Camminerò nel deserto

 
A piedi nudi, verso
L’infinito, un amore
Di sabbia turbinosa
Secca tempesta
In arse pupille dove chador
Non serve a difenderne
Degli occhi l’ardore,
A piedi nudi, oltre il tempo
Nei tuoi occhi d’acqua
Per rinfrescarmi l’anima.
Shalom Israel

Danila Oppio

Published in: on giugno 21, 2012 at 07:11  Comments (7)  
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Donna genovese

Tu mi portasti un po’ d’alga marina
Nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
Che è corso di lontano e giunge grave
D’ardore, era nel tuo corpo bronzino:
-Oh la divina
Semplicità delle tue forme snelle-
Non amore non spasimo, un fantasma,
Un’ombra della necessità che vaga
Serena e ineluttabile per l’anima
E la discioglie in gioia, in incanto serena
Perchè per l’infinito lo scirocco
Se la possa portare.
Come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!

DINO CAMPANA

Volevo

Volevo giacere nell’ovatta
dentro un seno naturale
con una via d’uscita
caro mio avatar imbottito di vita

Volevo avere la bussola con te
*Amore senza ragione
per adagiarti sulla mia mano migliore
stretta nella tua come una missione

Volevo viverti accanto fianco a fianco
*Amore ad ogni costo, non aspettavo a stringerti
o mio centesimo sanscrito ardore
sono nata per ballare sul tuo fiore

*Amore da mille e una notte
m’hai tempestata d’ uragano
fino al centro di una tempesta di sole
M’hai trasformata in temporale di sale

Aurelia Tieghi

A piedi nudi

 
 
Camminerò
A piedi nudi
Verso l’infinito, verso
Un amore di sabbia
.
Turbinosa, secca tempesta
Che neppure il chador
Protegge degli occhi
L’ardore
.
A piedi nudi
Oltre ogni tempo
Nei tuoi occhi d’acqua
A rinfrescarmi l’anima

Danila Oppio

Published in: on marzo 10, 2012 at 07:20  Comments (6)  
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Come le fronde

E’ arduo…
cercar di capire
l’animo umano:
esso è pregno…
di mille misteri

E’ assurdo,
e illusorio
tentar di frenare
l’impulso:

esso …

come le foglie
accarezzate
o sbattute
dal vento…

s’accende
e s’invola
o si spegne
e subissa,

con lo stesso
ardore,
e con lo stesso…
valore

Ciro Germano

Published in: on gennaio 21, 2012 at 06:56  Comments (4)  
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Tedio invernale

Ma ci fu dunque un giorno

Su questa terra il sole?

Ci fur rose e viole,

Luce, sorriso, ardor?

Ma ci fu dunque un giorno

La dolce giovinezza,

La gloria e la bellezza,

Fede, virtude, amor ?

Ciò forse avvenne a i tempi

D’Omero e di Valmichi:

Ma quei son tempi antichi,

Il sole or non è piú.

E questa ov’io m’avvolgo

Nebbia di verno immondo

È il cenere d’un mondo

Che forse un giorno fu.

GIOSUÉ CARDUCCI

Tra l’unto e il dolo

Crucci d’azzurro
ancora in vita:
quei boccioli mai sfiorati
sul respiro
ti gridano, silenti,
informi dita.

Di sbieco alle finestre
lanciammo sguardi e pietre
e forse lapidammo il bianco
e le comete;
non resta che il profilo
del candore
lì, riversato  di quand’avemmo ardore.

E più che bimbi
di cruda età,
è musica ancestrale
l’essere bimbi tra le rughe:
quando la morte ambascia
le paure
la vita ti scrive addosso
le carezze,
e trova sempre spazio
tra l’unto e il dolo.

Stefano Lovecchio

Sempre si troverà una donna

Sempre si troverà una donna,

che, fredda e lieve,

compatendo e un poco amando,

ti plachi come un fratello.

Sempre si troverà la spalla di una donna

dove, abbandonata la testa scapestrata,

tu possa respirare con ardore

e a cui possa affidare il tuo ribelle sonno.

Sempre si troveranno gli occhi di una donna

che, smorzando il tuo dolore,

in parte almeno, se non proprio tutto,

vedano la tua sofferenza.

Ma c’è una mano

che ha particolare dolcezza

quando la fronte tormentata sfiora,

come l’eternità e il destino.

Ma c’è una spalla

che, un mistero il perché,

in eterno ti è data, non per una notte sola,

e questo tu da tanto l’hai capito.

Ma ci sono occhi

che appaiono sempre tristi,

e sono gli occhi del tuo amore e della tua coscienza,

fino ai tuoi ultimi giorni.

Ma tu vivi malgrado te stesso,

e quella mano, quella spalla,

quegli occhi tristi non ti bastano…

Quante volte in vita li hai traditi!

Ma eccolo, arriva, il castigo.

<<Traditore!>> – ti schiaffeggia la pioggia.

<<Traditore!>> – i rami ti sferzano il viso.

<<Traditore!>> – rimbalza l’eco nel bosco.

Ti rattristi, ti agiti, ti tormenti.

Non saprai perdonare tutto questo a te stesso.

E solo quella mano diafana perdona,

anche se grave l’offesa,

e solo quella spalla stanca

perdona adesso e perdonerà ancora,

e solo quegli occhi tristi

perdonano quello che non si può perdonare.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Tramonto

Come una lampada si spegne il mio ardore,
come un fiore appassito il mio cuore reclina..
Mi sento inaridito, senza energie, senza aneliti.
I giorni della mia primavera sono fuggiti,
e l’anima mi rivela che la vita è come la rugiada
su una foglia e che al primo calore se ne va.

E’ giunto il tempo di notti insonni, piovose e tristi.
Scoprire che non sei immortale e che fantasmi
volteggiano intorno, come in un gioco chiassoso
e misterioso, rivelando quanti giorni ho sprecato,
quante notti ho stoltamente gettato al di la del dolore.

Forse è tardi per chiedere, e pretendere.
Davanti a me onde impetuose rumoreggiano
e, attendendo che esse mi accolgano,
abbraccio l’oceano intero, affidandogli
il mio segreto, la mia pena il mio orgoglio.

Chissà, forse sarò presto ospite del nero mantello,
che mi traghetterà nel mondo del nulla e del tutto,
lasciando così che i miei sogni e i miei canti
volino come uccelli gioiosi verso la nuova dimora

Marcello Plavier

Eri dritta e felice

Eri dritta e felice
sulla porta che il vento
apriva alla campagna.
Intrisa di luce
stavi ferma nel giorno,
al tempo delle vespe d’oro
quando al sambuco
si fanno dolci le midolla.
Allora s’andava scalzi
per i fossi, si misurava l’ardore
del sole dalle impronte
lasciate sui sassi.

LEONARDO SINISGALLI