Mi domando se abbia un senso il mio ricordare

 
Mi domando se abbia un senso il mio ricordare
scandagliare i fondali della memoria
fra apparizioni fantastiche di piante e animali
ora sfuggenti ora persistenti affascinanti o orrorifici
.
isolata come un palombaro nel suo scafandro
le profondità oceaniche dell’inconscio
non sono il mio elemento e ho bisogno
di supporti protettivi per tenermi in vita
.
mi domando se questo sia morire
l’andare a ritroso a rivedere i già vissuti
momenti cristallizzati
.
aggirarmi fra alghe e coralli
anemoni di ogni colore e cavalli marini
e non sentire l’acqua sul viso
sulla pelle o fra i capelli
.
essere l’elemento estraneo che osserva
l’ossigeno aspirato dal boccaglio
il suono del mio unico respiro
a guardare fiori fra i relitti
.
mi domando se questo sia invecchiare

azzurrabianca

Ancora apprestando la cena

Ancora apprestando la cena
parliamo delle cose di ieri.
Sai, come sciarpa tiepida
ho avvolto intorno al collo la pena
stranamente godendola.
Mi racconti i tuoi amori
quelli di oggi e quelli
che domani attendi,
l’amore grande che presto
venga a donarti
un lunghissimo tempo.
T’ascolto senza gridare
perché io devo capire
che un nuovo sole ti scalda:
io chiedo un silenzio
spalancato d’anima.
(Comprerò anemoni scuri
e gialla mimosa
per la mia stanza d’ombra).
Eravamo la goccia che chiude il mondo
e l’incauta felicità
la nota che s’alza dal flauto
e penetra il cielo. Tu vai
in questo febbraio di vento,
poi apprestando la cena
parliamo delle cose di ieri.

ELIO PECORA

Veglie

Sembrano notti
o albe o tramonti
si mescolano colori
e sogni
le statue nella testa
ballano
le pareti s’accostano a nicchia
e l’occhio
a periscopio succhia acqua
e volti diafani sepolti
tra razze e anemoni
si sporca di petrolio tumefatto
s’aggancia all’ancora
per salire
ma la barca
è diventata cenere
e sul greto
tanti corpi di ieri
e d’oggi ammassati
con ali alte
chiamano
senza voce.
Tu annaspi
affoghi
ma è solo veglia
dentro
un bicchier d’acqua.

Tinti Baldini