Aquiloni senza vento

Ho smesso di costruire aquiloni.
Non c’è più vento
per farli volare.

E’ tempo di sedersi
a sfogliare album
su sedie paglia di Vienna.

Il pendolo invita
a chiudere gli occhi
su un bouquet di fiori
stesi ad abbellire
una scatola di cartapesta
piena di ricordi.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 19, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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Ho perso qualcosa

 
ho perso qualcosa ma non so cosa. qualcosa di importante
sicuramente perché ha mille pietre pesanti l’assenza
che mi schiacciano il petto.
la parola era volo? la penna cammino? e il foglio destino,
forse?
.
farfuglio un cielo di aquiloni
un vecchio sogno rifugio marcisce tra i denti.
.
ma non ho trovato quel che avevo perso, né seppi
mai cosa. so solo che mi sono smarrita cercando
e non c’è nemmeno la tua mano padre che mi conduca
a me se stessa.

Anileda Xeka

Published in: on maggio 20, 2012 at 07:32  Comments (3)  
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Amore diverso

Amore diverso
Io ti proteggerò
oh sì ti stringerò
e mai niente ti farà del male.
Io ti accarezzerò
e poi ti cullerò
per farti addormentare.
E ti canterò canzoni
di forti emozioni
quando fuori tuona il temporale.
E sempre ti sussurrerò
quelle dolci parole
che so ti fanno stare bene.
Sarà un amore diverso
grande come l’universo
che il tempo non potrà toccare
farò una casa di carta
su un’isola deserta
dove il vento verrà a giocare
e una finestra sempre aperta
per chi sa volare
che da noi possa arrivare
a riposare.
E ho braccia forti
e larghe spalle
per poterti meglio abbracciare.
E se fa freddo
la notte col mio corpo ti potrai scaldare.
E dopo ore e ore e ore d’amore
sul mio petto ti farò dormire
e sognerai di ballare
a tempo col mio cuore
e il sole ti verrà a svegliare.
Sarà un amore diverso
grande come l’universo
che il tempo non potrà toccare,
piccole cose da riscaldare
grandi aquiloni da far volare.
E sarà sempre un nuovo gioco
per tenere acceso il fuoco
nel lungo tempo da venire,
piccole pietre da trasportare
e da seguire per ritornare.
Io ti proteggerò
oh sì ti stringerò
e mai niente ti farà del male.
Io ti accarezzerò
e poi ti cullerò
per farti addormentare.
E dopo ore e ore e ore d’amore,
sul mio petto ti farò dormire
e sognerai di ballare
a tempo col mio cuore
e il sole ti verrà a svegliare.
Sarà un amore diverso
grande come l’universo
che il tempo non potrà toccare,
piccole cose da riscaldare,
grandi aquiloni da far volare.
E sarà sempre un nuovo gioco
per tenere acceso il fuoco
nel lungo tempo da venire,
piccole pietre da trasportare
e da seguire per ritornare

EUGENIO FINARDI

Scirocco

E sovra i monti, lontano sugli orizzonti

è lunga striscia color zafferano:

irrompe la torma moresca dei venti,

d’assalto prende le porte grandi

gli osservatori sui tetti di smalto,

batte alle facciate da mezzogiorno,

agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,

schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,

i pergolati scuote, le tegole vive

ove acqua di sorgive posa in orci iridati,

polloni brucia, di virgulti fa sterpi,

in tromba cangia androni,

piomba su le crescenze incerte

dei giardini, ghermisce le foglie deserte

e i gelsomini puerili – poi vien più mite

batte tamburini; fiocchi, nastri…

Ma quando ad occidente chiude l’ale

d’incendio il selvaggio pontificale

e l’ultima gora rossa si sfalda

d’ogni lato sale la notte calda in agguato.

LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

Tanka – Fra echi soffusi

Fra echi soffusi

il grigiore del tempo
incupisce la mente
Nello splendido sole
volteggiano aquiloni
Patrizia Mezzogori
Published in: on giugno 30, 2011 at 07:15  Comments (11)  
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Pensiero

che sgretoli
ottuse
pareti di tufo.
Sorvoli
tetti di case
dalle porte
blindate
mesti
giardini.
Percorri strade
disadorne
di sorrisi
dove
cassonetti obesi
gemono
su piedi stanchi.
Trascendi
il cielo
sgombro d’aquiloni.

Graziella Cappelli

Published in: on giugno 23, 2011 at 07:17  Comments (12)  
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Perchè questa notte m’inquieta?

 
Perché questa notte m’inquieta?
C’è un viavai di pensieri
aquiloni che non posso afferrare;
è colpevole forse il pitosforo
già fiorito di aromi nostalgici?
In fondo che voglio?
So che ancora domani
tufferò le mie dita tra i fini granelli
della sabbia stregata dal sole
e godrò la carezza dell’onda
che va e incessante ritorna
sul piede che affonda.
Scalderò il tuo caffè
mentre fai l’imbronciato
e mi dici:
“Ma…il bacino, me l’hai dato?”

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:32  Comments (3)  
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Corno inglese

Il vento che stasera suona attento
-ricorda un forte scotere di lame-
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l’ orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D’ alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell’ ora che lenta s’ annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore

EUGENIO MONTALE

Inarrestabile l’acqua


Inarrestabile l’acqua
sgorga dall’intimo cavo
scarnifica la roccia
si dona in pioggia
cade in semplice goccia
e può infondere fresca gioia
o assurda malinconia.
Inarrestabile l’acqua
essenza di vita
fiume di memoria
placenta d’amore
cappello di poesia
da lasciarsi scorrere addosso
per tornare fanciulli
a schizzare mani innocenti
a sognare il mondo lindo
d’aquiloni e arcobaleni
che si è perso
strada facendo.

Roberta Bagnoli

Fratello

Hai capelli d’inverno
occhi
lucenti d’onice.
Riaffiorano
ancor
sulle ciglia
aquiloni bianchi e
rocchetti intagliati
d’infanzia.
Partisti
un giorno e
sulla panca
in fredda cucina
ti scrivevo
lettere
su fogli di scuola.
Ora
più non corriamo
nella campagna
la nostra casa è
letto di strada.

Graziella Cappelli