Far finta di essere sani

Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.

Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.

Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…

Vanno, tutte le coppie vanno
vanno la mano nella mano
vanno, anche le cose vanno
vanno, migliorano piano piano
le fabbriche, gli ospedali
le autostrade, gli asili comunali
e vedo bambini cantare
in fila li portano al mare
non sanno se ridere o piangere
batton le mani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.

GIORGIO GABER

Il kamikaze alla Poesia


-Chi sei tu che mi parli
con quel tono sommesso
di giustizia, di pace e amore?
Sono versi sprecati, utopie
e adesso, io difendo il mio onore.
Queste vie
che ora bevono il sangue fraterno
rideranno domani
e a noi martiri “gloria in eterno!”
Che ne sai
delle mille ragioni,
le piaghe che il mio popolo sconta
le notizie ti arrivano vaghe
hanno l’estro di chi le racconta.
Che dirai Poesia,
alla sposa che lascio bambina
e domani già vedova?
Al suo pianto
parlerai di ideali che ignora
cui restare fedele al di là della morte?
Che dirai?  Muterai la sua sorte?
Non provarci!
non è mio il cuore in cui fare breccia
a me l’hanno strappato quei vili
quella feccia che, mentre ti plaude,
manda noi, marionette drogate,
a imbrattare col sangue
il biancore di case ed asili.
Come te, uno spirito puro
portò un dì la parola tra il volgo
come me s’immolò al suo Dio.
Non gettare le tue perle nel gorgo
torna là dove certo sei nata
dov’è l’albero del bene e del male;
là domani verrò
e in quel luogo avrà un senso ascoltarti.
Tanto qui, resterà tutto uguale.

Viviana Santandrea