Proprio io

 
Possiamo scambiarci
per tutta la vita
anime
con le nostre anime.
.
Ma che importa se stiamo camminando
.
Che importa
se andiamo da poco tempo
o da molto, insieme
.
Se stiamo così
come lamenti dimenticati
.
Se stiamo
uniti a qualcosa
.
Se qualcuno
non può più comprenderci
.
E così anch’io
ho un’ora del giorno
.
Un’ ora minore
che vorrei accendere
e che vorrei accendermi
.
Un’ora
che volerei
per l’inutile voliera del letto
.
Proprio io
che adesso
conosco la nascita a memoria
.
Io stesso che in fondo
non ho fatto altro
della mia vita
.
Perchè sono qui?
Eppure
sono qui
.
Io sono un passaggio
.
La clessidra
da una mano all’altra
.
Io sono un diario
delle mie piccole
umili cose

Antonio Blunda

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Published in: on giugno 25, 2012 at 07:34  Comments (3)  
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Vascello nella tempesta

Ho fatto di tutto per non affondare
imbarcando acqua di mare in tempesta,
spinto verso le aperte tombe di scogliere
grigie come sinistri manieri.
Pezzi di me ora galleggiano tra scogli
eretti come lapidi senza nomi e date.
Raccontano frammenti di storia e vita,
nel costante borbottio ripetono a cantilena
le stesse parole fino a quando improvvisa
un onda nuova quel frammento porterà
a largo e svanirà corroso.
Vascello sicuro e fiero di vele spiegate,
in ogni mare sospinto dai mutevoli venti
del destino ho navigato seguendo le stelle.
Ho solcato il mare dell’indifferenza umana
raccogliendo anime naufraghe lasciate
alla mercè dei vortici che la vita crea
In oceani del male ho fatto scalo in isole
di pace per prendere poi nuove rotte.
Nel mare del dolore che ogni nave solca
Ho chiuso i boccaporti del cuore perché
le immense onde sopra di me passassero
ricucite le vele strappate la rotta ho ripreso.
Solo al mare dell’amore mi sono arreso,
ho lasciato che questo vascello alla deriva
andasse, che i suoi venti le consumate vele
dell’anima tormentata stracciassero.
In quel mare dove gli altri mari si mischiano
e tutt’uno diventano, ho subito i flagellanti
flutti del male, del bene, dell’indifferenza
e della passione che più del sole acceca,
rendendo schiavi senza memoria e orgoglio
chi del dio amore agli acuminati scogli
nel naufragio mortale del cuore si consegna.

Claudio Pompi

Lo scorrere lento del fiume sui sassi

è il pensiero che si riposa dalla sua malvagità
La natura è un miracolo,
non merita l’uomo
La natura ha un cuore che si svela alle anime pure e tormentate
Penso che potrei morire in questa pace gratuita
lontano dall’inferno della città
Sia maledetto l’uomo e la sua ingordigia

Simone Magli

Published in: on giugno 14, 2012 at 07:23  Comments (7)  
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Plasmo

 
Plasmo emozioni
in spasmo sacro di respiro.
Attraverso la forza del mio cuore
capto energia segreta,
fluida essenza di luce percettiva.
In me tutto è amore
e lo vedo riflesso nel dolore
nelle parole sottintese
nei gesti non dichiarati
nelle zolle rivoltate dall’odio,
lo sento è lì che preme
vuole dichiararsi nell’incontro
di anime libere dall’ansia di donarsi
vuole esplodere nel grido gioioso di bambino
vuole manifestarsi a tutti sul volto
splendente di semplice sudario,
quale dono di corolla in fioritura
a far ubriacare di sé persino l’aria impalpabile.
Non abbiate paura a riconoscerlo
non temete ciò che non conoscete
non disprezzate chi vuol restare nell’ombra
non rifiutate i morsi struggenti della fame
lasciatevi andare alla danza suadente
della fiamma compassionevole
che consuma ogni pietra stratificata
che scioglie ogni coacervo di dolore cristallizzato.
Possiamo tutti essere un meraviglioso fiore
possiamo brillare come pepite levigate
possiamo essere preziosa neve sciolta al sole
possiamo dissetare arida e spenta terra
che ormai esangue langue,
non ha deposto ancora scettro di speranza.

