Assemblea condominiale

Ognuno contro tutti,
e tutti contr’ognuno…
un abbaiar di cani
che s’azzuffano per niente

Ciascuno espone
le proprie motivazioni,
immancabilmente respinte…
con disapprovazione

Nessuno vuol pagare
la bolletta straordinaria;
s’inficiano le vetuste
tabelle millesimali ;
si rinnovano i rancori
per quella vecchia concessione;
si discute degli abusi,
e delle aree in pertinenza…
e blà, blà,blà,
e ancora blà, blà, blà,
all’eccedenza.

Ognuno è vittima…
dell’avverso condominio,
e dopo ore ed ore
di accanite discussioni ,
senza arrivare a capo
d’alcuna conclusione…
solo per la stanchezza
si ripongono le spade…
per l’armistizio

Ciro Germano

Contrappeso

Senza l’armonia d’equilibri
mi rifugio tra le mie mura
poggiate su fondamenta
d’inevitabili inquietudini

conquista terreno
ora alla mia porta
che cigola su cardini
malinconia come ruggine

non m’ingannare
che non t’inganno

effimero armistizio
e cosa mi rimane

stasera hai scelto me

ora non ti rifiuto
né ti respingo

ma senza recinti
l’anima in contrappeso
offro al vento

Pierluigi Ciolini

Il silenzio

Non c’è silenzio mai fino in fondo: l’ho veduto
e poi tenuto in me, come un fiore ai libri belli.
Il verso del trifoglio nei prati:era la notte
il tempo dei veggenti
dell’ombra nei bicchieri.
Il tempo che le donne si tuffano nei laghi
e afferrano maniglie protese
lunghe file, di vasi e di lampioni
di coniugi a braccetto.
Era la notte falso armistizio, un giorno luna
coyote in mondi quasi impossibili
il fruscio, di due lenzuola in grave disuso.
Mai silenzio, perfetto per davvero
c’è solo stare soli.

Massimo Botturi

A PROPOSITO DI LEGGI RAZZIALI

Prendo spunto dalla poesia di Giorgio Bassani “Le leggi razziali” apparsa sul nostro Cantiere. Quelle leggi, drammaticamente ridicole, furono promulgate nel 1938, e un ruolo fondamentale nella campagna antisemita lo ebbe il “Manifesto della razza”, una pubblicazione con una sfilza di idiozie pseudo-scientifiche, storiche e culturali firmate da personaggi divenuti illustri nell’ immediato dopoguerra, come Amintore Fanfani, Giorgio Bocca (allora diciottenne), Giovannino Guareschi e Agostino Gemelli, il fondatore dell’ Università Cattolica. Con il solito sistema italiano, le leggi presentavano spiragli di ogni tipo per essere in un certo senso “aggirate” là dove era possibile farlo. Questo perché fondamentalmente gli italiani e la classe politica fascista capirono per tempo l’impopolarità di questi provvedimenti. La politica dei compromessi, quella che i tedeschi nel prosieguo della storia non ci perdonarono, limitò i danni, se così si può dire, fino a quando non venne l’armistizio con l’otto settembre quarantatre. Da quel momento la situazione precipitò e divenne estremamente difficile cercare di salvare gli ebrei. Ma questa è storia conosciuta ai più. Allora gli italiani non avevano una cultura “razzista” soprattutto verso gli ebrei, che erano italiani come gli altri. Semmai, ma nei nostri giorni, siamo diventati xenofobi per ignoranza culturale e per intolleranza. Con la crisi e la disoccupazione in crescita costante questo fenomeno è andato via via accentuandosi, e soprattutto tra i giovani è presente questa ostilità verso chiunque provenga da terre affamate.  Le leggi razziali furono promulgate per dare il “contentino” all’alleato tedesco dopo l’accordo del maggio 1939 a Berlino (patto d’acciaio) e dare così spessore ideologico e politico a questa alleanza tra due nazioni che poco avevano in comune come mentalità. Ma mentre in Germania il nazismo aveva fatto dell’antisemitismo il suo cavallo di battaglia, costruendovi sopra false responsabilità, inventando diversità genetiche e comportamentali, agli italiani questo non passava neanche lontanamente per la testa. Gli ebrei erano, giustamente, italiani con pari diritti e pari doveri. Semmai la discriminazione c’era stata molto prima, a livello di credo religioso sotto lo Stato Pontificio, quando gli ebrei vivevano ghettizzati svolgendo lavori artigianali e piccolo commercio, tollerati ma non amati. Da secoli gli ebrei hanno fatto e fanno parte del tessuto sociale italiano, ed è impensabile oltre che improponibile lo sradicamento di una parte della cultura e della storia di una nazione.

Claudio Pompi