Il desiderio

Io non invidio ai vati

Le lodi e i sacri allori,

Nè curo i pregi e gli ori

D’un duce o d’un sovran.

Saran miei dì beati

Se avrò il mio crine cinto

Di serto vario-pinto

Tessuto di tua man.

Saran miei dì beati

Se in mezzo a bosco ombroso

Il volto tuo vezzoso

Godrommi a contemplar.

Che bel vederci allora

Mille cambiar sembianti,

E direi: O cori amanti,

Cessate il palpitar!

NICCOLÓ UGO FOSCOLO

Published in: on febbraio 18, 2012 at 06:53  Comments (2)  
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Vieni con me!

KOMM MIT!

Mußt dich aber eilen
Sieben lange Meilen
Mach ich mit jedem Schritt.
Hinter Wald und Hügel
Steht mein rotes Roß.
Komm mit! Ich fasse die Zügel
Komm mit in mein rotes Schloß.
Dort wachsen blaue Bäume
Mit goldenen Äpfeln dran,
Dort träumen wir silberne Träume,
Die kein Mensch sonst träumen kann.
Dort schlummern seltne Genüsse,
Die noch kein Mensch genoß,
Unter Lorbeern purpurne Küsse
– Komm mit über Wald und Hügel!
Halt fest! Ich fasse die Zügel,
Und zitternd entführt dich mein rotes Roß.

§

Devi affrettarti però –

sette lunghe miglia

io faccio ad ogni passo.

Dietro il bosco ed il colle

aspetta il mio cavallo rosso.

Vieni con me! Afferro le redini –

vieni con me nel mio castello rosso.

Lì crescono alberi blu

con mele d’oro,

là sogniamo sogni d’argento,

che nessun altro può sognare.

Là dormono rari piaceri,

che nessuno finora ha assaggiato,

sotto gli allori baci purpurei –

Vieni con me per boschi e colli!

tieniti forte! Afferro le redini,

e tremando il mio cavallo ti rapisce.

HERMANN HESSE

Published in: on giugno 19, 2011 at 07:02  Comments (2)  
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Cinema all’aperto

Ci fa, la luna, poveri e belli.
Tutto sfuma, e sembra miele il fianco tuo nudo
ogni carezza
è un peso di bilancia sul corno della mezza
la cetra pizzicata dal vento
la pavona, che cerca la sua coda tzigana.

Si, la luna
fa innamorare pietre e cortili
e poi gli allori, riversi
come gente che prende il mare ai piedi.
Sgomitola le corse dei tram
che pare neve, quella sui vetri vuoti di gente;
è un calabrone
il metronotte bici da donna
carta in mano, tra le serrande il dito d’amore
e poi via andare.

Massimo Botturi

Sconfitta

Sconfitta mia Sconfitta, mia solitudine e riservatezza
tu sei a me più cara di mille trionfi,
e più dolce al mio cuore di tutta la gloria del mondo.

Sconfitta, mia Sconfitta, mia consapevolezza e sfida,
attraverso te so che giovane sono sempre e col piè veloce
e che non resterò intrappolato da allori destinati ad avvizzire.
E in te ho ritrovato una distaccata riservatezza.
e la gioia di essere evitato e disprezzato.

Sconfitta, mia Sconfitta, mia splendente spada e scudo
nei tuoi occhi ho letto
che essere collocato sul trono è come essere fatti schiavi,
e che essere compresi è essere rimpiccioliti,
e che essere colti non è che arrivare a pienezza e
come un frutto maturo cadere ed essere consumati.

Sconfitta, mia Sconfitta, ardita mia compagna,
tu udrai i miei canti e i miei pianti e i miei silenzi,
nessun altro, tu sola mi parlerai di battiti d’ali,
e di gonfi oceani
e tu sola salirai sulla mia ripida  e rocciosa anima.

