Flower is not a Flower

se il boccio non può fiorire
ma chi lo può dire?

Né tu, né io
solo l’oblio.
Neppure la saggezza degli amici
perché ogni gemma ha la sua linfa
che dove inizia e dove corre non sa.

Non confido nel cielo
perchè in un attimo può gelare le gemme
con una brinata di aprile.

Allora ogni tanto spero
e non spero
tendo con l’animo verso quel bene futuro
pesca settembrina
o rosa canina.

Cristiana Calonaci

Published in: on giugno 10, 2012 at 07:08  Comments (3)  
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Avrei potuto fare rumore

accelerare il tempo
delle infinite ore
scaldare letti vuoti
di desideri, illusioni
sogni non vissuti.
Ma se fosse questo tempo
una malattia?
Scrivere poesie è come pregare
e mi rivolgo ad essa
per guarire
dentro il cuore c’è tutto.
Aprile, piove
sulle colline verde speranza
non voglio correre
mentre il mare ci guarda.

Michela Turchi

Published in: on maggio 26, 2012 at 07:21  Comments (10)  
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Il sole d’aprile m’illumina

Il sole d’aprile m’illumina
suggerisce nuove parole:
uscire da questa dimensione.

non sono solo una leonessa
che piange lagrime nere.

ma sono una donna
danzante nel vento.

oh accarezzami sole!

sole d’aprile accarezzami il cuore.

Michela Turchi

Published in: on aprile 27, 2012 at 06:56  Comments (10)  
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Mi manchi

Quando mi manchi è molesto anche l’aprile
il taglia erbe che mi profana
il gatto bianco, venuto a mangiucchiarmi le scarpe
perché è cieco.
E crede nella gioia degli umili, dei santi,
di quelli che se dormono soli non fa niente.
E tu mi manchi.
Mi manchi da trent’anni e mezz’ora,
minuto più o di meno non fa la differenza.
Mi manchi come il vento sul primo metro d’acqua
quella che la assomiglia a una bimba spettinata
con la gazzosa in mano e le stringhe da allacciare.
Mi manchi come certi silenzi che fa il treno
quando si ferma in mezzo a dei campi
e non sai cosa, non sai quando riparti
e non te ne importa nulla.

Massimo Botturi

Aprile

 
Aprile è una ragazza
coi fiori nei capelli
passa nei prati
accende verde
e copre
di trapunte vivaci
la terra…
fiori fiori fiori
passa aprile,
i rami ancora spogli
abbraccia
regala a tutti fiori,
fiori fiori fiori
passa aprile
nel mio giardino
sveglia il vecchio melo
lo accarezza nei rami
che sentono il tepore…
fiori fiori fiori
passa aprile,
solo l’intruso
con lo specchio in mano
non usufruisce
di tutto questo allegro
rifiorire.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:41  Comments (10)  
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Scorciatoia per aprile

Al posto della neve il ramo nudo
fiordiciliegio gemme
tradite dal rossore
aria che intiepidisce intorno
età di precipizi e di solstizi
essere al dunque

portami al petto almeno un suono
che insinui la certezza del momento
io viva
intorno un surrogato di passione
dura
quanto un post it
sul vetro della fuga
è un patto d’alleanza

scruta la scritta sulle mani
azzurrità d’amore in altro modo
leggi
la vita trattenuta dall’inverno

Cristina Bove

Ode alla malinconia

ODE ON MELANCHOLY

NO, no, go not to Lethe, neither twist
Wolfs-bane, tight-rooted, for its poisonous wine;
Nor suffer thy pale forehead to be kiss’d
By nightshade, ruby grape of Proserpine;
Make not your rosary of yew-berries,
Nor let the beetle, nor the death-moth be
Your mournful Psyche, nor the downy owl
A partner in your sorrow’s mysteries;
For shade to shade will come too drowsily,
And drown the wakeful anguish of the soul.

But when the melancholy fit shall fall
Sudden from heaven like a weeping cloud,
That fosters the droop-headed flowers all,
And hides the green hill in an April shroud;
Then glut thy sorrow on a morning rose,
Or on the rainbow of the salt sand-wave,
Or on the wealth of globed peonies;
Or if thy mistress some rich anger shows,
Emprison her soft hand, and let her rave,
And feed deep, deep upon her peerless eyes.

She dwells with Beauty—Beauty that must die;
And Joy, whose hand is ever at his lips
Bidding adieu; and aching Pleasure nigh,
Turning to poison while the bee-mouth sips:
Ay, in the very temple of Delight
Veil’d Melancholy has her sovran shrine,
Though seen of none save him whose strenuous tongue
Can burst Joy’s grape against his palate fine;
His soul shall taste the sadness of her might,
And be among her cloudy trophies hung.

