano pure il rintocco della mezzanotte
soli in un letto.
Suvvia! Siamo ottimisti, almeno per una notte!
Indossiamo l’intimo rosso che toglieremo
per un momento di sesso prima di dormire
dell’alba a ridosso gonfi di spumante
e di alito fetente
È festa…
L’anno nuovo verrà con una promessa certa,
sarà come il passato,
quello che avremmo voluto morto e sotterrato.

Claudio Pompi

Parole perse

Dove saranno finite
tutte le parole
che mi sussurravi?
E le promesse ed i progetti
su quali spiagge
si saranno arenate?
Che buffa la vita
e come dolorosi i ricordi!
Fischietti indifferente,
a volte,
quasi a voler dimenticare il passato.
Ma le carezze antiche
ti riportano il tatto ed il calor della pelle
che le tue mani
avrebbero distinto tra mille altre mani.
E nel buio della notte
senti un alito sul tuo collo
ed un respiro intenso e sofferto
che ti sussurra qualcosa
che inutilmente cerchi di ascoltare,
che disperatamente non riesci a capire.

Salvatore Armando Santoro