Ritorno al passato

Torneremo a penne d’oca
su fogli di pergamena
con firme di ceralacca
rosso sangue su foglio avorio.

Apriremo il nostro cuore
a parole, a gesti d’amore
d’amicizia, d’affetto.

Sentiremo di nuovo
il profumo del pane
appena sfornato
di un dolce fatto da mani amorevoli
in una cucina ridente.

Vedremo di nuovo la serenità
negli occhi dei nostri figli.
Saranno pure le nostre mani
limpido il nostro sguardo.

E a sera diremo di aver vissuto
intensamente.

Sandra Greggio

Burlesque

 
Curve sinuose in pizzo nero
lacci incrociati trattengon il respiro
corpetto esalta seni d’avorio
marmorei e tondi glutei rosa
.
Fascino retrò di giarrettiere
civettuoli battiti di ciglia
a cuore il rosso delle labbra
tacchi a spillo e bolle di champagne
.
Malizia e danza erotica
cedono corpetti svettan le forme
dea giunonica emergi dal calice
cavalcando eterea sogni plebei

astrofelia franca donà

Il vaso

C’è un piccolo amico
nascosto nel mio taschino
che porto sempre con me
quando vado a passeggio
sugli asfalti assolati della vita
Se parlo o rido
lui ascolta in silenzio
e sente passare la gente
mentre fingo interesse
al confuso brusio della strada
oppure sonnecchia
e si accomoda piano
in un fresco giaciglio di pensieri

Ma un mio palpito può risvegliarlo
e accende di stelle i suoi occhi
ad ogni tuo incontro prezioso e raro
Allora gli freme dentro
quella voglia di uscire
portando di corsa il suo vaso
E’ una coppa di pura bellezza
una giara ricolma di baci
da versarti e con quelli coprire
le tue ciglia curiose del mondo
e ogni ciocca mossa dal vento
e poi calde le tue mani d’avorio
con le dita dalle unghie gentili
e se mai ne avanzassero ancora
tutte di baci riempire
le piegoline del tuo sorriso

C’è un piccolo uomo
proprio lì sul mio cuore
Ogni volta rimane rinchiuso
schiacciato e senz’ali
sul fondo di un alto taschino
Quando vai e mi saluti
lui resta abbracciato a quel vaso
carezzandone il chiuso sigillo
Poi ritorna al suo posto
a nascondersi quieto
nel confuso brusio della strada.

Fabio Sangiorgio

Fin dove vado

Solitudine

Sempre fende il tempo
la solitudine mia artefice
in pause inevitabili.
Invece non fa male
ormai quella malinconia
lealmente subdola
nel ricucire spazi di vita
in diuturna nostalgia.
Solo un rimpianto lungo
lunghissimo fin dove vado io
digrigna d’avorio i denti bianchi forti
e ne rinnova ancora
l’incessante configgersi del morso.

Daniela Procida

Published in: on novembre 18, 2009 at 08:36  Comments (4)  
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