Lentiggini

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Che forti quei barlumi

colore giallobruni

di ancelle sulle cuti.

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Sandro Sermenghi.

Published in: on gennaio 12, 2012 at 07:29  Comments (5)  
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Non posso scordare dove vanno i gabbiani

C’è chi getta un pezzo d’infinito
in mezzo alla stanza per fare rumore.
C’è chi si pavoneggia con un manto di stelle
 o chi si rimira allo specchio
 con lo scialle d’argento della cometa.

C’è chi s’accontenta di ruscelli e papaveri
e chi ascolta, scrivendo, il canto di uccelli.
C’è poi il respiro del mare,
e lo scoglio avvolto da schiuma
circondato da ancelle con ali bianche 
e la voce sgraziata.

Io no. Non mi accontento.
Non posso scordare dove vanno i gabbiani.
Né ritagliare un po’ di cemento
per asciugare le lacrime.

Lorenzo Poggi

Impressioni

 
I banchi del mercato colorati
I fiori che si vendono sono stati traditi
E la bellezza effimera dei bulli di periferia
Gli avambracci scoperti e tatuati
Coi  sogni di viaggi mai fatti
E il Polo Sud è un’idea stramba
Per chi non ama l’avventura
E non farà mai nulla di così scontato
Da meritare funerali di stato
O lacrime stagionali
Come gelsomini oppure il glicine
Che non vuol  crescere sul  mio balcone
E c’è uno spreco di sogni
Anche nel mio nome
Se nulla è stato visto di quello che ho fatto
Quando innamorato cercavo spiagge
Di pietra lavica e sognavo ancelle
E bevevo alla sorgente con le mani a bicchiere
Senza sapere che potevo morire a vent’anni
Nel sudore di un’uniforme
Senza nemmeno il tempo di un pensiero
Come il Piero di una canzone
Che insegno ai figli
Per farli guarire.

Maria Attanasio

Regina di quadri


Ma re di quale
sterile scettro
sei,
se ancora vai
chiedendo
al mondo
qual è mai
l’oscura nobiltà
di una lacrima sola,
che pur
non agghindando
stole ermelline,
pur non fluendo
sangue cobalto,
e pur senza ancelle
a sostenere
il madido strascico,
incoroniamo
sovrana
d’emozioni?

Flavio Zago

Published in: on ottobre 22, 2010 at 07:34  Comments (9)  
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