Roberta Bagnoli

Quando forti e diritte le nostre anime

When our two souls stand up erect and strong,
Face to face, silent, drawing nigh and nigher,
Until the lengthening wings break into fire
At either curved point,–what bitter wrong
Can the earth do to us, that we should not long
Be here contented? Think! In mounting higher,
The angels would press on us and aspire
To drop some golden orb of perfect song
Into our deep, dear silence. Let us stay
Rather on earth, Beloved,–where the unfit
Contrarious moods of men recoil away
And isolate pure spirits, and permit
A place to stand and love in for a day,
With darkness and the death-hour rounding it.

§

Quando forti e diritte le nostre anime
si stringono in silenzio sempre più vicine,
finché le punte ricurve delle loro ali
aperte prendono fuoco, quale amaro
torto può farci la terra per impedirci
d’essere a lungo felici? Pensa! Mentre
saliamo in alto, gli angeli, incalzandoci,
sfere d’oro di canto perfetto vorrebbero
far cadere nel nostro profondo e caro
silenzio. Ma, amore, restiamo sulla terra
dove l’avverso, indegno umore degli umani
fugge gli spiriti puri, li isola e consente
un luogo dove stare, amare per un giorno,
con l’ombra e l’ora della morte intorno.

ELIZABETH BARRETT BROWNING

(Sonnet XXII)

Sonetto 116

SONNET 116

Let me not to the marriage of true minds
Admit impediments. Love is not love
Which alters when it alteration finds,
Or bends with the remover to remove:
O, no! it is an ever-fixèd mark,
That looks on tempests and is never shaken;
It is the star to every wandering bark,
Whose worth’s unknown, although his height be taken.
Love’s not Time’s fool, though rosy lips and cheeks
Within his bending sickle’s compass come;
Love alters not with his brief hours and weeks,
But bears it out even to the edge of doom.
If this be error and upon me proved,
I never writ, nor no man ever loved.

§

Non sia mai ch’io ponga                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            impedimenti all’unione di anime fedeli;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         amore non è amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando
l’altro si allontana.
Oh, no!
Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta
e non vacilla mai;
amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste
al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto,
e nessuno ha mai amato.

WILLIAM SHAKESPEARE

La felicità

Imperiosa…
ma astratta
aleggia nell’aria
coi colori
più intensi
dell’arcobaleno

Soffiata
dal vento
varca i confini
fragile…
e leggiadra
nel proprio
candore

Ravviva
le speranze
dei cuori
inariditi,
incanta,
ed esalta…
le anime pure

Ha vita
di farfalla,
appena
la si sfiora
si dissolve
nel nulla…
la bolla
di sapone

Ciro Germano

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:42  Comments (8)  
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Figli

ON CHILDREN

Your children are not your children.
They are the sons and daughters of Life’s longing for itself.
They come through you but not from you,
And though they are with you yet they belong not to you.

You may give them your love but not your thoughts,
For they have their own thoughts.
You may house their bodies but not their souls,
For their souls dwell in the house of tomorrow,
which you cannot visit, not even in your dreams.
You may strive to be like them,
but seek not to make them like you.
For life goes not backward nor tarries with yesterday.

You are the bows from which your children
as living arrows are sent forth.
The archer sees the mark upon the path of the infinite,
and He bends you with His might
that His arrows may go swift and far.
Let your bending in the archer’s hand be for gladness;
For even as He loves the arrow that flies,
so He loves also the bow that is stable.

§

I vostri figli non sono i vostri figli.

Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

E benché stiano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,

Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.

Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.

Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,

e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.

Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;

Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

KHALIL GIBRAN

Ora

Ho ingoiato suoni tra le parole
che avrei voluto ignorare,
ho carpito contorni d’anime
che avrei voluto sbiadire,
ho perso volti nello specchio
che avrei voluto sfiorare,
ho smarrito redini tra le vie
che avrei dovuto serbare.
Ora solco somme di errori
sfido assidui maremoti
sola naufrago dispersa
tra desideri incompiuti.

Daniela Procida

Published in: on marzo 20, 2012 at 07:20  Comments (6)  
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Sarà

Non ricadrà sugli omeri miei
il crine che ieri carezzasti,
s’ondulerà morbido ancora domani
come tregua finale sulla tua spalla,
compagna di chi t’ha dedicato speranze
i mille volti del tormento
i mille ed uno dell’esultanza.
Avrà il colore sciupato delle rughe,
piene, quelle della nostra vita,
la levità ed il peso dell’unione
o l’utile amarezza di certe strane fughe.
Colerà il benefico riposo con l’ennesimo scontro
e la resa compirà il talamo avviato
del sogno lungo che giurammo.
Fumigando d’incenso le ferite
ci planeremo liscio l’uno dentro l’altro,
si tergeranno le anime di pace
nel confortevole amplesso delle ultime sere.

Daniela Procida