Inevitabile incastro

Non sento redenzione in altra forma
che d’arte non sia quella di danza,
amatoria, fino a schiena e reni in arco
a trovare braccia come virile appiglio.
Impulsiva una scossa dietro l’altra
viscerali fino al punto d’impazzire.
Ogni tanto recupero il mio corpo
tra una resa, una seconda ed ancora…
non c’è verso d’affrancarlo, è tuo
e tu non frani che tra i capelli miei.
Oltre la vita scesi,  lunghi sui lombi,
scarmigliati dal ritmo incalzante.
Contatti ed adesioni combacianti, poi,
del mosaico l’inevitabile incastro,
la perfezione fatta donna / uomo, noi.
Avverto le tue mani possessive
andarmi sopra, gelose come di me
e d’impeto riscattare la spossante
aspettativa della rinuncia mia a lottare…
E’ apogeo!
Del piacere riscuoti il vertice,
apice smaniante di quel bene attirato,
quanto sognato, che ora s’incarna
e diviene amplesso… mentre m’arrendo
docile per a te capitolare paga.

Daniela Procida

Sesso

Ho confuso il sesso con l’amore,
mi sono fermato sulla tua pelle,
ho giocato con il tuo seno,
con i tuoi fianchi e la tua bocca.
Ho guardato nei tuoi occhi
colmi di luce perversa
mentre i nostri corpi nudi
abbracciati tra le coltri giacevano
I sospiri affannosi divennero
coro di inno al piacere.
-Dimmi che m’ami, ti prego!-
Sol per me stesso ho mentito
in quel gioco di inganni
del quale eri cosciente.
Cercavamo un pretesto, non l’amore.
Era il tuo corpo un ramo al vento
dei sensi.
Si piegava per poi forza liberare
all’apice del piacere cercato,
inseguito e raggiunto.
Come onda lunga e imponente
il mio dominio ha travolto.
Lottatore all’improvviso schienato
ho ceduto
In quell’istante che era solo mio
forse t’ho amato.

Claudio Pompi

Soffia in giardino

Soffia sul prato un vento sferzante
sprazzi d’incostante
sole, fra le fronde
raggi intorpiditi
paiono scoloriti
più grevi delle prove
su gemme rugiadose

nel giardino incredulo
il pozzo s’è sperduto
s’è chiuso con la pietra
nel dipinto del mirto
tra squarci azzurrini
il filo d’erba e l’albero
paiono scrutarlo

occorre aria di maggio
a ravvivare le rose
servono orizzonti aperti
e nel viale, molecole di pane
da raccattare

saltellano verdognole
linfe all’apice degli alberi
nasciture foglie di vite
all’ombra sotto i rami a cui
nulla fa paura, mi dicono
che a terra non possono cadere
anche se tremano
al disordine del tempo.

Aurelia Tieghi

Materia dell’individuo

Apice dell’emisfero
fonte del nostro punto cardine
avvinghiata su se stessa ci avvolge
scatenando l’ardire combinazione
alleanza di particelle la costruisce
alimentando vorace l’uomo
consumandola anche nei sogni
che pure appare priva
ma sazia il ricordo e l’immaginazione
al risveglio la ritrova nella gabbia del pensiero
e aspetta il respiro di volare nell’infinito
forgiando sconfina nell’universo
dell’individuo

Rosy Giglio

Nella mia mente

__________
Vivo fra due righe vuote  __________
e un piano
_- _– _- _- _– _- _– _- _- _ –_
che non so suonare
( ma neanche sfioro )

Ho l’ode che non sento
mi    p    u   l   s    a
nelle tempie e poi si placa

Ho l’ode

s’un  fr e e e e emi  to

un su    sssss         ulto

m’inquieta
in apice di vita

m’afferra
e poi …….. mi      s         c        u     o      t       e

confusa vaga
e poi
r
i
c
a
d
e
cercando ancora

l’ali della notte

Pierluigi Ciolini

Published in: on giugno 26, 2010 at 07:03  Comments (5)  
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