Morte di una stagione

Piovve tutta la notte
sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
entro un tuonare lugubre di pietre,
fermi sull’argine reggemmo lanterne
a esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
sui fili fradice immote
spiare cenni arcani di partenza
e le specchiavano sulla terra
le fontane dai volti disfatti.

ANTONIA POZZI

L’anima dell’acqua

Forse troverai ancora la quaglia

acquattata nel ciuffo di stoppie

secche sull’argine del greto

a difendere l’ultimo nido.

Ma non avranno i nidiacei

che spighe abortite, pozze

crettate alla canicola del sole.

Un tempo sterminate messi

ondeggiavano al favonio estivo,

quando i dauni capanne rotonde

alzarono lungo i fiumi barattando

anfore colme di grano coi vicini.

Qui dove per tratturi di fango

torme di schiavi passarono trascinandosi

donne e bimbi magri come greggi,

fra giunchi marci bufali villosi

muggono immersi fino alle corna.

E l’acqua ha l’odore delle cose

morte attorno al fico contorto

solitario tronco sull’immobile

ristagno d’erbe putrescenti.

Un giorno forse dallo spirito del cielo

l’anima dell’acqua scenderà sulla terra.

CRISTANZIANO SERRICCHIO

Sulla laguna

Scende la sera e la pace mi porta,
pace di sensi sulla laguna:
ineffabile silenzio si rompe
e trascorre sulle erbe,
rauco richiamo di gabbiani
solenni sull’immota acqua.
Lievi farfalle ondeggiano
al vento impaziente.
Lontane le vette respirano
sospirano liete le gemme.
Una vela disegna un arco
bianco.
L’argine è azzurro
di fiori.
I pruni le angosce dipingono
della vita – il vento mai non posa –
groviglio di attese mai vinte.

Nino Silenzi

Mattino d’ottobre

Un gabbiano solitario
dall’alto della briccola
solenne contempla
la placida laguna
e lontana la corona
dei casoni antichi.
Le onde mormoranti
s’infrangono lievi
fra le canne fruscianti
al volo degli uccelli,
e su, nel cielo limpido,
leggere nuvolette
biancovestite
occhieggiano al sole
che si specchia gioioso
sulla palpitante acqua
cinerina
ed apre e scalda
i gialli azzurri bianchi fiori
e la tenace malva violetta
sull’argine scosceso ridenti.
L’audace vento tace;
nascosto tra i pruni,
aspetta la sua ora.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 4, 2011 at 07:20  Comments (3)  
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L’imponderabile


Delusa…
dominata, repressa
la cruda realtà soffoca l’emozione…
imprigiona il corpo
L’ansia…
il timore, l’aurea gabbia
similmente all’argine
allo scoglio, alla catena
non ostano l’Anima
che si erge verso il Cielo
anelando la ricerca…
dell’Essere, dell’amore, del piacere
e paventa …l’imponderabile

Ciro Germano

Published in: on settembre 6, 2010 at 07:30  Comments (3)  
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L’angelo buono

EL ÀNGEL BUENO

Vino el que yo quería, 
el que yo llamaba.
No aquel que barre cielos sin defensas,
luceros sin cabañas,
lunas sin patria,
nieves.
Nieves de esas caídas de una mano,
un nombre,
un sueño,
una frente.
No aquel que a sus cabellos
ató la muerte.
El que yo quería.
Sin arañar los aires,
sin herir hojas ni mover cristales.
Aquel que a sus cabellos
ató el silencio.
Para, sin lastimarme,
cavar una ribera de luz, dulce en mi pecho, 
y hacerme el alma navegable.

§

Venne quello che amavo,
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che alla sua chioma
legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza foglia ferire né smuovere cristalli.
Quello che alla sua chioma
legò il silenzio.
Senza farmi del male,
per scavarmi un argine di dolce luce nel petto
e rendermi l’anima navigabile.

RAFAEL ALBERTI

Tra i pioppi

Tra i pioppi argentei
raccogliesti bianchi fiori di campo
delicati come il tuo viso.
Eri felice.
Anch’io.
Insieme salimmo
sull’argine, abbracciati.
Insieme varchiamo
il mare della vita.


Nino Silenzi

Published in: on gennaio 23, 2010 at 07:39  Comments (5)  
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