Balada para los poetas andaluces de hoy

¿Qué cantan los poetas andaluces de ahora?
¿Qué miran los poetas andaluces de ahora?
¿Qué sienten los poetas andaluces de ahora?

Cantan con voz de hombre, ¿pero dónde están los hombres?
con ojos de hombre miran, ¿pero dónde los hombres?
con pecho de hombre sienten, ¿pero dónde los hombres?

Cantan, y cuando cantan parece que están solos.
Miran, y cuando miran parece que están solos.
Sienten, y cuando sienten parecen que están solos.

¿Es que ya Andalucía se ha quedado sin nadie?
¿Es que acaso en los montes andaluces no hay nadie?
¿Qué en los mares y campos andaluces no hay nadie?

¿No habrá ya quien responda a la voz del poeta?
¿Quién mire al corazón sin muros del poeta?
¿Tantas cosas han muerto que no hay más que el poeta?

Cantad alto. Oiréis que oyen otros oidos.
Mirad alto. Veréis que miran otros ojos.
Latid alto. Sabréis que palpita otra sangre.

No es más hondo el poeta en su oscuro subsuelo encerrado
Su canto asciende a más profundo
Cuando, abierto en el aire, ya es de todos los hombres.

§

BALLATA PER I POETI ANDALUSI DI OGGI

Che cantano i poeti andalusi di oggi?
Che cantano i poeti andalusi di oggi?
Che cantano i poeti andalusi di oggi?

Cantano con voce d’uomo,
Ma dove sono gli uomini?
E con occhi d’uomo guardano,
Ma dove sono gli uomini?
Con cuore d’uomo sentono,
Ma dove sono gli uomini?

Cantano, e quando cantano sembra che siano soli
Guardano, e quando guardano sembra che siano soli
Sentono, e quando sentono sembra che siano soli
Che cantano i poeti, i poeti andalusi di oggi?
Che guardano i poeti, i poeti andalusi di oggi?
Che sentono i poeti, i poeti andalusi di oggi?

E quando cantano, sembra che siano soli
E quando guardano, sembra che siano soli
E quando sentono, sembra che siano soli

Ma dove sono gli uomini?

Forse che l’Andalusia è rimasta senza più nessuno?
Forse che sui monti andalusi non c’è più nessuno?
Nei campi e nei mari andalusi non c’è più nessuno?

Non ci sarà più nessuno a rispondere alla voce del poeta,
A guardare al cuore senza muri del poeta?
Così tante cose sono morte, che non c’è più altri che il poeta

Cantate alto, sentirete che altri orecchi sentono
Guardate alto, vedrete che altri occhi guardano
Gridate alto, saprete che palpita altro sangue

Non è più sommerso il poeta, rinchiuso nella sua buia fossa
Il suo canto sale a qualcosa di più profondo
Quando è dischiuso nell’aria da tutti gli uomini

E allora il suo canto è di tutti gli uomini
E allora il suo canto è di tutti gli uomini
E allora il suo canto è di tutti gli uomini
E allora il suo canto è di tutti gli uomini.

RAFAEL ALBERTI                       (Musica degli Aguaviva)

Published in: on aprile 2, 2012 at 07:41  Comments (3)  
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Mi hanno appuntato un bel nastrino al collo

Dal buio, al rosso, improvviso,
bagliore del sole negli occhi:
finalmente libero!
Corro a più non posso nel grande spiazzo.
*
Ma è uno spiazzo strano, non un filo di erba,
ma solo terra gialla, ocra. Non quell’erba
di ieri della prateria grande,
non alberi in distanza,
non più giochi a rimpiattino
con i muchachos che gridavan tutti:
“aha toro”, piroettandomi intorno.
*
Mi hanno appuntato al collo
un bel nastrino, della fattoria dove son nato,
che, a dir la verità, mi brucia un poco.
*
In questo strano spiazzo oggi scappano tutti,
sembrano matti,
al mio arrivo di corsa: la prima picconata,
dall’alto di un cavallo, a tradimento,
mi esangue, è il mio tormento, all’improvviso
mi scemano le forze sui ginocchi e cado.
*
Annebbiato, vedo tutto sfocato adesso
tutto sembra ballarmi intorno
e quando mi difendo attaccando,
batto solo con “tablas” e “burlanderos”.
*
Immediato ripenso alle femmine lasciate,
consacrate all’amore
dal mio fallo, a procreare, per conto degli umani,
altri come me ed a tre anni,
usarli ancora per questa vecchia usanza,
nella mia dolce terra di Spagna,
Andalusia.
*
Credo di aver colpito un mio aguzzino,
tra i tanti,
scagliandolo lontano, verso il cielo,
nel contempo crollo, di banderillas pieno,
perdo tutto il mio sangue,
mi punto a terra
appoggiando la testa in ginocchio, davanti,
tra le zampe
per non cadere, resistendo.
*
Ma perché ce l’han tutti con me . . .
*
Sento entrare dal collo un’asta lunga,
puntuta che mi penetra il cuore.
L’ultima cosa che vedo,
tra il mio sangue, sugli occhi,
un cartellone bianco:
      

Plaza de Toros
Puerto Banus
Domingo, 25 Abril 1999
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Paolo Santangelo