Gesto

Non è vero che non successe nulla
quando tirasti fuori la mano dalla tasca
e a braccio teso tagliasti l’aria
da sinistra a destra
dall’alto verso il basso
successe che a braccio teso
tagliasti l’aria
e ciò ebbe il suo peso
l’aria non è più come prima
è tagliata.

BARTOLO CATTAFI

Published in: on maggio 9, 2012 at 07:38  Comments (10)  
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Ali all’altezza del cuore

 
Restare in questo stato
d’animo sospeso
leggerezza del respiro
attrazione all’alto
sensazione di non avere
più piedi
ma ali
all’altezza del cuore
.
restare in questa sensazione
.
il più a lungo possibile
.
dilatare il tempo
.
l’assenza di gravità
.
così si fugge dalla dura
legge della terra
dal qui e ora e ogni giorno
.
si allarga come nuvole
come zucchero filato
su cui una fata
poggia la punta
del piede e lascia
l’impronta
.
questa orma o
la sua ombra
è la traccia che lasciano
le mie dita sul foglio
sono le mie parole
accanto alle tue

azzurrabianca

Le mie mani odorano

 
Le mie mani odorano
ancora di verde
di pomodori e giuggiole.
Sono stati qui
con la loro rotondità
nel convesso del palmo
che trova la misura
giusta per ciascuno:
il grande, il piccolo
la manciata.
Sono stata china
il volto verso terra
a cercarne fra il verde odoroso
gli ultimi rossi e sodi.
Ho teso le braccia verso l’alto
nelle fronde colme di verde
e ruggine allungandomi.
Prendimi terra
Prendimi cielo
Sono vostra
questa è oggi la mia
religione da ginnasta.

azzurrabianca

Al mio funerale

Vi guarderò dall’alto di mura
vestirmi di tunica bianca
e spargere fiori sul ricordo di me.

Qualcuno scolpirà una pietra
con parole infinite:
qui giacciono le spoglie mortali
di uno dei tanti
che provò a vivere
senza riuscirci.

Adesso che provo a morire
sol le cicale zittiscono,
è un mestiere nuovo
tutto fatto di passato
tutto fatto di lasciato.

Se qualcuno raccoglierà
le foglie d’idee sparse su carta
non sarò morto invano.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 15, 2011 at 06:57  Comments (7)  
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X Agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido
l’uccisero: disse: “Perdono”;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano invano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

GIOVANNI PASCOLI

Il tempo che passa


L’orologio scandisce impietoso,
osservando dall’alto
come un paziente avvoltoio,
lo scorrere del nostro cammino.
Le stagioni si ripetono incalzanti,
succhiando gli anni
delle idee e delle voglie,
l’accomodarsi in poltrona
seppellendosi sazi,
la vita che torna
per il vociar dei bambini,
la vecchiaia che incombe
guastando la macchina,
la mente e la voce
che non si capacitano
come possa finire
l’infinito che è in noi,
cercando nell’anima
l’immortalità.

Lorenzo Poggi

Vivere per sempre

Voglio
In alto librarmi
Verso il cielo
E varcare lo spazio
Remoto, nero
E sconosciuto

………………………… Perdermi assorbito
………………………… Entro l’ interno estremo:
………………………… Riuscito fine

Sentire oltre lo schermo
Esterno del pianeta
Madre di Terra:
Piccolo grànulo
Rùvido di quark
Espanso . . . all’infinito.

Paolo Santangelo

Published in: on maggio 10, 2010 at 07:29  Comments (9)  
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