Volevo

Volevo giacere nell’ovatta
dentro un seno naturale
con una via d’uscita
caro mio avatar imbottito di vita

Volevo avere la bussola con te
*Amore senza ragione
per adagiarti sulla mia mano migliore
stretta nella tua come una missione

Volevo viverti accanto fianco a fianco
*Amore ad ogni costo, non aspettavo a stringerti
o mio centesimo sanscrito ardore
sono nata per ballare sul tuo fiore

*Amore da mille e una notte
m’hai tempestata d’ uragano
fino al centro di una tempesta di sole
M’hai trasformata in temporale di sale

Aurelia Tieghi

Giro di sito

Girovagare con due torce in mano
una per la speranza
una per dire addio
e senza fare un passo oltre la soglia
chinarsi un poco
a raccattare i resti

portano ancora i segni di ganasce
i polsi, sortilegi da piccole spelonche
avatar di ripiego

si presuppone un luogo
fatto di spaziature e di frequenze
speziate, amaramente amare
o restare insediati
tra virgolette e sbarre

ho gli occhi di gramigne
mi passa un velo che li fa di nebbia
e i miei colori – oh, i miei colori!-
mi tradiscono il vero.

Tu mi racconterai di giorni alterni
di quando senza redini
criniera al vento
eri il satiro di una ninfa triste.

Forse ti additerò una stella
infissa nel mio petto, una tardiva
stella. D’un tempo infinitesimo sarai
zampillo e sogno
e non t’accorgerai d’essere eterno.

Cristina Bove