In un treno di emigranti tra un coglione e un altro

 
La mia strada è blu,
e al mattino al mio risveglio
cantano i becchini
appoggiati ad un ramo di mogano
mentre la periferia si fa bella
con il fard che le offro distrattamente
e cerco la carta nello sciacquone
l’inspirazione nel minestrone,
mentre si azzuffano i camposanti
io porto la mia bara a guinzaglio
ed un cappellano nel taschino,
per non far arrossire gli alberi di frutta
cerco i tuoi occhi nella strada grigia
approfittando del silenzio dei semafori rossi.
.
Mia madre ha un amore di casa popolare,
ha cucito le tende con i capelli che ho perso
ha camminato a piedi nudi sul rapido salerno-genova
staccando i calli alla moquette
mia madre ha scritto anche poesie
distribuendo fagioli e battipanni.
.
La mia strada è blu di polvere
una ciminiera staccazzurro
che porta al cielo tra residui di amianto
la mia facile periferia
dove le vecchie fan lo struscio
con il marito dal dottore, un dinosauro
e l’ammaliatore di ricette
e cerco una parola nel bicchiere
l’ispirazione dal droghiere
mentre sbottono la patta dal mio naso
per il profumo di un sorriso
lasciato steso nella notte
in cui mi sono fatto un  poeta
e non di certo te.
 
Mio padre lavora con le mani
dipinge i saloni le rocce i palazzi gli spazi
fa la guerra con i profilattici
ed io rispondo con i sassi
a questa farsa da pezzenti
emancipati come i gatti, i gatti da appartamento
a far pipì dove ordina padrone o padre nostro
ma su quel treno di emigranti
in qualche modo c’ero anch’io.
Sì, ricordo, ad ogni sbalzo saltar da un coglione all’altro di mio padre.

Massimo Pastore

Non lontana dalle rondini


mi dispiace  io sono
figlia della luna
sono figlia del vento io
non attendo qui
che passi la fortuna
questo non era il mio destino
non nei gesti piccoli ripetuti
non segnata la mia strada
nel soffoco di un appartamento
asfissia in gesti secchi e ordinati
.
non ero nata per stare
lontana dalle rondini
.
ma col cielo sopra in pace
andare screziata di nuvole
immersa nel blu ad occhi spalancati
scalzi i piedi fra le zolle
nei campi appena arati
narici aperte ai profumi
nelle pupille vecchi contadini
.
mia madre è una tredicenne
dalla pelle scura
treccine ai lati del viso
patate nelle mani
sono figlia di quell’età
di quella povertà e ne
sento dentro la grazia
e la fatica la semplicità
amore terra dignità
.
non sono nata per stare
lontana dalle rondini

azzurrabianca