Lamento

 
C’è una belva nascosta nel mio cuore
dai freddi artigli e dagli occhi di bragia;
cavalca le montagne del pensiero e
con sorde grida mi accartoccia l’anima.
Sarà un sospiro a riportar l’oblio
E la verde marea della speranza
Placherà i ruggiti del dolore.

Viviana Santandrea

Published in: on luglio 15, 2012 at 07:02  Comments (4)  
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Diafane parole

 
Sperdute nella nebbia della mente
stanno immobili, come statue di sale,
diafane parole che non hanno suono
e sfumano come rivoli di fumo
nell’aria densa di acide lacrime.
Pallida essenza è la vita di chi,
nella vasta estensione del tempo
ode l’incessante ticchettio dei minuti,
impietosi ingranaggi a scandire 
ritmi di giornate sempre uguali
e, con l’anima stretta negli artigli
di una mano cerea e senza pietà,
resta in attesa di un guizzo di luce
che possa illuminare un tunnel
dove s’odono solo mugolii e lamenti.

Patrizia Mezzogori

I vecchi che si ammirano nell’acqua

THE OLD MEN ADMIRING THEMSELVES IN THE WATER

I heard the old, old men say,

“Everything alters,

And one by one we drop away.”

They had hands like claws, and their knees

Were twisted like the old thorn trees

By the waters.

I heard the old, old men say,

“All that’s beautiful drifts away

Like the waters.”

§

Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
« Tutto muta,
E a uno a uno noi scompariamo,
Avevano mani simili ad artigli, e le ginocchia
Contorte come i pruni antichi
Presso le acque.
Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
« Tutto ciò che è bello trascorre via
Come le acque ».

WILLIAM BUTLER YEATS

Published in: on gennaio 24, 2011 at 07:27  Comments (4)  
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L’amplesso delle aquile

THE DALLIANCE OF THE EAGLES

Skirting the river road, (my forenoon walk, my rest,)

Skyward in air a sudden muffled sound, the dalliance of the eagles,

The rushing amorous contact high in space together,

The clinching interlocking claws, a living, fierce, gyrating wheel,

Four beating wings, two beaks, a swirling mass tight grappling,

In tumbling turning clustering loops, straight downward falling,

Till o’er the river pois’d, the twain yet one, a moment’s lull,

A motionless still balance in the air, then parting, talons loosing,

Upward again on slow-firm pinions slanting, their separate diverse flight,

She hers, he his, pursuing.

§

Lungo la strada che costeggia il fiume (mia pomeridiana passeggiata, mio ristoro),
alto nell’aria, improvviso, un rumore smorzato, due aquile in amore,
l’impetuoso avido contatto, l’unione alta nello spazio,
artigli che si afferrano, s’intrecciano, una ruota selvaggia, viva, turbinante,
quattro ali che battono, due becchi, una massa vorticosa strettamente avvinghiata,
che cala in cerchi, si rovescia, s’arrotola, cade giù a precipizio,
finchè sul fiume sospesi, ancora uniti, la calma d’un istante,
un immobile muto bilanciarsi nell’aria, poi il distacco, gli artigli che si sciolgono,
le ali lente e salde nuovamente piegate verso l’alto, i loro voli diversi, separati,
lei il suo, lui il suo, seguendo.

WALT WHITMAN

Niente è cambiato

Gira la terra
tra gli artigli
graffianti
degli umani.

Ancora
cresce l’erba
e il sole
puntuale
sorge.

Niente è cambiato.

Ancora
sempre
ancora
stupidamente
si muore.

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 8, 2010 at 07:02  Comments (8)  
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Non conosco dei poeti il sentire

della penna che affonda nell’inchiostro,
la sorgente delle parole scritte
su pezzi di carta prendono forma
ti parlano, sorridono e piangono
o artigli ti piantano nella carne
squartandoti
come gli avvoltoi la preda

Né ulular loro comprendo, di paura
e sdegno e perdono, fuggir del cervo
nei boschi di pini tra rami di spine
della luce, lo strascico.

Potessi voltarmi in ciò che dico
e scrivo, mi chiamerei poeta anch’io
se in quel vuoto che mi divora
lo stomaco
m’emoziona se ancora una volta
quel grido o cenno gentile
che più non afferro e conosco
la finestra di un attimo serrata prima
ch’io spalanchi le pupille

No! Non sono un poeta , la parola
alla mia carne è straniera
e le mani non toccano l’anima
ucciderla o accarezzarla
più non mia –

per questo scrivo,
per il mio non essere poeta
per potermi seppellire l’anima prima
che mi seppellisca la parola .

Anileda Xeka

…e viceversa

Ci sogniamo accanto
tu di prendermi io di sfuggirti
e viceversa…

affondi i tuoi artigli
sulla mia carne stanca
e viceversa…

ma prima un occhio
poi un altro ci svegliamo
e siamo sempre più convinti
che tutto sia stato un sogno
e viceversa…

Silvano Conti

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:06  Comments (7)  
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