§

No, no, non precipitarti verso il Lete; non trarre vino velenoso
Dall’aconito, torcendo le sue saldi radici, no
Non lasciare che la tua pallida fronte sia baciata
Dal rosso grappolo di Proserpina, la belladonna;
No, il tuo rosario non fare con le bacche del tasso,
Né la tua lamentosa Psiche siano lo scarabeo
O la falena della morte; non condividere
Col gufo piumato i misteri del tuo dolore,
Che troppo assonnata l’ombra verrà all’ombra
Ad annegare la vigile angoscia dell’animo.

Ma quando dal cielo improvviso l’attacco cadrà
Di malinconia, come una nuvola in pianto
Che tutti i fiori nutre dal languido capo
E il verde colle nasconde in un sudario d’aprile,
Sazia allora il tuo dolore con una rosa mattutina,
Sazialo con l’arcobaleno dell’onda salata di sabbia
O con la ricchezza delle tonde peonie.
E quando mostri la tua amante una ricca ira,
La sua dolce mano imprigiona; lasciala delirare
Mentre tu ti nutri e ti sazi dai suoi occhi senza pari.

Sì, abita con la Bellezza, lei, con la Bellezza che deve morire;
E con la Gioia, che sempre una mano tiene sulle labbra
Per augurare addio: e vicino al Piacere, che fa soffrire,
E si tramuta in veleno mentre come un’ape succhia la bocca:
Sì, nel tempio stesso del Diletto
Ha il suo santuario sovrano la velata Melanconia,
Anche se nessuno la scorge se non quello la cui strenua lingua
Schiaccia il grappolo della Gioia sul palato da intenditore:
Assaggerà allora l’anima sua la tristezza di quel potere
Che la farà rimanere sospesa tra i suoi nebulosi trofei.

JOHN KEATS

Nel parco

Passeggiando nel parco stamattina
ho incontrato il sig. 8 Aprile.
Si librava leggero tra l’erba con la brina
frugando tra i fiori del prato.
Gli sono andato incontro e l’ho chiamato:
“Ehi signore,  buongiorno!”
“Buongiorno a te!” mi ha risposto indaffarato.
“Ma cosa sta facendo volando
tra le spighe appena nate?”
“Eh, – mi ha risposto un po’ interdetto-
cerco i resti del buio della sera,
si nascondono sotto l’erba
e, se non li tolgo,
non si sveglierà la mia amica Primavera.
“Capisco – ho aggiunto osservando il gran lavoro-
sa che la donna che amo parte domattina?
Per questo sono un po’ triste e mi addoloro.
E’ una persona bellissima ed è sincera,
tra tante persone false che conosco, lei è vera.”
“Evviva allora!- ha esclamato lui-
pòrtale i nostri saluti”.
“Nostri? E di chi? – chiesi incuriosito-
come di chi? Miei e della Primavera!
Portale questo fiore da parte mia, tutto colorato,
e dille che questo è il suo momento fortunato.
Portale un po’ di rugiada, già che ci sei,
e anche un po’ di questo vento profumato.
Dille che il tuo amore  è forte ora, butta giù i muri,
e insieme al suo diventerà bellissimo finalmente, come questo prato.
Salutala da parte nostra e dille che siamo sicuri
che, con i doni che le porti, sarà felice,
e che continui così, con fiducia e con i nostri migliori  auguri!”
“Senz’altro sig. 8 Aprile, lo farò,
grazie di tutto questo e buon lavoro”.
“E ricordati quel che ti dico- aggiunse infine-
chi riesce a trovare e ad amare un persona vera
possiede davvero un gran tesoro!”

Sandro Orlandi

Storia di dodici mesi

Dice gennaio: chiudete quell’ uscio!
Dice febbraio: io sto nel mio guscio!
Marzo apre un occhio e inventa i colori
Aprile copre ogni prato di fiori.
Maggio ti porge la rosa più bella
Giugno ha in pugno una spiga e una stella.
Luglio si beve il ruscello in un fiato
Sonnecchia agosto all’ombra sdraiato.
Settembre morde le uve violette
Più saggio ottobre nel tino le mette.
Novembre fa di ogni sterpo fascina
Dicembre verso il Presepe cammina.

Sandro Sermenghi

PARLO DELLA BELLEZZA

Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d’aprile. Quando lo si incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo di una statua.

EZRA POUND

Published in: on giugno 22, 2011 at 07:01  Comments (2)  
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