Contro corrente

Contro corrente come bionde trote
fendevano la calca cittadina
due fanciulle insolenti di bellezza.
Curiosando strusciarono i musini
di maliziosa cipria qua a un acquario
di lusso di dormenti onde ravvolte
di stoffe per murene ed aragoste,
più in là a un brillante altar di calzature,
spume di cardi rossi per pianelle
di Cenerentola, lustrini e argenti
per taccuini da ballo. Scantonarono
a un tratto e una si chinò nascosta
dall’inquieta compagna ad allacciarsi
la giarrettiera a mezza coscia ignuda.
Le succhiò la corrente cittadina.
Vedo sempre la strada illuminata
da quel fulgore di carne di donna
nel marmo della pioggia settembrina.

CORRADO GOVONI

Cerco poesia in questo tempo strano

Cerco poesia in questo tempo strano
laddove so di non trovarla quasi più,
nei buchi tetri di solitudini taciute
o intorno ai tavoli dei bar deserti.

L’assenza di voci, non dico di sospiri,
insiste lungo le strade ingarbugliate
e plumbei i volti sono ora diventati
nell’euforia della dura rassegnazione.

Qualcuno mi dica dov’è che son finiti
gli allegri caroselli di tante umili genti,
gli innocenti svolazzi d’ammiccanti gonne,
il blu immacolato dei vecchi jeans.

Metalli, argenti, bronzi e ori finti
si sono sostituiti ai riflessi della vita
e splende il luccichio d’indegna vanità
mentre la terra geme, insieme a me.

Ridatemi il prezzo che ho pagato
per l’illusione di abitare in pace
un campo che confortevole credevo,
che invece, inesorabile, mi esclude.

Cerco poesia in questo tempo strano…

Aurelio Zucchi

dedicata al “Cantiere Poesia”

Le più belle poesie

Le più belle poesie

si scrivono sopra le pietre

coi ginocchi piagati

e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie si scrivono

davanti a un altare vuoto,

accerchiati da argenti

della divina follia.

Così, pazzo criminale qual sei

tu detti versi all’umanità,

i versi della riscossa

e le bibliche profezie

e sei fratello a Giona.

Ma nella Terra Promessa

dove germinano i pomi d’oro

e l’albero della conoscenza

Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

Ma tu sì, maledici

ora per ora il tuo canto

perché sei sceso nel limbo,

dove aspiri l’assenzio

di una sopravvivenza negata.

ALDA MERINI