Sconfitta, mia Sconfitta, mio immortale coraggio,
tu ed io rideremo insieme con la tempesta,
e insieme scaveremo tombe, per tutto quanto muore in noi,
e ci ergeremo nel sole col nostro fermo volere,
e saremo per tutti di rischio e pericolo.


Marcello Plavier

in onore a Kahlil Gibran
mio grande compagno di viaggio

Sconfitta

DEFEAT

Defeat, my Defeat, my solitude and my aloofness;
You are dearer to me than a thousand triumphs,
And sweeter to my heart than all worldglory.

Defeat, my Defeat, my self-knowledge and my defiance,
Through you I know that I am yet young and swift of foot
And not to be trapped by withering laurels.
And in you I have found aloneness
And the joy of being shunned and scorned.

Defeat, my Defeat, my shining sword and shield,
In your eyes I have read
That to be enthroned is to be enslaved,
And to be understood is to be levelled down,
And to be grasped is but to reach one’s fulness
And like a ripe fruit to fall and be consumed.

Defeat, my Defeat, my bold companion,
You shall hear my songs and my cries and my silences,
And none but you shall speak to me of the beating of wings,
And urging of seas,
And of mountains that burn in the night,
And you alone shall climb my steep and rocky soul.

Defeat, my Defeat, my deathless courage,
You and I shall laugh together with the storm,
And together we shall dig graves for all that die in us,
And we shall stand in the sun with a will,
And we shall be dangerous.

§

Sconfitta mia Sconfitta, mia solitudine e riservatezza
tu sei a me più cara di mille trionfi,
e più dolce al mio cuore di tutta la gloria del mondo.

Sconfitta, mia Sconfitta, mia consapevolezza e sfida,
attraverso te so che giovane sono sempre e col piè veloce
e che non resterò intrappolato da allori destinati ad avvizzire.
E in te ho ritrovato una distaccata riservatezza.
e la gioia di essere evitato e disprezzato.

Sconfitta, mia Sconfitta, mia splendente spada e scudo
nei tuoi occhi ho letto
che essere collocato sul trono è come essere fatti schiavi,
e che essere compresi è essere rimpiccioliti,
e che essere colti non è che arrivare a pienezza e
come un frutto maturo cadere ed essere consumati.

Sconfitta, mia Sconfitta, ardita mia compagna,
tu udrai i miei canti e i miei pianti e i miei silenzi,
nessun altro, tu sola mi parlerai di battiti d’ali,
e di gonfi oceani
e tu sola salirai sulla mia ripida  e rocciosa anima.

Sconfitta, mia Sconfitta, mio immortale coraggio,
tu ed io rideremo insieme con la tempesta,
e insieme scaveremo tombe, per tutto quanto muore in noi,
e ci ergeremo nel sole col nostro fermo volere,
e saremo per tutti di rischio e pericolo.

KHALIL GIBRAN

Meglio non sapere


Meglio non sapere
mettersi le gambe in spalle ed andare
seguendo rotaie mentali
cercando amori già finiti
da collezionare come impedimenti
alle felicità possibili da archiviare
tra i ricordi.
Meglio non sapere
ma non dormire sugli allori mai
cavarsi il sangue se serve
mettersi genuflessi sui ceci
a pregare l’infinito che diventi
consistenza tipo manna dal cielo
che ci sfami che ci rallegri
come una risata inattesa
come sorpresa come cascata nel deserto
fuori e dentro.
Meglio non sapere
continuare a parlare e riempire
silenzi imbarazzanti in cui potrei anche
rinascere e non morire,
scoprirmi attesa e arresa ad una tregua
accettabile in giornata
dalla mia stessa vita,
magari fuori c’è il sole
ed io ci metto la pelle
appena appena scoperta,
e metto gocce nell’acqua,
medicina per ritrovare la memoria
di me che pure ridevo spesso
anche di quello che non capivo
però mentivo poco allora
ed un po’ mi divertivo.

Maria Attanasio