Impressioni

 
I banchi del mercato colorati
I fiori che si vendono sono stati traditi
E la bellezza effimera dei bulli di periferia
Gli avambracci scoperti e tatuati
Coi  sogni di viaggi mai fatti
E il Polo Sud è un’idea stramba
Per chi non ama l’avventura
E non farà mai nulla di così scontato
Da meritare funerali di stato
O lacrime stagionali
Come gelsomini oppure il glicine
Che non vuol  crescere sul  mio balcone
E c’è uno spreco di sogni
Anche nel mio nome
Se nulla è stato visto di quello che ho fatto
Quando innamorato cercavo spiagge
Di pietra lavica e sognavo ancelle
E bevevo alla sorgente con le mani a bicchiere
Senza sapere che potevo morire a vent’anni
Nel sudore di un’uniforme
Senza nemmeno il tempo di un pensiero
Come il Piero di una canzone
Che insegno ai figli
Per farli guarire.

Maria Attanasio

Rimembranze

Il bisogno di terra ci afferra in un attimo.

Son piene le mani di voglia di pieno,
son giù le ginocchia alla cerca d’olive,
le vesti adeguate larghe sul dietro,
le teste coperte da un bagno di luce,
la forza scoperta degli avambracci,
il sole che cuoce su ogni cosa.

Rivedo il dipinto firmato Guttuso,
i volti scolpiti, le scapole in fuori,
i braccianti del sud, la fame che incalza,
il mercato del pesce, la vita in essenza,
la risata sguarnita, il pianto che stride.

Non c’è pace sotto gli olivi,
le mani son nere di pelle e di terra,
ritorna di nuovo la storia di prima.

Lorenzo Poggi